Cultura e sostenibilità: a che punto siamo?

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Roberta Ghilardi
21.12.2021
Tempo di lettura: 7'
Si fa sempre più folto il numero delle mostre e degli eventi dedicati ad artisti che fanno della sostenibilità la tematica cardine della loro ricerca. Ma in che senso la cultura può essere parte della sostenibilità?
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una graduale presa di coscienza del legame imprescindibile tra cultura e sostenibilità, con particolare riferimento alla consapevolezza del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile.
La cultura non costituisce il focus specifico ed esclusivo di uno o più tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dall'Onu nell'Agenda2030 (in inglese “Sustainable Development Goals” o “Sdgs”), ma si è diffusa la consapevolezza della capacità delle organizzazioni che operano nel settore culturale e creativo di favorire la generazione di impatti economici ed occupazionali di tipo diretto, indiretto e indotto, promuovendo contestualmente la diversità, e contribuendo alla coesione e all'inclusione sociale.

La cultura rappresenta quindi un elemento fondante dell'Agenda2030, trasversale ai 17 Sdgs, che riguardano i 3 pilastri della sostenibilità (Esg – Environmental, Social, Governance) e che affrontano in modo sistemico le grosse sfide del nostro mondo, tra cui la lotta alla povertà, il contrasto al cambiamento climatico e la promozione delle pari opportunità. Anche per questo l'Unesco ha pubblicato nel 2019 i “Culture 2030 Indicators”, un framework di indicatori tematici definiti con l'obiettivo di misurare e monitorare il contributo della cultura agli Sdgs, considerando la cultura sia come settore di attività a sé stante, sia come elemento trasversale agli stessi obiettivi.

In particolare, le organizzazioni che operano nel mondo della cultura possono in primis contribuire allo sviluppo sostenibile inserendo elementi di sostenibilità nei propri programmi culturali, a beneficio delle comunità di riferimento che ne fruiscono. In questo senso, è possibile ricordare le numerose e recenti mostre dedicate ad artisti attivi su temi ambientali, tra cui "Tomás Saraceno. Aria", tenutasi nel 2020 a Palazzo Strozzi (Firenze), o “Life”, mostra dedicata a Olafur Eliasson conclusasi da qualche mese alla Fondazione Beyeler di Basilea; ma anche in ambito sociale, con molteplici esposizioni volte a promuovere la diversità e ridurre le disparità, in un settore storicamente dominato da artisti di genere maschile e provenienza occidentale. Sarebbe possibile menzionare anche altre numerose progettualità, rassegne o conferenze organizzate nel mondo delle industrie culturali e creative con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza della collettività sulla necessità di favorire la tutela delle risorse ambientali, agire per contrastare le discriminazioni e la violenza razziale o di genere, nonché favorire la coesione sociale e l'inclusione.

Le istituzioni culturali, inoltre, hanno la possibilità di rappresentare veri e propri esempi nell'implementazione diretta di azioni volte a contribuire allo sviluppo sostenibile, consentendo così alla cultura di agire “in prima linea” a favore della sostenibilità, andando oltre ai contenuti fruibili dalle comunità di riferimento.

Partendo dall'elemento “E” dei fattori Esg, sono diverse le iniziative avviate dal mondo della cultura per contribuire direttamente nella lotta al cambiamento climatico, che rappresenta senza dubbio una delle più urgenti sfide da affrontare per garantire un futuro al nostro pianeta. Tra queste, è possibile menzionare la Gallery Climate Coalition (Gcc), organizzazione che riunisce un crescente numero di attori del mercato dell'arte per diffondere metodologie sviluppate specificamente per il settore al fine di monitorare il livello di emissioni di gas ad effetto serra e ridurre l'impatto di questi attori sul clima del 50%, nei prossimi 10 anni. Esistono poi numerose azioni intraprese da singole organizzazioni, tra cui la casa d'aste Christie's, che ha assunto l'impegno di azzerare le proprie emissioni nette di carbonio entro il 2030 e realizzare un vero e proprio cambio di passo in tutte le proprie aree di business, partendo da trasporti, spedizioni e viaggi di lavoro, per arrivare a consumi energetici e rifiuti.

Da un punto di vista sociale, invece, emergono (tra le altre) le tematiche della diversità e della lotta alla violenza di genere, che sono indirizzate anche dal mondo dell'arte e della cultura, il cui ruolo nella società è sempre stato quello di rispondere con diverse modalità espressive alle dinamiche del periodo storico di riferimento. Tra le progettualità direttamente implementate nel mondo culturale in questo senso sta la messa a disposizione, da parte dell'Arts Council inglese, di un vero e proprio “Culture Change toolkit” finalizzato ad aiutare le organizzazioni del settore a divenire best practice nello sviluppo di strategie a favore della diversità, sia nella gestione delle risorse umane, sia in termini di leadership. È possibile poi menzionare la scelta di molti musei di accrescere la quota di opere di artisti di colore o di artiste donne nelle proprie collezioni. Un esempio è l'Everson Museum di Syracuse, New York, che ha raccolto $13 Mln per la vendita all'asta una Red Composition (1946) di Jackson Pollock, con il fine di fare nuove acquisizioni di artisti di colore, artiste donne e altre minoranze poco rappresentate nelle collezioni museali. Si segnalano infine esempi di aste a scopo benefico orientate a favorire le pari opportunità, con la distribuzione dei ricavi a beneficio di soggetti meritevoli ma non dotati delle possibilità di intraprendere percorsi di nel mondo delle arti visive e performative.

Cercando di chiudere il cerchio delle iniziative implementate in ambito “Esg”, guardando alla “G -Governance”, è infine emblematico il caso dell'Environmental Council istituito nell'ottobre 2020 dal Museum of Contemporary Art (Moca) di Los Angeles, con l'obiettivo di promuovere azioni a favore del clima in modo organico. Questa iniziativa porta il Moca ad essere paragonabile alle best practice del mondo aziendale, che scelgono di istituire specifici comitati per meglio indirizzare i propri sforzi in materia di sostenibilità.

Tornando ad esaminare le dinamiche in atto con un più ampio spettro, il ruolo della cultura per il benessere delle persone e della collettività è evidente anche alla luce della funzione che ha assunto nel corso dei periodi di lockdown: in un momento storico in cui veniva preclusa alle persone la libertà fisica di muoversi, la cultura è divenuta sinonimo di libertà – mentale, rappresentando in molti casi un aiuto e una zona di comfort, uno spazio per uscire dai confini dalle proprie case e ritrovare sé stessi, o i propri cari. La cultura è sempre più considerata un “medicinale” per mente e intelletto, come anche sostenuto da Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione Maxxi di Roma, che ha proposto di rendere le spese per l'accesso ai luoghi della cultura deducibili dalle tasse, al pari delle spese mediche; nonché in linea con quanto riportato dall'Undicesimo Rapporto “Io Sono Cultura”, secondo cui il consumo di arte è stato tra le attività più scelte per gestire gli stati d'animo negativi delle persone durante la pandemia.

Gli investimenti in cultura risultano quindi fondamentali per rispondere alle esigenze delle persone, soprattutto in ottica di ripresa dalla crisi pandemica. Sotto questo aspetto, ben si inseriscono recenti misure governative nazionali e sovranazionali, tra cui i quasi €6,7 miliardi complessivamente stanziati per il sistema turistico e culturale del nostro Paese nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) italiano e del Piano strategico Grandi attrattori culturali nel Fondo Complementare. Allo stesso modo, risultano sempre più di rilievo gli interventi dei privati a supporto della cultura, attraverso le “tradizionali” attività filantropiche (quali elargizioni liberali, sponsorizzazioni), ma anche in relazione al crescente interesse nei confronti dell'impact investing, come emerge anche da The European Family Office Report 2021, ricerca di Campden Wealth sponsorizzata Deloitte Private che approfondisce le dinamiche che caratterizzano il settore dei family office, evidenziando come il 45% di queste organizzazioni è attivo nel sustainable investing, che riguarda anche arte e filantropia. La tendenza all'investimento d'impatto si conferma ancora più accentuata per le generazioni più giovani, secondo quanto emerge dall'ultima edizione del Deloitte&ArtTactic Art&Finance Report 2021, secondo cui l'86% dei collezionisti d'arte under 35 investe in arte anche in relazione alla volontà di generare impatti sociali.

Con riferimento all'Italia, infine, grazie alle agevolazioni fiscali concesse tramite l'ArtBonus sono stati raccolti 600 milioni di euro di donazioni per la tutela del patrimonio culturale e il sostegno allo spettacolo dal vivo (dati ad ottobre 2021), ed è auspicabile che nei prossimi anni si ampli ulteriormente il perimetro d'applicazione di tale strumento, a beneficio del settore.

Per un futuro sempre più orientato alla sostenibilità anche nel settore della cultura, risulta necessario ispirarsi alle best practice internazionali, prendendo spunto anche dagli altri settori dell'economia, per adottare pratiche maggiormente sostenibili e inserire elementi di sostenibilità d'interesse del pubblico nell'offerta culturale. Molti esempi hanno inoltre evidenziato come sia possibile raggiungere risultati di maggiore efficacia perseguendo l'Sdg 17, focalizzato sulle “partnership per gli obiettivi”: attivando collaborazioni e reti dedicate alla sostenibilità, risulta infatti possibile accelerare il cambio di passo necessario a favorire lo sviluppo sostenibile in modo diffuso e duraturo.

Per comprendere quali siano le azioni da sviluppare per una strategia di sostenibilità efficace in un'ottica di lungo periodo, è essenziale infine implementare opportune strategie di monitoraggio e reporting degli impatti generati, che saranno oggetto di approfondimento nei prossimi appuntamenti della rubrica.

La cultura è menzionata in modo esplicito soltanto in alcuni target, ossia i 169 sotto-obiettivi che declinano i 17 SDGs dell'Agenda 2030.

Impatto diretto: impatto generato dal pagamento diretto da parte delle organizzazioni di salari/stipendi/provvigioni, tasse e profitti reinvestiti e dalla diretta attivazione di posti di lavoro; impatto indiretto: generato nel sistema economico ed occupazionale attraverso la catena produttiva formata dai fornitori di beni e servizi di attività direttamente riconducibili al perimetro analizzato; impatto indotto, generato attraverso le spese, i consumi e i posti di lavoro indotti dall'impatto diretto ed indiretto.

Committee on Culture of UCLG, Culture in the Sustainable Development Goals: a Guide for Local Action, 2018.

UNESCO, Culture for the 2030 Agenda, 2018.

Per approfondimenti si rimanda al sito web della GCC: https://galleryclimatecoalition.org/.

Per approfondimenti: https://www.artscouncil.org.uk/guidance-and-resources/culture-change-toolkit#section-1.

Per approfondimenti: https://everson.org/news/the-everson-museum-sold-a-13-million-jackson-pollock-to-diversity-its-collection-heres-what-it-has-bought-so-far/.

Per approfondimenti si rimanda al sito web del MOCA: https://www.moca.org/about/environmental-council.

Melandri, G., "Rendiamo i biglietti per cinema, teatri e musei deducibili dalle tasse come i farmaci" in L'Espresso, 23 novembre 2020, https://espresso.repubblica.it/visioni/2020/11/23/news/cultura-detrazione-tasse-giovanna-melandri-1.356332/.

Rapporto realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Regione Marche in collaborazione con l'Istituto per il Credito Sportivo, contributo in collaborazione con Catterina Seia e Annalisa Cicerchia, Associate Founder CCW-Cultural Welfare Center, https://www.symbola.net/approfondimento/welfare-culturale-che-passione/.

Ministero della Cultura, CULTURA - Next Generation EU - Recovery and resilience plan, 2021, https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR_CULTURA.pdf.

Campden Wealth & Deloitte Private, European Family Office Report 2021, 2021, https://www2.deloitte.com/uk/en/pages/private-markets/articles/the-european-family-office-report-2021.html.

Deloitte & ArtTactic, Art&Finance Report 2021, https://www2.deloitte.com/lu/en/pages/art-finance/articles/art-finance-report.html.

Per maggiori approfondimenti si rimanda alla sezione “Lo stato dell'arte ai tempi del Covid-19 - Seconda edizione” dell'ultima edizione del Report “Il mercato dell'arte e dei beni da collezione” pubblicata nel 2021 e disponibile al seguente link: https://www2.deloitte.com/it/it/pages/private/events/il-mercato-dell-arte-e-dei-beni-da-collezione---report-2021.html.
Opinione personale dell’autore
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Laureata con lode in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo, Roberta Ghilardi ha condotto un progetto di tesi presso il Museo del Novecento di Milano. Dopo un'esperienza di tirocinio presso Intesa Sanpaolo, è entrata in Deloitte nel 2017, dove oggi è manager nell’area Sustainability e membro della Service Line Offering Art & Finance di Deloitte Private. In Deloitte collabora a progetti in ambito di sostenibilità, anche connessi al mondo dell’arte e della cultura, e alla redazione dei Report Art&Finance a livello italiano ed internazionale.
È inoltre Cultore della Materia del corso Teorie del Mercato dell'Arte dell’Università IULM e ha contribuito a diverse pubblicazioni nel campo dell'arte e dei beni da collezione, oltre ad aver partecipato come Lecturer a lezioni presso l’Università IULM, l'Università Cattolica e l’Università di Pavia.

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