Muore senza eredi né testamento: patrimonio milionario va allo Stato

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La scena è quella di un cimitero con in primo piano un grande simbolo di un dollaro bianco che si staglia in modo evidente sulle altre croci delle tombe. L’allusione va all’eredità, cosa succede quando una persona muore senza figli?

Un patrimonio immobiliare milionario devoluto allo Stato perché nessuno, in oltre quindici anni, si è fatto avanti. La vicenda decisa dal Tribunale di Modena è la fotografia di un fenomeno destinato a esplodere: secondo le stime, i patrimoni senza eredi varranno 88 miliardi di euro nel 2040. Una ragione in più per riportare la pianificazione successoria al centro della consulenza patrimoniale

Indice

La notizia è di quelle che sembrano d’altri tempi. Un uomo muore nel 2009 senza coniuge, senza figli, senza parenti noti e senza aver mai redatto un testamento. La sua eredità – un patrimonio immobiliare di valore milionario situato in provincia di Modena – viene posta in regime di giacenza e affidata a un curatore, incaricato di amministrare e conservare i beni in attesa che qualche avente diritto si presenti. Non si presenta nessuno. Trascorsi i termini di legge senza che alcun chiamato esercitasse il diritto di accettazione, nel giugno 2026 il Tribunale di Modena ha dichiarato cessata la giacenza, revocato il curatore e disposto il trasferimento dell’intero patrimonio allo Stato italiano.

Il quadro normativo: quando un’eredità passa allo Stato

Il meccanismo è noto agli operatori, meno al grande pubblico. In assenza di testamento, la legge chiama all’eredità i parenti entro il sesto grado (art. 572 c.c.). Se nessun successibile esiste o nessuno accetta, opera l’art. 586 c.c.: l’eredità è devoluta allo Stato, che la acquista di diritto, senza bisogno di accettazione e senza possibilità di rinuncia, rispondendo dei debiti ereditari nei soli limiti del valore dei beni acquistati.

Nel periodo intermedio soccorre l’istituto dell’eredità giacente (artt. 528 ss. c.c.): il tribunale nomina un curatore che amministra il compendio fino all’accettazione di un chiamato o, come nel caso modenese, fino alla prescrizione decennale del diritto di accettare (art. 480 c.c.) e alla conseguente declaratoria di vacanza.

In altri termini: chi non pianifica, pianifica comunque – solo che il beneficiario finale lo decide il codice civile. Lo Stato è, a tutti gli effetti, l’erede di default di chi non sceglie.

Il caso di Modena: un fenomeno da 88 miliardi

Il caso di Modena non è una curiosità di cronaca, ma la punta di un iceberg demografico. Secondo le stime dell’Evaluation Lab della Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo, i patrimoni privi di eredi valgono oggi circa 8 miliardi di euro, ma potrebbero salire a 20,8 miliardi nel 2030 e a 88,1 miliardi nel 2040. I driver sono strutturali: invecchiamento della popolazione, denatalità, famiglie sempre più piccole, crescita delle persone sole – i cosiddetti “solo agers”, anziani senza una rete familiare di riferimento.

A questi fattori si somma un dato culturale: in Italia la propensione a fare testamento resta tra le più basse d’Europa, attorno al 12% della popolazione. Anche sul fronte dei lasciti solidali, dopo anni di crescita, le rilevazioni 2025 del Comitato Testamento Solidale segnalano una battuta d’arresto: solo il 3% degli over 50 ha già previsto un lascito a favore di cause benefiche e la propensione complessiva è scesa dal 18% al 15%.

Le implicazioni per il wealth planning

Per chi si occupa di pianificazione patrimoniale, vicende come quella modenese offrono almeno tre spunti operativi.

Il testamento come atto minimo di pianificazione

Lo strumento più semplice e revocabile dell’ordinamento avrebbe consentito di destinare il patrimonio a persone, enti del Terzo settore, fondazioni o associazioni, nel rispetto delle norme successorie. Per chi non ha legittimari, la libertà di disposizione è piena: la devoluzione allo Stato è, in questi casi, una scelta per omissione.

Gli strumenti per chi non ha eredi diretti

Trust con finalità benefiche o di scopo, contratti di affidamento fiduciario, polizze vita con designazione beneficiaria (che operano fuori dall’asse ereditario ex art. 1920 c.c.), fondazioni e lasciti a enti del Terzo settore – questi ultimi esenti da imposta di successione – permettono di governare il passaggio anche in assenza di una famiglia, assicurando al contempo protezione e amministrazione del patrimonio nella fase finale della vita.

Chi protegge il patrimonio quando viene meno l’autonomia

Il vero nodo dei “solo agers” non è solo il dopo, ma il durante: chi amministra il patrimonio quando vengono meno capacità e autonomia? Mandati in previsione dell’incapacità, amministrazione di sostegno pianificata, trust autodichiarati e direttive anticipate completano un disegno che il solo testamento non esaurisce.

Un tema destinato a diventare sempre più rilevante

Gli 88 miliardi attesi al 2040 raccontano una società che invecchia senza pianificare. Per i professionisti del wealth planning il messaggio è duplice: da un lato un’enorme domanda potenziale di consulenza successoria ancora inespressa; dall’altro una responsabilità culturale, quella di spiegare che la pianificazione non è un lusso per grandi patrimoni, ma l’unico modo per evitare che a decidere il destino di una vita di risparmi sia, in silenzio, l’art. 586 del codice civile.

Domande frequenti su Muore senza eredi né testamento: patrimonio milionario va allo Stato

Qual è il destino di un patrimonio quando una persona muore senza eredi né testamento?

L'eredità viene posta in regime di giacenza e affidata a un curatore, incaricato di amministrare e conservare i beni. Se entro i termini di legge nessun avente diritto si presenta, il patrimonio passa allo Stato. Questo processo assicura la gestione dei beni in assenza di successori.

Qual era il valore del patrimonio immobiliare coinvolto nel caso specifico di Modena?

Il patrimonio immobiliare situato in provincia di Modena, oggetto del caso descritto, era di valore milionario. Questo dato evidenzia l'entità significativa dei beni che, in assenza di eredi e testamento, sono stati gestiti dal curatore.

Qual è il ruolo del curatore in una situazione di eredità giacente?

Il curatore è la figura incaricata di amministrare e conservare i beni del patrimonio posto in regime di giacenza. La sua funzione è quella di tutelare l'integrità dell'eredità in attesa che eventuali aventi diritto si presentino o che si definisca il destino finale dei beni.

A partire da quale anno è iniziato il caso specifico di eredità senza eredi né testamento descritto nell'articolo?

Il caso specifico descritto nell'articolo ha avuto inizio nel 2009, anno in cui l'uomo è deceduto senza coniuge, figli, parenti noti e testamento. Da quel momento, il suo patrimonio immobiliare è stato posto in regime di giacenza.

Quali sono le implicazioni di un caso come quello descritto per il 'wealth planning'?

Le implicazioni per il 'wealth planning' sono significative, poiché il caso dimostra come l'assenza di un testamento o di eredi diretti possa portare il patrimonio allo Stato. Questo sottolinea l'importanza di una pianificazione successoria per indirizzare i propri beni secondo le proprie volontà e prevenire tale esito.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Illustrazione in bianco e nero di Paolo Gaeta, commercialista di terza generazione, fondatore dello Studio Paolo Gaeta & Associati.

di Paolo Gaeta

È un dottore commercialista di terza generazione, fondatore dello Studio Paolo Gaeta & Associati con sedi a Milano, Napoli, San Marino e desk a Tel Aviv e Dubai. Esperto di pianificazione patrimoniale, trust e fiscalità internazionale, ha creato il primo podcast italiano sul tema, Trust Talks. Docente universitario e consigliere in associazioni specialistiche, accompagna imprenditori e famiglie nella governance del patrimonio con un approccio tecnico, riservato e personalizzato.

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