A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana

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Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams hanno messo assieme con le aste di primavera nella Grande Mela un ricavato che è doppio rispetto a quello dello scorso anno per lo stesso periodo, confermando l’inversione di rotta iniziata a novembre 2025

Indice

In una sola settimana (la terza di maggio 2026) Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams hanno venduto opere d’arte per 2,5 miliardi di dollari, sancendo la ripresa della parte alta del mercato iniziata lo scorso novembre: il fatturato è il doppio rispetto a quello del maggio 2025. Bisogna tuttavia notare che la cifra è ancora al di sotto dei 3,2 miliardi di dollari raggiunti nel novembre 2022 (ma allora passava sotto il martelletto la collezione del cofondatore di Microsoft Paul Allen, capace da sola di generare 1,65 miliardi).

Il primato di Christie’s nella settimana dell’arte da 2,5 miliardi a New York

Il peso maggiore lo ha avuto Christie’s, che da sola ha portato a casa un aggiudicato di 1,45 miliardi, complice la collezione dell’ex presidente di Condé Nast SI Newhouse, che da sola ha venduto opere d’arte per 630 milioni. Per la casa d’aste fondata nel 1766 è il record per la marquee week di maggio. Molti i nuovi record, fra cui innanzitutto il nuovo assoluto di Jackson Pollock con Number 7A (1948), aggiudicato a 181,185 milioni di dollari. Il risultato si deve alla monumentalità del dipinto – un pezzo da museo, il maggiore ancora in mani private – e alla provenienza.

Poi la scultura Danaïde di Constantin Brâncuși, aggiudicata a 107,6 milioni di dollari. Ne esistono sei versioni: questa era/è l’unica dorata ancora in mani private. E infine il nuovo record di Mark Rothko, con No. 15 (Two Greens and Red Stripe) del 1964, proveniente dalla collezione di Agnes Gund: 98,3 milioni di dollari. La cifra debella dopo pochissimi giorni il risultato che Sotheby’s aveva ottenuto con Brown and Blacks in Reds (85,8 milioni), opera che appartiene all’ultima fase dell’artista, quella di Paint it black, per intendersi.

Sotheby’s si difende (benissimo)

Benché seconda rispetto alla rivale, anche Sotheby’s si porta a casa ottimi risultati: 908,6 milioni di dollari in vendite, in crescita dell’82,5% rispetto al maggio 2025, con il più elevato tasos del venduto mai registrato dalla casa d’aste a New York, pari al 92,5%. Ha contribuito al risultato la vendita della collezione di Robert Mnuchin (166,3 milioni di dollari, guanti bianchi). I top lot sono stati il Rothko da 85,8 milioni (per pochi giorni nuovo record per l’artista), il Jean-Michel Basquiat di Museum Security (Broadway Meltdown) con 52,7 milioni di dollari, Henri Matisse con La Chaise lorraine, 48,4 milioni, Picasso con Arlequin (Buste), 42,6 milioni, Van Gogh con La Moisson en Provence, 29,4 milioni.

Phillips stupisce

La piccola Phillips si prende la soddisfazione di un’asta serale white gloves. Tutte vendute le 41 opere in catalogo per la sessione serale newyorkese del 19 maggio 2026, per un totale di 115.216.700 dollari, più che raddoppiando il risultato dell’analoga asta 2025, con qualche delusione per alcuni venditori: Sixteen Jackies di Warhol (1964), acquistata l’ultima volta da Christie’s nel 2023 per 25,9 milioni di dollari, si è dovuta accontentare di un prezzo di aggiudicazione al martello di 13,5 milioni di dollari.

Altre sorprese a livello di perdite per il venditore (o intelligente guadagno per l’acquirente…!) sono inaspettatamente arrivate da Pollock e Richter. Un dipinto del primo è stato ceduto per 9,2 milioni di dollari, quando nel novembre 2024 il produttore cinematografico David Mimran l’aveva acquistato per 15,3 milioni, non onorando mai l’acquisto. Il venditore era venditore era Robert Mnuchin. Del secondo invece qualcuno ha acquistato Besen a 8,1 milioni di dollari (la sua ultima quotazione era stata di 10,2 milioni nel 2022). Inizio modulo

Viceversa, There Is a Light and It Always Goes Out (2021), di Joseph Yaeger ha cambiato proprietario per 477.300 dollari, a fronte di una stima di 60.000. Il prezzo stabilisce il record personale per l’artista.Fine modulo In generale, Phillips si è confermata un’ottima casa d’aste da cui acquistare e soprattutto reperire opere altrimenti introvabili sul mercato.

Bonhams c’è

Nella settimana dell’arte da 2,5 miliardi di dollari a New York, anche Bonhams ha contribuito con sua settimana dedicata all’arte del XX e XXI secolo. Il risultato complessivo è stato di 28,34 milioni di dollari, con tassi del venduto elevati.

Domande frequenti su A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana?

Quando si investe in A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana con un capitale limitato?

Iniziare a investire in A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana?

I rischi associati a A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana?

Le prospettive future per A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana?

La valutazione della performance degli investimenti in A New York vendute opere d’arte per 2,5 miliardi in una settimana richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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