Polizza catastrofale, scatta l’obbligo per le medie imprese. E ora?

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Un'auto bianca è parzialmente sommersa dall'acqua in una strada residenziale, evidenziando la necessità di una polizza catastrofale. Un segnale di stop si trova lì vicino, con alberi e case che costeggiano la strada sotto un cielo coperto.

Dal 1° ottobre scade il termine ultimo per sottoscrivere una polizza catastrofale da parte delle medie imprese. Restano ancora esentate le piccole e micro imprese, per le quali la data è fissata al 1° gennaio. Ecco tutto ciò che c’è da sapere e quanto costa, tra Milano, Roma e Palermo

Indice

  • La polizza catastrofale diventa obbligatoria per tutte le imprese con sede legale in Italia o con un’organizzazione stabile sul territorio nazionale, escluse quelle agricole
  • Il calendario deciso dal Consiglio dei ministri stabilisce che l’obbligo scatta dal 1° ottobre 2025 per le medie imprese e dal 1° gennaio 2026 per le piccole e micro imprese

Ultime ore per le medie imprese che non hanno ancora sottoscritto una polizza catastrofale. Dal 1° ottobre scatta l’obbligo per le aziende italiane di medie dimensioni di stipulare un’assicurazione contro le calamità naturali che copra i danni ai beni aziendali, inclusi terreni, fabbricati, impianti e macchinari. Ma non sono le prime a doversi adeguare: le grandi imprese sono state chiamate ad assicurarsi già dal 1° giugno.

Polizza catastrofale: quando diventa obbligatoria

Il calendario deciso dal Consiglio dei ministri stabilisce infatti che la polizza catastrofale diventa obbligatoria:

  • il 1° giugno 2025 per le grandi imprese;
  • il 1° ottobre 2025 per le medie imprese;
  • il 1° gennaio 2026 per le piccole e micro imprese.

In altre parole, le “piccole” d’Italia hanno ancora tre mesi per coprirsi contro i rischi causati da catastrofi o calamità naturali, ma si tratta a tutti gli effetti della platea più grande dei soggetti chiamati ad assicurarsi.

Secondo una recente analisi commissionata da Facile.it all’istituto mUp Research, a settembre 2024 si contavano oltre 278mila micro e piccole aziende tricolori che nei 12 mesi precedenti avevano subito perdite da calamità naturali per circa 3 miliardi di euro complessivi. Eppure, solo il 6,2% afferma di avere già una polizza contro terremoti, inondazioni, alluvioni, esondazioni e frane, mentre appena il 4% dichiara di essere coperto soltanto parzialmente. A iniziare ad attrezzarsi non dovrebbero essere soltanto le medie imprese, dunque, ma anche le piccole e micro imprese, per evitare di arrivare all’ultimo momento utile e non avere il tempo sufficiente a vagliare le varie opzioni presenti sul mercato.

Polizza catastrofale: per chi è obbligatoria

La nuova stretta stabilisce di fatto che tutte le imprese con sede legale in Italia o con un’organizzazione stabile sul territorio nazionale siano tenute a stipulare una polizza catastrofale che le tuteli dai danni causati da terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni su terreni, fabbricati, impianti e macchinari. Sono escluse unicamente le aziende agricole e quelle che possiedono immobili gravati da abuso edilizio. Tra i fenomeni sottoposti a obbligo di copertura non rientrano eventi atmosferici come grandine, trombe d’aria e mareggiate, che richiedono garanzie accessorie specifiche.

Polizza catastrofale obbligatoria: le sanzioni

Per le aziende che non rispettano l’obbligo di stipulare una polizza catastrofale, non sono previste sanzioni. Attenzione però: la mancanza di copertura assicurativa implica l’esclusione dall’accesso a contributi, sovvenzioni e agevolazioni erogati con risorse pubbliche in caso di eventi avversi.

Quanto costa l’assicurazione per eventi catastrofali

Ma quanto costa una polizza catastrofale per un’impresa? Per fornire un metro di paragone, Facile.it ha elaborato una simulazione considerando tre tipologie di attività commerciali (ristorante, autofficina e hotel) in tre città diverse (Milano, Roma e Palermo). Partiamo dal ristorante. Considerando un immobile del valore di 300mila euro con un’attrezzatura valutata 100mila euro, il premio annuale per sottoscrivere un’assicurazione contro le calamità naturali oscilla da un minimo di 343,50 euro a Milano a un massimo di 469 euro a Palermo, passando per i 401 euro di Roma.

Come evidenziato nella tabella sottostante, nel caso dell’autofficina si considera invece un fabbricato del valore di 400mila euro e con un’attrezzatura valutata 200mila euro. Con queste variabili, il costo di una polizza catastrofale sale a 359 euro se l’attività si trovi a Milano, 434 euro a Roma e 551 euro a Palermo.

Quanto all’hotel, considerando il fatto che i beni assicurati hanno un valore tendenzialmente più elevato, il premio annuale che occorre sostenere lievita a sua volta. Esaminando infatti un immobile del valore di 1 milione di euro e con un’attrezzatura valutata 500mila euro, un hotel ubicato a Milano deve sostenere una spesa annuale di 703,50 euro per una polizza catastrofale. A Roma e Palermo si parla invece rispettivamente di 720,50 euro e 1.033,50 euro.

Cosa influisce sul costo dell’assicurazione

“A incidere sul prezzo sono tante variabili”, spiega Andrea Ghizzoni, managing director assicurazioni di Facile.it. “Fra le principali vanno citate, ad esempio, la rischiosità del territorio dove sono ubicati gli immobili in cui hanno sede le aziende, la probabilità di eventi calamitosi in quella zona, la vulnerabilità dei beni assicurati, le caratteristiche costruttive dell’immobile, il tipo di attività svolta dall’impresa, la collocazione dell’immobile all’interno dell’edificio (distanza da terra in numero di piani) e il capitale assicurato. In ogni caso, si tratta di importi modesti se confrontati con i benefici in caso di danni da calamità naturali”.

(Articolo aggiornato il 30 settembre 2025)

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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