Che cosa temono le assicurazioni, dall’effetto tassi all’Esg

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Un rapporto Eiopa ha evidenziato come il ritorno degli spread, l’Esg e l’inflazione siano fenomeni in grado di colpire le assicurazioni

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Secondo l’ultimo sondaggio condotto dall’Autorità europea delle assicurazioni (Eiopa) sarà il rischio Esg è, per le assicurazioni, quello cghe aumenterà di più la propria rilevanza nei prossimi 12 mesi

Se si guarda al presente, però, a preoccupare il business delle assicurazioni sono altri due fenomeni più familiari: il rischio mercati, a partire dal rialzo dei tassi, e i rischi macro

Il “rischio Esg” è salito in cima alla lista delle preoccupazioni delle compagnie assicuratrici europee: secondo l’ultimo sondaggio condotto dall’Autorità europea delle assicurazioni (Eiopa) sarà questo il rischio che aumenterà di più la propria rilevanza nei prossimi 12 mesi, superando le sfide della digitalizzazione. Se in quest’ultimo caso sono i particolare i rischi informatici a rappresentare il grosso delle preoccupazioni per le compagnie assicuratrici il fattore Esg assume una duplice veste. Da un lato l’incremento degli eventi climatici estremi può aprire nuove opportunità per l’offerta di prodotti assicurativi. Dall’altro, però, il crescente successo dei titoli legati a settori a minore impatto ambientale potrebbe danneggiare “gli assicuratori e i fondi pensione altamente esposti alle attività ad elevate emissioni di CO2” poiché, “potrebbero perdere valore nei loro portafogli di investimento”. E’ quanto si legge dall’ultimo Financial stability report dell’Eiopa, che include un sondaggio delle assicurazioni e dei fondi pensione europei.

Anche nel caso del cyber risk la valutazione è duplice. Da un lato il bisogno di assicurarsi contro le violazioni informatiche potrà aprire nuove possibilità per le polizze dedicate a questa minaccia e, dunque, favorire il comparto. Dall’altro, però, il sondaggio mostra come fra le assicurazioni sia cresciuto il timore di incappare, loro per prime, in incidenti informatici ed estorsioni. “Nonostante lo slancio crescente, la comprensione dei rischi informatici rimane limitata”, ha scritto l’Eiopa, “questo indica che sono necessari miglioramenti nella raccolta dei dati e nella modellizzazione del rischio informatico”.

Se si guarda al presente, però, a preoccupare il business delle assicurazioni sono altri due fenomeni più familiari: il rischio mercati e i rischi macro. Nell’ultima rilevazione di questo autunno, i primi hanno superato i secondi in cima ai pensieri delle compagnie, per le quali, in particolare è da monitorare il rischio di rialzo dei tassi (41%) e il rischio di correzione sull’azionario (30%).

Fra i rischi macroeconomici continuano a prevalere i timori di un prolungato “ecosistema” caratterizzato dai bassi rendimenti. Eppure, uno dei focus nel nuovo rapporto Eiopa è dedicato proprio all’eventualità che i rendimenti ricomincino a salire in seguito a un percorso di nuovo restringimento monetario. Secondo i calcoli dell’Autorità, l’aumento degli spread sovrani andrebbe a impattare negativamente sui bilanci delle assicurazioni.

“Gli assicuratori detengono una quota significativa di obbligazioni sovrane nei loro portafogli. Il risultato dell’analisi empirica condotta suggerisce che mentre gli aumenti dei rendimenti hanno un effetto positivo” nel rapporto fra attività e passività di bilancio, “un aumento degli spread di credito ha un effetto negativo”, ha scritto l’Eiopa. “Un aumento di 100 punti base degli spread di credito per i paesi ad alto rischio sovrano è associato a una diminuzione del 7% dell’attivo sul passivo”. La questione è particolarmente rilevante per le assicurazioni italiane, il cui portafoglio di titoli di Stato è per oltre il 75% composto da bond italiani. Sul fronte delle obbligazioni societarie, invece, le stime elaborate da Eiopa in caso di choc sui rendimenti, combinato a downgrade dei rating, produrrebbe “perdite del 5-6% sul portafoglio dei corporate bond” delle assicurazioni, con picchi oltre il 10%.

L’impatto dell’inflazione sulle assicurazioni

L’incremento dell’inflazione, che potrebbe mantenersi più sostenuta per un lungo periodo di tempo genera anch’essa ripercussioni interessanti sui bilanci delle assicurazioni, con esiti di segno opposto fra le linee di business vita e non-vita. In questo secondo gruppo l’aumento dei prezzi rischia di rendere più onerosi gli esborsi, dal momento che il valore dei rimborsi richiesti tende ad adeguarsi all’aumento dei prezzi. Per i prodotti vita di risparmio a lungo termine, invece, le garanzie restano le stesse a livello nominale (ad esempio, un determinato rendimento). Il loro valore reale, al netto dei rincari, però, scende: in questo caso a farne le spese, però, sono i titolari delle polizze.

“Tuttavia, ci sono anche rischi di inflazione per gli assicuratori vita”, ha sottolineato l’Eiopa, in quanto “l’aumento delle aspettative di inflazione può rendere meno attraente la stipula di contratti vita. Inoltre, un aumento dell’inflazione può portare a un brusco aumento dei tassi di interesse. Ciò incentiva gli assicurati a rescindere i contratti di risparmio a lungo termine, in particolare quelli con tassi garantiti relativamente bassi. Ciò implica un rischio di liquidità”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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