Il wealth è un gioco di squadra

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Il wealth è un gioco di squadra

Tra passaggio generazionale, intelligenza artificiale e ricerca della qualità, le esigenze delle famiglie stanno cambiando e con esse anche il modo di fare consulenza e gestione del patrimonio. Carlo Menozzi, Direttore Generale di Credem Euromobiliare Asset Management SGR, racconta in esclusiva a We Wealth l’evoluzione della SGR e del wealth nel gruppo Credem: un cambiamento che va ben oltre il riassetto organizzativo e ridefinisce modelli, competenze e servizi

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Il 2026 si sta confermando un anno spartiacque per l’industria del risparmio gestito in Italia. Le scosse geopolitiche e le conseguenze finanziarie ed economiche, l’esplosione definitiva dell’Intelligenza Artificiale e il più grande passaggio generazionale di ricchezza della storia moderna stanno cambiando per sempre le regole del gioco.

In questo scenario in profonda mutazione, i grandi gruppi bancari sono chiamati a una scelta: subire il cambiamento o guidarlo. Il Gruppo Credem ha scelto la seconda via. E lo ha fatto mettendo in campo una strategia chiara e determinata, culminata in una profonda revisione delle aree Wealth & private che ha coinvolto anche la SGR del Gruppo. Per capire le logiche di questa trasformazione, abbiamo incontrato Carlo Menozzi, Direttore Generale di Credem Euromobiliare Asset Management, l’uomo alla guida della “fabbrica prodotto” e cuore pulsante di questo nuovo ecosistema.

Dottor Menozzi, partiamo dal macro-scenario. Negli ultimi anni il settore ha dovuto confrontarsi con trasformazioni profonde: digitalizzazione, longevità, passaggio generazionale, evoluzione dell’offerta e pressione sui margini. Quali sono i cambiamenti che stanno ridefinendo più profondamente il wealth management?

Si, il settore sta vivendo trasformazioni radicali. Non possiamo più limitarci a guardare le sole dinamiche dei mercati finanziari. Oggi le sfide per la nostra industria sono dettate da molteplici fattori, spesso inattesi e quindi, con l’obiettivo di guidare l’evoluzione in un contesto sempre più articolato, la nostra strategia punta con vigore su tre pilastri: specializzazione, competenze e innovazione.

In questo contesto, quale esigenza vi ha spinto a ripensare l’intera architettura del wealth management del Gruppo?

Siamo partiti da cambiamenti interni molto profondi, necessari proprio per affrontare il contesto. Tra questi, la forte specializzazione delle reti del Gruppo, la nascita di Credem Euromobiliare Private Banking e l’introduzione di una nuova piattaforma di consulenza finanziaria e patrimoniale olistica. Per concentrarci sulla specializzazione abbiamo innanzitutto confermato la volontà di mantenere le fabbriche prodotto all’interno del Gruppo, per favorire una maggiore convergenza e integrazione con le reti che sono e saranno il centro dei nostri interessi.

Inoltre abbiamo definito un coordinamento strategico unico di tutte le società del mondo wealth, distinguendo tra advisory patrimoniale, quindi le attività sviluppate dalla nostra SIM, la Fiduciaria e la SGR dedicata ai private asset, in stretta connessione con la Banca Private e la rete di Consulenti Finanziari di Credem da un lato e le fabbriche prodotto dall’altro: Credem Euromobiliare Asset Management e Credemvita. Quindi l’evoluzione del Wealth del Gruppo nasce da qui: non è una semplice risposta difensiva al mercato, ma un’esigenza di evoluzione proattiva per servire al meglio le nostre reti e i nostri clienti.

Avete più volte sottolineato, infatti, che questa trasformazione non rappresenta un semplice riassetto organizzativo. Quali sono gli elementi che ne fanno una vera evoluzione strategica? Nel nuovo assetto Credem Euromobiliare Asset Management assume un ruolo ancora più centrale. Come evolve la mission all’interno dell’ecosistema wealth del Gruppo?

Esattamente. Il ridisegno del wealth management non rappresenta un semplice cambiamento organizzativo, ma una vera evoluzione strategica. Le sfide immediate, sia per noi sia per il sistema, sono tante: maggior volatilità dei mercati, contesto geopolitico, la compressione della marginalità, la coesistenza di almeno cinque generazioni diverse da servire in modo dedicato. Tutto questo implica una visione chiara e strategica che prevede la creazione di un “modello di ecosistema” che rafforzi le connessioni tra produttore e distributori. Servire più reti e più target vuol dire personalizzare e quindi costruire soluzioni dedicate e non standardizzate e l’obiettivo finale è sviluppare un modello di Wealth Management flessibile, dove la specializzazione è sostenuta dalle competenze e l’innovazione e la tecnologia potenziano la velocità e la qualità.Oltre a questo tassello sulla specializzazione, stiamo lavorando su altri due ambiti fondamentali.

Una nuova configurazione delle competenze specializzate in Asset Management presenti nel Gruppo, che confluiscono nella SGR creando efficienza, efficacia e potenziamento della qualità dei prodotti, dei servizi e della consulenza. Nasce infatti un centro unico di gestione, con circa 90 professionisti, 25 miliardi di AuM e oltre 50 miliardi di AuA e che si avvale anche di partnership internazionali per cogliere tutte le opportunità a livello globale. Un percorso di innovazione continua, come driver alla base dell’evoluzione in un contesto nel quale anche il supporto della tecnologia e dell’AI diventa strategico e non solo una moda passeggera.

In questo nuovo assetto, Credem Euromobiliare Asset Management si posiziona come il polo d’integrazione di competenze diversificate e specialistiche, guidando l’evoluzione dell’approccio alla gestione dei portafogli e della consulenza. Un hub unico che governa l’asset allocation e gli indirizzi su Fondi, Sicav, Previdenza, Gestioni Patrimoniali e la parte di Ramo III della nostra compagnia di assicurazione vita. Operando in totale sinergia con le altre società del Gruppo, ponendoci come centro di riferimento per le reti su prodotti e servizi sulla gestione dei risparmi e degli investimenti.

Ha citato il modello produttivo. In un settore che vede sempre di più il ricorso a soluzioni esterne o delega totale, avete scelto di mantenere all’interno del Gruppo le principali fabbriche prodotto, affiancandole a partnership strategiche. Perché questa scelta?

Perché per fare questo mestiere servono competenze di grande qualità e quelle che abbiamo in Credem Euromobiliare Asset Management sono molto diversificate, complementari e di altissimo livello. Queste vengono poi ulteriormente rafforzate da accordi con partner specialisti, interni ed esterni al Gruppo. Il nostro “mantra” deve essere la qualità. Quando ci si occupa dei risparmi delle famiglie, bisogna essere ossessionati dalla qualità. Non avendo la sfera di cristallo, serve avere la consapevolezza, la responsabilità e gli strumenti per fare le cose bene e saper anche non accettare compromessi. E qui entra in gioco quello che io definisco la vera differenza: le persone.

Si riferisce al dibattito sempre acceso tra automazione tecnologica e consulenza umana?

Anche. Per il nostro Gruppo le persone sono sempre state e sempre saranno al centro. Oggi però la digitalizzazione delle relazioni e la velocità elevata ci portano erroneamente a pensare che se ne possa fare sempre più a meno. No. Non è così. La tecnologia è imprescindibile e l’AI sta cambiando tanti paradigmi, ma rimangono strumenti straordinari e velocissimi al servizio delle persone, non viceversa. Come Credem Euromobiliare Asset Management stiamo lavorando in questo senso e con l’obiettivo di migliorare le capacità umane, che rimangono centrali nel creare e gestire soluzioni che generino vero valore.

Veniamo al recente percorso di rebranding, molto visibile sul mercato. Quanto rappresenta un cambiamento identitario e quanto invece il naturale punto di arrivo di una trasformazione già in corso?

Amo dire che con questo rebrand “la sostanza diventa anche forma”. La nuova identità, che dal mese di luglio ci vede passare da Euromobiliare Asset Management SGR a Credem Euromobiliare Asset Management, non è un semplice maquillage, ma la convergenza di due movimenti sinergici: da una parte rafforza la brand equity del Gruppo Credem, grazie a una storia di successi per oltre cinquant’anni del brand Euromobiliare riconosciuto per l’heritage che ha nel wealth e nell’asset management e dall’altra avvicina il valore della solidità del Gruppo Credem al brand Euromobiliare.

Nell’ultimo anno, lavorando su una evoluzione così articolata, abbiamo compreso di avere un’occasione unica per allineare forma e sostanza. Abbiamo ascoltato i nostri interlocutori, dal top management, ai banker e i clienti, e abbiamo osservato la nostra “Federation of Business”, ossia come le varie società esprimono senso di appartenenza e integrazione. Quindi più che un punto di arrivo della trasformazione in corso, è la naturale evoluzione per affrontare il futuro anche da un punto di vista di identità e brand.

Guardando al futuro, a questo 2026 e oltre, quali saranno le priorità strategiche definitive di Credem Euromobiliare Asset Management?

Oggi assistiamo a un movimento di concentrazione degli asset manager e, specialmente in Italia, a una re-internalizzazione delle SGR da parte di diversi gruppi bancari. La nostra ristrutturazione ragionata di aree e competenze è funzionale a posizionarsi concretamente in questo scenario di mutazione profonda.

La nostra priorità è chiara: Credem Euromobiliare Asset Management vuole continuare a crescere per conquistare ulteriori quote di mercato e meritare sempre più fiducia da parte delle reti e dei clienti. La strategia si fonda su un’evoluzione continua della qualità delle soluzioni proposte, spingendo sulla crescita attraverso una visione di filiera integrata, unica e trasversale. Vogliamo essere il punto di riferimento inequivocabile per le nostre reti e i nostri clienti, lavorando sull’eccellenza nella gestione dei risparmi.

(Articolo tratto dal magazine n. 92 di luglio/agosto 2026 di We Wealth. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.)

Una donna con i capelli lunghi, che indossa una camicetta arricciata, siede sorridente e tiene in mano un blocco per appunti. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro. L'immagine è in bianco e nero.

di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

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