Spac-mania: la bolla si sta sgonfiando?

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Il 2021 ha già battuto il 2020 in termini di numero di quotazioni tramite spac e di quanto raccolto. Tuttavia, l’esuberanza di mercato sta scemando sotto lo spettro di ribassi a due cifre

Quasi la metà dei 230 miliardi di dollari raccolti a livello globale in nuove quotazioni sono andati alle Spacs

Più di due terzi delle 425 società in bianco che si sono quotate da gennaio sono scambiate sotto i 10 dollari

Negli ultimi mesi le azioni delle imprese che si sono quotate in borsa attraverso accordi tramite Spac sono scese in media del 39%

Il 2020 è stato l’anno delle Spac, acronimo che sta per Special Purpose Acquisition Companies, vecioli d’investimento che si fondono con una società obiettivo al fine della quotazione sui mercati di quest’ultima. Secondo i dati Refinitiv 235 veicoli hanno raccolto 72 miliardi di dollari nel corso dello scorso anno. Ma il record è già stato battuto con l’inizio del nuovo anno: nei primi tre mesi del 2021 297 spac sono diventate pubbliche con una raccolta pari a 97 miliardi di dollari. Tuttavia, come riporta il Financial Times, la grande euforia circa questo fenomeno si sta pian piano normalizzando.
Negli ultimi mesi le azioni delle imprese che si sono quotate in borsa attraverso accordi tramite Spac, definite anche d’ “assegno in bianco”, sono infatti scese in media di due quinti dai loro massimi, comportando anche il placcarsi dell’appetito, fino a poco tempo fa rovente, del mercato azionario statunitense. Come riporta un’analisi del quotidiano britannico, sulla base dei dati Refinitiv, delle 41 società di acquisizione a scopo speciale che hanno completato transazioni dall’inizio del 2020, solo tre sono entro il 5% dei loro picchi di prezzo delle azioni. 18 di esse si sono più che dimezzate, e molte sono scese di oltre l’80 per cento. Il calo medio è stato del 39%. Anche a livello di nuove quotazioni il trend sta rallentando, come i regolatori hanno iniziato a prestare più attenzione alle divulgazioni e alle previsioni di reddito e come gli investitori istituzionali che finanziano tipicamente questi affari sembrano essere divenuti più cauti.
Si potrebbe parlare in un certo senso di mirco-bolla delle spac. Sul mercato nell’ultimo anno sono infatti affluite società di per sé sottoperformanti in cerca di successo. Una cosa del tutto normale quando si assiste a mercati fortemente rialzisti. È così che la pensa Shivaram Rajgopal, professore della Columbia Business School, intervistato dal Ft: “Quando c’è una sopravvalutazione e il sentimento di mercato è alle stelle è probabile che anche l’azienda più marginale diventi pubblica”. La correzione dei prezzi e il rallentamento delle quotazioni ha interessato in particolar modo il mondo delle start-up. Gruppi che vanno da sviluppatori di veicoli elettrici e società di software a generatoti di mutui avevano scelto di andare in borsa tramite accordi con Spac invece del percorso tradizionale di un’offerta pubblica iniziale.

Le azioni della start-up di veicoli elettrici XL Fleet sono salite di quasi il 70 per cento fino a un picco di 35 dollari dopo essere state rese pubbliche tramite spac a dicembre, prima di scendere dell’80% a poco meno di 7 dollari nei mesi successivi. Il prezzo delle azioni di Tortoise Acquisition, la spac che ha reso pubblico il produttore di parti di camion Hyliion, è aumentato di cinque volte dopo aver annunciato la fusione, ma è anche sulla lista nera dei tonfi maggiori, segnando un calo di oltre l’80%. Anche lo sviluppatore di camion elettrici Nikola e lo sviluppatore di batterie QuantumScape hanno avuto lo stesso destino.

In totale dal gennaio 2020 delle spac che hanno completato la fusione otto sono precipitate talmente a fondo che attualmente scambiano al di sotto dei 10 dollari, prezzo a cui le azioni spac sono valutate al momento della quotazione. Oltre XL Fleet,al novero delle grandi illuse ci sono anche l’originatore di prestiti per la casa United Wholesale Mortgage e il gruppo di assistenza sanitaria Multiplan, oggetto dei due più grandi accordi tramite spac. Ma anche per le società in bianco che sono ancora in caccia di affari le cose non vanno meglio. Più di due terzi delle 425 spac che si sono quotate da inizio anno sono scambiate sotto i 10 dollari.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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