STEP Italy: successioni, trust e filantropia ridisegnano la consulenza patrimoniale

3 MIN

Alla STEP Italy Conference 2026, professionisti del wealth planning, private banker, legali e trustee si sono confrontati su passaggi generazionali, fondazioni, antiriciclaggio e governance delle collezioni d’arte. Il resoconto della prima giornata dell’evento.

Indice

Il patrimonio delle famiglie italiane sta diventando troppo complesso per essere gestito con approcci separati. E’ una delle consapevolezze emerse sottotraccia nella due giorni della STEP Italy Conference 2026, “Wealth in transition: Managing complexity in a changing world“, l’appuntamento organizzato da STEP Italy, sezione italiana di The Society of Trust and Estate Practitioners, che si è svolto il 13 e 14 maggio al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

L’evento ha riunito oltre 220 partecipanti tra avvocati, commercialisti, notai, private banker, consulenti patrimoniali, accademici ed esponenti del mondo istituzionale. Già nei lavori del 13 maggio si è delineata una tendenza sempre più evidente: il private banking e la consulenza patrimoniale si stanno muovendo dalla semplice allocazione finanziaria verso una governance complessiva della ricchezza familiare, dentro cui entrano successione, compliance, filantropia, arte, trust, aging e conflitti generazionali. Per questo banker, avvocati, trustee, fiscalisti e advisor filantropici sono chiamati a lavorare sempre più spesso insieme.

“La STEP Italy Conference 2026 ha offerto un’occasione di confronto sui principali cambiamenti che stanno interessando la pianificazione patrimoniale, in un contesto segnato da rilevanti passaggi generazionali e da un quadro normativo in continua evoluzione”, ha commentato Stefano Loconte, presidente di STEP Italy. Nel corso della conferenza sono stati approfonditi temi come la gestione del trust, la rendicontazione del trustee e l’applicazione degli obblighi antiriciclaggio, con l’obiettivo di favorire maggiore trasparenza, correttezza operativa e uniformità di comportamento nella trasmissione della ricchezza.

A dare la misura della sfida sono anche i dati richiamati dall’Associazione Italiana Private Banking. Il settore gestisce il 36% della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane e circa il 50% della ricchezza investita, con asset under management cresciuti da 387 miliardi di euro nel 2007 a circa 1.417 miliardi nel 2025. Il wealth transfer stimato è pari a circa 470 miliardi di euro entro il 2036, cui si aggiungono 88 miliardi di “lasciti orfani” entro il 2040.

Guarda l’intervista a Stefano Loconte

Demografia, fondazioni e filantropia

Hanno partecipato al panel Responding to demographic change: The role of family and corporate foundations: Antonello Sanna, ceo, Solutions Capital Management SIM; Michela Guicciardi, TEP, STEP Italy Council-Treasurer e partner, Studio Internazionale; Christian Argiolas, TEP, Head of the STEP Italy Philanthropy Advisors SIG; Ashling Cashmore, Head of Impact, Charities Aid Foundation; Maria Cristina Ferradini, ceo, Fondazione Amplifon; Carola Carazzone, Secretary General, Assifero e Vice President, Philea.

Il cambiamento demografico è stato uno dei fili conduttori della prima giornata. Dal panel sulle fondazioni familiari e corporate è emerso un paradosso: proprio mentre l’aging diventa una delle grandi questioni economiche e sociali del Paese, il tema resta ancora poco presidiato anche sul piano filantropico. L’invecchiamento della popolazione, è stato osservato, non è ancora un tema “sexy”, eppure è destinato a pesare sempre di più sulla pianificazione patrimoniale, sulla sostenibilità del welfare e sulla capacità delle famiglie di trasmettere ricchezza, valori e responsabilità, in un Paese avviato verso una piramide demografica rovesciata, con pochi lavoratori e molti pensionati.

In questo contesto la filantropia va ripensata. In Italia permane un problema culturale e reputazionale, con un tasso di sfiducia verso gli enti di beneficenza superiore di circa venti punti rispetto alla media globale. Lo stesso termine “filantropia” rischia di allontanare una parte dei potenziali donatori, perché spesso confuso con la beneficenza tradizionale. La trasformazione richiesta è duplice: da un lato una maggiore capacità di intercettare il bisogno sociale, anche attraverso la misurazione degli impatti, intesa come atto dovuto per avere certezza di aver colto quel bisogno; dall’altro il superamento della retorica del “give back”, della donazione come semplice restituzione, che ha caratterizzato gli ultimi cinquant’anni ma che oggi non paga più.

Le nuove generazioni sembrano muoversi in questa direzione, spostandosi da una filantropia intesa come beneficenza meramente erogativa a una filantropia intesa come leva di trasformazione. La filantropia entra così sempre più nella governance familiare: non soltanto come atto solidaristico, ma come strumento identitario, educativo e di coesione tra generazioni. Resta però un problema di competenze, se solo il 5% dei consulenti si dichiara molto sicuro nel parlare di filantropia con i propri clienti. Banker, wealth planner, avvocati e advisor patrimoniali dovranno saper affrontare non solo l’allocazione degli asset, ma anche le finalità del patrimonio e il ruolo sociale della famiglia. Nel confronto è emerso anche il tema di genere, con la necessità di abituarsi a parlare di denaro anche con le donne, sempre più centrali nella gestione, nell’eredità e nelle decisioni patrimoniali familiari. La filantropia, infine, non riguarda solo gli importi, ma anche il tempo e il talento che si è disposti a mettere a disposizione: in questa logica si collocano i fondi filantropici, strumenti a metà strada tra la costituzione di una fondazione propria e una semplice donazione, utili a famiglie e imprese che vogliono strutturare il proprio impegno senza dar vita a un ente autonomo.

Trustee, antiriciclaggio e nuova compliance fiduciaria

Hanno partecipato al panel Trustee, AML e gestione delle procedure: Leonardo Arienti, TEP, president, SIFIR Fiduciaria; Paolo Strangio, TEP, audit, Prima Fiduciaria Spa; Luca Garetto, TEP, Business & Family Advisory – Trustee, Cordusio Fiduciaria, UniCredit; Antonio Martino, TEP, of counsel, DLA Piper.

Se il panel sulla filantropia ha mostrato il lato sociale e culturale della transizione patrimoniale, il confronto sul ruolo del trustee ne ha evidenziato il versante regolatorio e operativo. Il trust non è più soltanto uno strumento di gestione di interessi privati: entra sempre più dentro un sistema di presidi, controlli e responsabilità che coinvolge l’intera architettura della prevenzione antiriciclaggio.

Nel corso della conference sono state presentate le linee guida sviluppate da STEP Italy nell’ambito del “Trustee Activities Project”, pensate per offrire ai professionisti strumenti concreti in aree caratterizzate da elevata complessità tecnica e normativa. In particolare, il documento sulle procedure antiriciclaggio applicabili al trust offre una lettura sistematica della normativa AML e accompagna il trustee in tutte le fasi della vita del trust, dalla costituzione alla gestione del patrimonio fino all’assegnazione di capitale e reddito ai beneficiari.

Il cambiamento di prospettiva è netto. Il diritto europeo sta progressivamente trasformando la professionalità del trustee da semplice criterio descrittivo a vero e proprio presupposto regolatorio per l’accesso al mercato: il trustee non è più visto come gestore di interessi privati, ma assume un ruolo centrale nel sistema di prevenzione del riciclaggio. La logica è quella di una collaborazione sempre più stretta tra autorità pubblica e soggetti privati, chiamati a operare come una rete a tutela della sicurezza economico-finanziaria.

Da qui l’evoluzione della compliance, che da funzione accessoria diventa una vera e propria funzione di governo dell’attività fiduciaria. Non basterà più disporre formalmente di procedure antiriciclaggio, hanno sottolineato i relatori: occorrerà dimostrarne la concreta efficacia, la coerenza con il rischio e l’effettiva integrazione nella governance e nell’operatività quotidiana. Il punto decisivo è l’approccio basato sul rischio, con l’autovalutazione letta non come adempimento formale ma come funzione di governo del modello di trustee. Un passaggio particolarmente rilevante per le strutture patrimoniali complesse, dove la segregazione degli asset, la presenza di beneficiari discrezionali, la gestione di patrimoni internazionali e l’articolazione multilivello rendono spesso significativo il rischio inerente. A fare la differenza, in questi casi, è la qualità dei presidi organizzativi adottati e l’applicazione del principio di proporzionalità, da cui dipende il rischio residuo.

Le linee guida presentate da STEP Italy si collocano in questa prospettiva: l’obiettivo è stato predisporre un manuale operativo capace di aiutare il trustee a comprendere non solo gli obblighi antiriciclaggio, ma anche la logica che li sostiene. Non solo checklist, dunque, ma cultura del controllo, anche perché, come ricordato nel panel, il GAFI valuta oggi soprattutto l’effettività concreta del sistema: la reale applicazione dell’approccio basato sul rischio, la qualità dei controlli e della supervisione, la cultura della compliance.

Hanno partecipato, infine, al panel che ha chiuso la giornata Governance and art. How ordinary governance rules adapt to art collections: Alessandro Bavila, TEP, STEP Italy Council e partner, Maisto e Associati; Amanda Gray, partner, Mishcon de Reya, London; Amelie Sarrado, director, Head of Private Office, Christie’s London; Mario J. Abate, partner, Pavia e Ansaldo Studio Legale; Ernesto Sellitto, TEP, Head of Wealth Planning, Azimut Capital Management

Domande frequenti su STEP Italy: successioni, trust e filantropia ridisegnano la consulenza patrimoniale

Qual è la principale sfida nella gestione del patrimonio familiare italiano emersa dalla STEP Italy Conference 2026?

La principale sfida è che il patrimonio delle famiglie italiane è diventato troppo complesso per essere gestito con approcci separati. Questo richiede una consulenza patrimoniale più integrata e olistica.

Quali aree tematiche sono state centrali nella discussione della STEP Italy Conference 2026?

Le aree tematiche centrali hanno riguardato successioni, trust e filantropia, con un focus specifico sulla demografia, le fondazioni e la nuova compliance fiduciaria, inclusi gli aspetti di antiriciclaggio per i trustee.

Qual è il significato di 'Wealth in transition: Managing complexity in a changing world' nel contesto della conferenza?

Questo titolo sottolinea la necessità di adattare la gestione patrimoniale a un mondo in evoluzione, affrontando la crescente complessità dei patrimoni familiari. La transizione del patrimonio richiede nuove strategie e competenze.

Dove e quando si è svolta la STEP Italy Conference 2026?

La conferenza si è svolta il 13 e 14 maggio 2026 presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. L'evento è stato organizzato da STEP Italy, la sezione italiana di The Society of Trust and Estate Practitioners.

Quale figura professionale è stata evidenziata nell'articolo per fornire approfondimenti sulla consulenza patrimoniale?

L'articolo invita a guardare un'intervista a Stefano Loconte, suggerendo che la sua prospettiva sia rilevante per comprendere le evoluzioni nella consulenza patrimoniale, in particolare riguardo a successioni, trust e filantropia.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.