Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge (S. 1730, primo firmatario l’on. Andrea Di Giuseppe, eletto nella circoscrizione Estero), divenuto la legge 12 giugno 2026, n. 111, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026, che introduce nuove disposizioni in materia di assistenza sanitaria per i cittadini italiani residenti all’estero.
Il provvedimento, già licenziato dalla Camera il 27 novembre 2025, riguarda gli iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero che vivono in Paesi non appartenenti all’Unione europea e non aderenti all’Efta: Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Emirati, Svizzera esclusa, e così via. Costoro potranno iscriversi volontariamente al Ssn e ottenere la tessera sanitaria versando un contributo annuale di 2.000 euro, non frazionabile.
Sono esonerati dal contributo soltanto i figli minorenni iscritti all’Aire, a condizione che almeno un genitore o il tutore legale sia in possesso della tessera sanitaria nazionale in corso di validità, e abbia quindi versato il contributo (art. 2, comma 2, legge 111/2026). Nessuna esenzione è invece prevista per i pensionati, neppure per coloro la cui pensione è assoggettata a imposizione in Italia: l’ipotesi, circolata durante l’iter parlamentare, non è confluita nel testo promulgato.
Tessera sanitaria per gli italiani all’estero: cosa cambia con la nuova legge
Per capire la portata della riforma occorre ricordare la regola previgente: l’iscrizione all’Aire comporta la cancellazione dal Ssn. Ai residenti in Paesi extra Ue restavano soltanto le prestazioni ospedaliere urgenti, per un massimo di 90 giorni nell’anno solare e limitatamente ad alcune categorie (lavoratori in distacco, titolari di pensione italiana), oltre alle tutele previste dalle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con un numero ristretto di Paesi.
Per tutti gli altri – inclusa la numerosa comunità italiana negli Stati Uniti, dove nessuna convenzione sanitaria è in vigore – il rientro in Italia, anche prolungato, non dava accesso alla sanità pubblica se non in emergenza. Da qui la percezione, più volte denunciata dagli eletti all’estero, di una cittadinanza sanitaria ‘di serie B’.
Iscritti Aire e Ssn: come funzionerà l’iscrizione volontaria
Il testo si compone di quattro articoli. L’iscrizione andrà effettuata presso l’Asl territorialmente competente in base al luogo di soggiorno o permanenza in Italia; il rilascio e il rinnovo annuale della tessera sanitaria sono subordinati al pagamento del contributo, il cui mancato versamento comporta la sospensione dell’accesso alle prestazioni; il rinnovo della tessera dopo la sospensione è subordinato al versamento del contributo dell’anno in corso e di quelli dovuti per il periodo di sospensione, maggiorati degli interessi legali.
La legge entra in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 27 giugno 2026: le nuove regole saranno dunque efficaci dal 27 luglio 2026. Ma l’operatività concreta dipenderà dal decreto del Ministero della Salute, da adottare entro novanta giorni di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, chiamato a definire modalità applicative e monitoraggio. È prevista una clausola di invarianza finanziaria: la misura dovrà autosostenersi con i contributi versati.
Italiani all’estero: vantaggi della tessera sanitaria e del nuovo Ssn
Per i professionisti che assistono famiglie internazionalizzate, la novità merita di entrare subito nella cassetta degli attrezzi, con alcune valutazioni di convenienza e di coerenza complessiva del quadro.
Un’opzione di copertura da prezzare
Duemila euro l’anno, con i minori inclusi, sono una frazione del costo di una polizza sanitaria privata internazionale per chi trascorre periodi significativi in Italia: per il pensionato all’estero che rientra alcuni mesi l’anno, per l’imprenditore con doppia base operativa o per la famiglia che mantiene legami stabili con il Paese, l’iscrizione volontaria può integrare – non sostituire – la copertura nel Paese di residenza, dove resta indispensabile (si pensi ai costi sanitari statunitensi).
Residenza fiscale e Aire: i rischi da valutare prima dell’iscrizione al Ssn
Attenzione alla residenza fiscale
È il punto più delicato per il consulente. Dopo la riforma dell’art. 2 del Tuir (D.Lgs. 209/2023), la residenza fiscale si fonda su residenza civilistica, domicilio inteso come sede delle relazioni personali e familiari, e presenza fisica per la maggior parte del periodo d’imposta. L’iscrizione volontaria al Ssn non è di per sé un criterio di radicamento, ma in un contenzioso sulla residenza è un fatto che l’Agenzia potrebbe valorizzare come indizio di collegamento con l’Italia, insieme a immobili a disposizione, utenze e frequenza dei rientri. La scelta va quindi inserita in una mappatura complessiva della posizione del cliente, non assunta in autonomia.
Coerenza con la compliance Aire
La riforma rimuove uno dei principali disincentivi all’iscrizione all’Aire, storicamente rinviata proprio per non perdere l’assistenza sanitaria. Un effetto indiretto positivo: meno posizioni anagrafiche irregolari significa minori rischi di contestazioni su residenza fiscale, monitoraggio (quadro W) e imposte patrimoniali estere per chi vive realmente oltreconfine.
Nuova tessera sanitaria per gli italiani all’estero: le prossime tappe
Resta da vedere il decreto attuativo, dal quale dipenderanno tempi, procedure e perimetro effettivo delle prestazioni. Ma il segnale è chiaro: per la prima volta l’ordinamento offre agli italiani extra Ue un ponte sanitario stabile con il Paese d’origine, a un costo definito. Per il wealth planner è una variabile nuova da integrare nei dossier degli expat – con la consueta avvertenza che ogni scelta di collegamento con l’Italia, anche la più conveniente, va pesata sulla bilancia della residenza fiscale.
