E un seguace di Hyeronimus Bosch (1453-1516) fece una fiammata “infernale”. Hell, dipinto impertinente di circa 27 cm x 35 cm risalente alla prima metà del XVI secolo, ha inaspettatamente fatto record il 2 giugno 2026 a New York da Sotheby’s, nell’asta Old Masters & 19th Century Paintings. Da una stima di 30.000 – 50.000 dollari, è stato aggiudicato a 537.600 dollari, dopo una gara di sei minuti di rilanci. Tecnicamente non sarebbe corretto parlare di record personale, essendo questa un’opera di autore anonimo, in passato variamente attribuita. Ma è stata davvero forte la sorpresa per la quotazione di quest’opera proveniente da una collezione privata di San Franciso.
Il dipinto del seguace di Bosch
Sebbene il dipinto non riprenda direttamente alcuna specifica composizione di Bosch, è inequivocabilmente pervaso dal suo spirito: l’immaginazione febbrile dell’artista, la sua inventiva grottesca, l’iconografia moraleggiante. Fu il mondo fantastico del pittore neerlandese ad aprire la strada a un immaginario privo di vincoli, profondamente rivoluzionario per la sua epoca. Il linguaggio visivo e visionario di Bosch ispirò generazioni di seguaci e imitatori, dando vita a una duratura tradizione di “boschismo”.
L’opera in questione in particolare sembra ispirarsi alla leggenda medievale della Visione di Tondalo, un testo ampiamente diffuso che narra il viaggio del cavaliere irlandese Tondalo attraverso i tormenti dell’Inferno e le ricompense del Paradiso, sotto la guida di un angelo (ricorda per caso una certa Commedia?). Il soggetto godette di notevole popolarità nel XVI secolo e si dimostrò particolarmente adatto all’immaginario boschiano, consentendo agli artisti di popolare i paesaggi infernali con castighi fantastici, mostruose creature ibride e allegorie moraleggianti del vizio e del peccato.
Un immaginario spaventoso
La creatura priva di corpo, dotata di una bocca enorme, incarna la gola, mentre la donna gigantesca vestita di blu alle sue spalle, che regge uno specchio e un garofano, simboleggia la vanità e la lussuria. Il garofano, tradizionalmente associato al matrimonio, assume qui una connotazione più sensuale. La bocca fiammeggiante è interpretata anche come l’ingresso dell’Inferno, al cui interno creature demoniache si raccolgono attorno a una tavola imbandita. In basso a sinistra, un mortale nudo fugge dalle fauci spalancate con l’aiuto di un angelo, rafforzando ulteriormente il legame con il racconto della Visione di Tondalo.
Si celebra Bosch per la sua perforante esplorazione dei recessi più oscuri della psiche umana. I soggetti infernali si prestavano naturalmente a indagini di tal fatta; la sua fascinazione per il misterioso, il grottesco e l’ignoto trovò un terreno particolarmente fertile nelle raffigurazioni dell’Inferno, dove l’immaginazione poteva liberarsi senza limiti. Tali opere sono generalmente interpretate non come copie dirette di un originale perduto di Bosch, bensì come raccolte di motivi boschiani adattati e reinterpretati successivamente.

