Accogliere, custodire, condividere. Fare arte per Bper

Teresa Scarale
Teresa Scarale
31.10.2023
Tempo di lettura: 3'
In occasione della mostra “Mario Sironi. Solennità e tormento” abbiamo raggiunto Sabrina Bianchi, responsabile patrimonio culturale di Bper Banca. E abbiamo scoperto un esempio di buone pratiche messe in atto dal gruppo bancario per accogliere, custodire e valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale, asset strategico di bilancio

Collezione d'arte Bper, una delle maggiori d'Italia

Mario Sironi. Solennità e tormento – a cura di Daniela Ferrari – è la mostra che la Galleria Bper Banca ospita fino a domenica 4 febbraio 2024 negli spazi della sua pinacoteca a Modena (l’esposizione ha aperto il 15 settembre). Una scelta che colpisce, se si considera che la collezione di Bper Banca non è in gran parte rappresentata dal periodo cui Mario Sironi (Sassari, 1885 - Milano, 1961) appartiene. Come mai questa scelta, chiediamo a Sabrina Bianchi, responsabile patrimonio culturale di Bper Banca. «Si tratta della volontà di presentare una delle più alte voci del novecento italiano in concomitanza con il festivalfilosofia (15-17 settembre 2023 a Modena, Carpi e Sassuolo, ndr), il cui tema per l’edizione 2023 è “parola”. Termine che è elemento portante anche della mostra. Pagine di giornale, manifesti, buste con indirizzi, scritte che attraversano le immagini: la parola è stata spesso contesto e supporto del lavoro pittorico dell’artista».


M. Sironi, Composizione Paesaggio urbano. Cortesia Bper Banca


Quale ruolo strategico rivestono i beni d'arte per il gruppo Bper? 

«La nostra collezione d’impresa è oggi una delle più grandi del paese: si compone di 10.000 opere inventariate, di cui 2500 di altissimo valore storico-artistico. Abbiamo piena cognizione e consapevolezza del nostro patrimonio artistico grazie al profondo lavoro di catalogazione, archiviazione e valutazione che abbiamo svolto con il supporto di una società altamente specializzata come Open Care e le professionalità di Lorenzo Bruschi e Sara Braga. Oggi possiamo dire di conoscere la storia di ogni singolo pezzo della nostra collezione, di avere associato a ogni opera il suo corredo documentale, di sapere con esattezza se un dipinto necessita di interventi conservativi o meno. Tutto è precisamente collocato. L’accuratezza delle operazioni messe in campo ci ha consentito di poter effettuare una corretta valutazione economica di ogni singolo oggetto, valutato al fair value. Ciò detto, è inevitabile riconoscere che la corporate collection di Bper Banca è a tutti gli effetti un asset strategico per il gruppo, non solo dal punto di vista del suo valore economico, ma anche dal punto di vista dell’identità di brand. Per noi valorizzazione del patrimonio significa mantenere fede a quelli che sono gli scopi della nostra missione. Proprio per questo per noi è fondamentale mettere a disposizione del pubblico questa immensa raccolta d’arte. La fruibilità della nostra collezione fa parte dei nostri principi». 


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Vuol raccontare ai nostri lettori la storia della collezione di impresa Bper?

«Ufficialmente, l’anno di costituzione della nostra collezione è stato il 2017. Di fatto, si trattava di un patrimonio che stava nei palazzi direzionali di Bper Banca. La sua corposità ha fatto si che non venisse integrato con acquisizioni esterne. Nel corso della nostra storia abbiamo avuto al vertice persone illuminate e lungimiranti, che hanno acquistato opere con il supporto di esperti, curatori, consulenti. La nostra collezione si articola in nuclei territoriali coerenti, per noi la territorialità è un valore importante, da preservare. L’ulteriore tassello che abbiamo aggiunto nel 2017 è stato quello di rendere fruibile al pubblico la nostra collezione, con uno spirito di pura filantropia: offriamo anche visite guidate per chi lo desidera, percorsi educativi per le scuole. Ulteriori apporti alla nostra collezione sono arrivati negli ultimi anni dall’acquisizione del ramo d’azienda Ubi Banca (in seguito alla fusione Ubi-Intesa Sanpaolo) e anche dall’acquisizione Carige. 

Territori importanti…

«Si. Il nucleo storico, il cuore della nostra collezione è quello modenese. Principalmente di arte moderna, dal ‘400 a fine ‘700 (si adotta la periodizzazione della storia dell’arte e non delle case d’asta, ndr), di estrazione emiliano-romagnola. Guido Reni, Annibale Carracci, Giovanni Gaspare Lanfranco, Francesco Albani, Guercino (Giovanni Francesco Barbieri). Dopodiché la collezione si sviluppa per nuclei territoriali. Dopo, c’è il nucleo ferrarese, le cui opere appartengono più all’800; quindi quello bresciano con pittori del territorio, come il Pitocchetto (Ceruti). Vi sono poi il nucleo aquilano (sempre arte moderna) e infine il nucleo napoletano, che si inoltra più nell’800. Si affiancano a questi periodi storici punte di contemporaneo con Ligabue, Sironi e altri. Ma sicuramente il cuore della nostra collezione è moderno e non contemporaneo». 

Le mostre organizzate dalla Collezione Bper accolgono anche opere altre rispetto alle vostre raccolte?

«Certo. Facciamo mostre anche con opere che ci vengono prestate. Noi a nostra volta prestiamo: pensi al Francesco Hayez che è ora all’accademia Carraro di Bergamo. L’esposizione Mario Sironi. Solennità e tormento propone un corpus di circa 40 opere di Mario Sironi, tra cui un nucleo di lavori (datati 1926-1958) che viene presentato per la prima volta fuori dalla Sardegna e appartenenti a una ricca raccolta sironiana donata dalla compagna dell’artista, Mimì Costa, al Banco di Sardegna, facente parte del gruppo Bper Banca. A questo, si aggiungono importanti opere provenienti da prestigiose collezioni private, dall’Associazione Mario Sironi e dall’Archivio Mario Sironi». 

Oltre alle visite gratuite, in che modo si manifesta la “pura filantropia” della collezione d’arte Bper?

«Faccio un esempio, uno dei tanti. L’esposizione (come tutte le 17 tenutesi finora) è accompagnata da un catalogo contenente i saggi critici firmati da Daniela Ferrari, curatrice della mostra, e da Fabio Benzi, tra i massimi esperti dell’opera sironiana. I visitatori potranno acquistarlo con un’offerta minima di 2 euro. Al temine della mostra l’intero ricavato, insieme al contributo di Bper Banca, verrà devoluto alla Fondazione Dynamo Camp ETS (Ente del Terzo Settore), che opera per il diritto alla felicità di bambini e ragazzi con gravi patologie e delle loro famiglie, offrendo gratuitamente attività di Terapia Ricreativa con l’obiettivo dello svago e del divertimento, ma anche e soprattutto con lo scopo di stimolare le capacità dei bambini, di rinnovarne la fiducia e la speranza».

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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