Patrizia Sandretto e le fantasie della radura

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Una persona con i capelli corti sorride mentre è in piedi in una foresta, che ricorda le vivaci collezioni d'arte di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Indossa un cappotto rosso brillante e una sciarpa fantasia mentre sullo sfondo sono raffigurati alberi alti con corteccia ruvida.

Nel mondo dell’arte non ha bisogno di presentazioni: in Italia è collezionista e mecenate per eccellenza. Ha dato vita alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e presiede la Fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT. In quest’ultima veste l’abbiamo incontrata in occasione dell’inaugurazione di Radis, importante progetto di arte pubblica nella magia rurale e montana del Piemonte profondo

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L’arte contemporanea è uno strumento meraviglioso per parlare alle persone di tutte le età, anche con diverse abilità. Apre la mente, la rende più democratica e più tollerante. Se quando la gente esce da una mostra le resta in testa anche un solo piccolo pensiero, una increspatura, ce l’abbiamo fatta. Io con l’arte voglio regalare la possibilità di pensare”. Non potrebbe essere più chiara nell’illustrare il suo fine di collezionista e mecenate, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, quando la incontriamo per parlare di ‘Radis’ a inizio ottobre nella radura del Chiot Rosa, comune di Rittana, nel cuneese. Il giorno (2/10/2024) è quello dell’inaugurazione del progetto, promosso da una delle fondazioni che presiede, la Fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT (l’altra è quella che porta il suo nome).


Un'alta scultura scheletrica che ricorda una giraffa si erge in una radura della foresta. Realizzata in materiale bianco, simile a un osso e circondata da alberi con fogliame verde, cattura l'essenza dell'arte contemporanea. La luce del sole filtra attraverso le foglie, ricordando un pezzo della collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.
Foto di Giorgio Perottino

Radis, con la firma (anche) di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

“Credo moltissimo in questo progetto. Fin dall’inizio del mio collezionare, con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ho sentito la necessità di dare vita ad un parco (a Guarene, ndr) nel quale invitare degli artisti per commissionare loro delle opere e installarvele. Credo infatti che l’arte debba uscire dai luoghi deputati per andare in mezzo alla gente. Quando ho avuto l’onore di diventare la presidente della Fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT, con i miei consiglieri Roberto Spada e Giuseppe Iannaccone e con il segretario generale Luigi Cerutti abbiamo ritenuto importante pensare all’arte pubblica”.

“‘Radis’ vuol dire ‘radice’ in piemontese. Significa radicarsi sul territorio, crearvi un dialogo, farlo crescere, fin dalla committenza. È una cosa meravigliosa: permette di far conoscere l’arte a tutti, di ‘inciampare’ nell’arte. Quest’opera in particolare ha permesso nei mesi precedenti alla sua ultimazione di creare un dialogo con le persone della zona: sono opere che non arrivano qui per caso, ma attraverso un percorso”.

Qui, mettendosi in ascolto del territorio e delle leggende del luogo, l’artista Giulia Cenci (Cortona, 1988) ha dato vita a ‘Le masche’, opera molteplice in alluminio, insieme di sculture che in piena armonia col mondo circostante sorgono dal suolo come fossero betulle, perché dalle betulle d’intorno prendono forma, combinandosi con teste di lupo, manichini, rami di vite. Sono figure ibride, frutto di un immaginario umano longevo e antico. Una particolarità antropologica.


Una scultura in metallo che ricorda uno scheletro di dinosauro, ispirata alla visione artistica di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, è posizionata tra alberi alti in una zona boschiva. Circondata da una fitta vegetazione, si staglia contro un paesaggio collinare in una giornata nuvolosa.
Foto Andrea Guermani

Cosa sono le masche?

Le masche sono figure della tradizione contadina piemontese, sorta di ‘streghe’: le donne che venivano identificate come masche erano in realtà figure messe ai margini della società, fatte oggetto di persecuzioni. Ed erano per questo anche strumento per dare forma a paure e fenomeni inspiegabili. Come dice la stessa Giulia Cenci: “Volevo creare non solo qualcosa di imponente, ma qualcosa che fosse in grado di mescolarsi con il paesaggio. Per me era molto importante lasciare a questo luogo la sua sobrietà, evitare elementi invasivi e sconcertanti agli occhi di coloro i quali questo posto lo vivono e lo visitano». A ragione, la curatrice Marta Papini definisce Le masche “un’opera site-specific nata da un processo lento e meditato”.

Durante la fase di studio e ricerca, l’artista ha osservato e disegnato elementi vegetali nella fase di crescita e fioritura, come l’iris, il cui stelo si piega per il peso del proprio frutto, per poi ripiantarsi e propagarsi nel terreno circostante: un movimento che porta alla morte della prima pianta, ma rende possibile la nascita e la proliferazione di molte altre. Quello del Chiot Rosa è il Piemonte segreto, rurale, dolce e severo insieme, quello in cui pullulava l’antifascismo. Il luogo prescelto dalla Fondazione CRT per ‘piantare’ Radis possiede un forte legame con la Resistenza: la vicina Borgata Paraloup fu infatti il primo quartier generale nel cuneese delle bande partigiane di Giustizia e Libertà.


Tre persone sono in piedi accanto a un'alta scultura astratta in argento che ricorda un uccello o un cigno nel bosco, un'opera d'arte che ricorda la collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Le betulle fungono da sfondo sereno, mentre una persona aggiunge un tocco di colore con il suo cappotto rosso brillante.

Investire nel pensiero e nel senso critico

Un senso di ‘giustizia’ ed equità che Patrizia Sandretto ben prova: “Io ho avuto molto dagli artisti, e con la mia fondazione sento profondamente l’esigenza di restituire loro ciò che negli anni mi hanno donato. Per me l’arte deve essere condivisione. Altrimenti non ha senso. La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nel 2025 compie 30 anni (fu fondata a Torino il 6 aprile 1995, ndr). Mi sono dedicata non solo a far produrre le opere agli artisti, ma anche a trasmetterle al pubblico. Ho investito e continuo a investire sul pensiero e sul senso critico delle persone. Fin dall’inizio ho creduto molto negli artisti, è stato un investimento”. Le chiediamo infine quale sia stata la soddisfazione maggiore provata come collezionista e come presidente della fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT in particolare.

“L’obiettivo della fondazione alla sua nascita era proprio quello di costruire una collezione da mettere a disposizione del Castello di Rivoli e della GAM di Torino. Nell’ultimo anno abbiamo accresciuto le risorse per acquisire più opere per i due musei. Ma oltre all’acquisto, crescerà sempre più l’attenzione all’istruzione, intesa non solo come educazione, ma anche come formazione professionale”.

Articolo originariamente apparso sul semestrale “Family Office Magazine” n. 2. Abbonamenti qui.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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