Il 43% dei consulenti vede nell’AI il vero concorrente di domani

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Entro cinque anni il principale concorrente dei consulenti finanziari saranno gli strumenti fai-da-te potenziati dall’AI, mostra un nuovo sondaggio internazionale di Natixis

Indice

Nel giro di cinque anni il principale concorrente del consulente finanziario non sarà più un altro consulente, ma uno strumento di investimento autonomo potenziato dall’intelligenza artificiale. Lo afferma il 43% degli advisor sondati da Natixis Investment Managers in 23 Paesi, Italia inclusa, una quota nettamente superiore rispetto all’11% che teme soprattutto la concorrenza “umana”.

Il timore ha un legame diretto con le opinioni rilevate in una precedente ricerca Natixis sugli investitori individuali. Tra i millennial, infatti, il 57% si dice più propenso a usare la consulenza automatizzata grazie ai miglioramenti dell’AI, mentre una quota quasi identica, pari al 56%, ritiene che la consulenza guidata dall’intelligenza artificiale possa migliorare i rendimenti. Per un terzo dei consulenti, però, ricorrere all’AI per investire rappresenta uno dei principali errori degli investitori, al pari di un eccessivo affidamento al mattone o della concentrazione dei rischi sulle Magnificent 7.

Chi saranno i principali concorrenti dei consulenti finanziari?

Quota di consulenti che indica ciascuna categoria come principale fonte di concorrenza

Oggi Tra 5 anni
Consulenti tradizionali
54%
11%
Piattaforme di consulenza automatizzata
23%
19%
Player innovativi / neo-broker
15%
25%
Strumenti fai-da-te migliorati
7%
43%

Fonte: Natixis Investment Managers, 2026 Global Survey of Financial Advisors

Già nel 2022, prima della rivoluzione dell’AI generativa, i neo-broker come Scalable Capital, DeGiro o Trade Republic avevano iniziato a erodere quote del mercato tradizionale. Secondo i dati Statista citati da Natixis, queste piattaforme avevano catturato il 4,9% dei ricavi dell’asset management in Germania e il 4,1% in Italia. Oggi il 56% dei consulenti ritiene i neo-broker una minaccia significativa alla conservazione delle masse in gestione.

Non stupisce quindi che per il 73% dei consulenti usare l’intelligenza artificiale come sostituto della consulenza finanziaria comporti rischi inutili. Ciononostante, l’AI sta entrando rapidamente nella pratica quotidiana degli stessi advisor. Il 71% dei consulenti dichiara infatti di utilizzarla già nel proprio lavoro, con benefici ampiamente riconosciuti: il 74% afferma che l’AI può liberare tempo da dedicare ai clienti, mentre il 61% la usa per scrivere e-mail, prendere appunti durante le riunioni e inviare materiale informativo.

Il 56% dei consulenti impiega l’intelligenza artificiale per sintetizzare commenti di mercato e dati economici, mentre il 40% la utilizza per l’analisi di portafoglio e dei rischi. Inoltre, il 42% ritiene che aggiungere funzionalità AI al servizio sarà una delle leve per attirare gli investitori più giovani, una quota nettamente superiore rispetto a chi considera strategico assumere consulenti più giovani, pari al 28%.

I principali errori degli investitori secondo i consulenti

Quota di consulenti che indica ciascun comportamento come errore rilevante degli investitori

Reagire emotivamente alle notizie
58%
Avere aspettative di rendimento irrealistiche
50%
Tentare di anticipare il mercato / inseguire i rendimenti
49%
Concentrarsi sulle commissioni invece che sui rendimenti
42%
Ignorare le implicazioni fiscali
36%
Fare troppo affidamento sul valore della casa come asset
33%
Prendere consigli finanziari dall’AI
33%
Essere sovraesposti ai Magnificent 7
33%
Non avere abbastanza esposizione azionaria
31%

Fonte: Natixis Investment Managers, 2026 Global Survey of Financial Advisors

La competizione per le masse

Se i neo-broker e gli strumenti fai-da-te potenziati dall’AI saranno in grado di elaborare le stesse informazioni disponibili ai professionisti e trasformarle in raccomandazioni azionabili, per il consulente dimostrare il proprio valore diventerà più difficile. Non a caso, secondo il 52% degli intervistati, la capacità di dimostrare valore oltre la semplice asset allocation sarà il primo fattore di crescita per i consulenti finanziari.

Come riuscirci? L’82% degli advisor punta sulla relazione personale e sulla responsabilità fiduciaria per differenziarsi dall’intelligenza artificiale. La notizia incoraggiante, almeno per ora, arriva dalla precedente Natixis Global Survey of Individual Investors 2025: gli investitori dichiaravano di fidarsi del proprio consulente nel 91% dei casi, contro il 68% che diceva di fidarsi degli altri consulenti finanziari e appena il 40% che accordava fiducia ad algoritmi e intelligenza artificiale.

Il vantaggio umano, dunque, non è scomparso. Ma cambia natura. Non può più fondarsi soltanto sull’accesso alle informazioni, sulla costruzione del portafoglio o sulla capacità di selezionare strumenti finanziari. Deve spostarsi sempre di più sulla pianificazione, sulla gestione dei comportamenti, sulla fiducia e sulla responsabilità. Nonostante i timori, solo il 30% dei consulenti crede che l’estensione dell’AI nel mondo dell’advice finanziario possa costringerli a cambiare mestiere.

“I consulenti si trovano ad affrontare una serie di fattori di cambiamento, mentre il settore deve far fronte sia alle sfide a breve termine che derivano da un mercato incerto, sia a più ampi cambiamenti strutturali determinati dall’intelligenza artificiale, dalla concorrenza digitale e dal più ampio trasferimento di ricchezza tra generazioni”, commenta Gianluca Pietanesi, senior sales manager di Natixis IM. “Per avere successo nel lungo periodo, il fattore fondamentale per i consulenti sarà dimostrare il valore aggiunto che apportano, al di là della semplice allocazione degli asset”.

Domande frequenti su Il 43% dei consulenti vede nell’AI il vero concorrente di domani

Quale sarà il principale concorrente dei consulenti finanziari nei prossimi cinque anni?

Secondo il 43% degli advisor intervistati, il principale concorrente dei consulenti finanziari nei prossimi cinque anni sarà uno strumento di investimento autonomo potenziato dall'intelligenza artificiale. Questa previsione supera nettamente la preoccupazione per la concorrenza 'umana'.

Quanto è diffusa la percezione che l'AI diventerà un concorrente per i consulenti finanziari?

Il 43% dei consulenti finanziari intervistati in 23 Paesi, Italia inclusa, vede nell'intelligenza artificiale il vero concorrente di domani. Solo l'11% teme maggiormente la concorrenza da parte di altri consulenti.

Quali sono le principali aree di preoccupazione per i consulenti finanziari riguardo al futuro della loro professione?

Le principali preoccupazioni riguardano la competizione per le masse e l'impatto degli strumenti di investimento autonomi basati sull'intelligenza artificiale. Questi ultimi sono visti come una minaccia più significativa rispetto alla concorrenza umana.

Quali sono i principali errori degli investitori secondo i consulenti finanziari?

L'articolo menziona 'I principali errori degli investitori secondo i consulenti' come una delle intestazioni, suggerendo che i consulenti hanno opinioni specifiche su questo tema. Tuttavia, il contenuto fornito non dettaglia quali siano questi errori.

Qual è la fonte della ricerca che ha portato a queste conclusioni sui concorrenti dei consulenti finanziari?

Le opinioni sui futuri concorrenti dei consulenti finanziari provengono da un sondaggio condotto da Natixis Investment Managers su advisor in 23 Paesi, Italia compresa. Questo studio si lega a precedenti ricerche della stessa società.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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