La presenza di asset immobiliari in più giurisdizioni non rappresenta semplicemente una questione di opportunità di investimento, ma configura un ecosistema patrimoniale che richiede una pianificazione successoria di lungo periodo per preservare valore attraverso le generazioni, minimizzare l’erosione fiscale e prevenire potenziali conflitti familiari.
Regolamento Ue 650/2012: cosa cambia per le successioni internazionali
Il Regolamento Ue n. 650/2012 ha rappresentato un significativo passo avanti nell’armonizzazione delle successioni transfrontaliere all’interno dell’Unione Europea. La normativa ha stabilito infatti criteri uniformi per determinare la legge applicabile alla successione e individua l’autorità competente.
Tuttavia non armonizza alcuni aspetti fondamentali, come:
- la definizione delle quote ereditarie e dei diritti dei legittimari;
- i limiti alla libertà di testare;
- la fiscalità successoria, che rimane regolata dalle leggi nazionali con aliquote e regimi molto diversi (dallo 0% a oltre il 50%);
- le regole su registrazione e pubblicità degli immobili;
- le norme sulla comunione e i regimi patrimoniali tra coniugi.
In sostanza, per patrimoni complessi e internazionali, questo significa che l’intervento normativo
europeo, pur utile, non elimina la necessità di una pianificazione anticipata e strutturata.
Strumenti per gestire patrimoni immobiliari complessi
Il nostro ordinamento prevede una serie di strumenti per la gestione di patrimoni immobiliari ed il loro passaggio generazionale, la cui specifica scelta varia a seconda del grado di complessità, flessibilità e applicabilità al caso specifico.
Trust Internazionale: la segregazione patrimoniale anti-conflitto e anti-esecuzione
Il trust rimane un ottimo strumento di pianificazione patrimoniale e successoria. La segregazione patrimoniale che il trust garantisce è pressoché assoluta: i beni conferiti escono dal patrimonio del disponente ma non entrano in quello (personale) del trustee, formando un patrimonio separato destinato a uno scopo.
Questa caratteristica offre vantaggi strategici quali:
- la protezione da azioni esecutive dei creditori personali del disponente;
- l’isolamento da eventi familiari potenzialmente disgreganti (divorzi, conflitti generazionali);
- riservatezza e flessibilità nella distribuzione degli asset ai beneficiari.
Sul piano fiscale, il trust richiede un’attenta pianificazione al fine di inquadrare correttamente il trattamento fiscale del trust medesimo, nonché quello dei relativi beneficiari (sia con riferimento all’eventuale applicazione dell’imposta di successione e donazione nonché ai fini delle imposte dirette durante la vita del trust).
A titolo esemplificativo, il Paese di residenza del trust (Jersey, Guernsey, Svizzera, tra i più frequenti) deve essere valutato con cautela anche alla luce della residenza del disponente, dei
beneficiari e l’ubicazione degli asset.
Oltre il trust: holding, fondazioni e patto di famiglia
Tra gli ulteriori strumenti giuridici che consentono una governance efficace e una protezione mirata del patrimonio familiare sono annoverare la holding di famiglia, una soluzione di governance centralizzata che consente di separare la proprietà strategica dalla gestione operativa degli asset sottostanti, riducendo l’esposizione a rischi esterni.
La fondazione di famiglia offre una governance strutturata, beneficiando di personalità giuridica autonoma e unendo la tutela patrimoniale a finalità che possono estendersi oltre il mero interesse familiare, verso obiettivi di utilità sociale.
Infine, il patto di famiglia che consente il trasferimento anticipato dell’azienda o delle partecipazioni societarie con efficacia vincolante per tutti i legittimari.
Approccio integrato: la strategia per proteggere e trasmettere grandi patrimoni
Una pianificazione successoria strategica deve mirare a una pluralità di obiettivi, spesso posti tra loro in equilibrio delicato:
- preservazione del valore patrimoniale attraverso le generazioni;
- efficienza fiscale considerando le molteplici giurisdizioni eventualmente coinvolte;
- protezione da rischi esterni;
- governance familiare e prevenzione di conflitti successori;
- riservatezza e discrezione.
La gestione del patrimonio immobiliare internazionale rappresenta, dunque, l’intersezione tra diritto civile, fiscalità, corporate governance e dinamiche familiari.
Solo un approccio integrato, che consideri tutte queste dimensioni, può garantire che la ricchezza costruita da una generazione venga preservata, accresciuta e trasmessa efficacemente a quelle future.
(Articolo pubblicato sul magazine di We Wealth di novembre 2025 n. 84, a cura di Mattia Biasi e Roberto Bonomi, entrambi partner di Withers)

