Passaggio generazionale: strumenti per risolvere i conflitti aziendali

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L’uso del voting trust per facilitare il passaggio generazionale nelle aziende familiari italiane. I vantaggi e i metodi per risolvere i conflitti, garantendo la continuità e il successo del business

Indice

Il passaggio generazionale nelle aziende familiari in Italia

Il tessuto imprenditoriale italiano è caratterizzato da una forte presenza di imprese familiari: si stima, infatti, che esse rappresentino l’85% circa del totale delle aziende italiane. È interessante sottolineare che tra le prime 100 aziende più antiche al mondo, 15 sono italiane e tra queste 5 (fondate tra gli anni 1000 e 1385) sono tra le dieci aziende familiari più antiche.

Osservatorio Aub sui passaggi generazionali

Il 30 gennaio 2024 sono stati presentati i risultati dell’ultima Edizione dell’Osservatorio Aub (Aidaf, Unicredit, Bocconi) che hanno evidenziato che:

  1. In Italia nell’ultimo triennio si è verificato un incremento dei passaggi generazionali all’interno delle imprese familiari. Infatti, se nel periodo 2013-2022, in media, in ciascun anno il 4,7% delle aziende familiari ha affrontato un passaggio generazionale, negli ultimi tre anni tale percentuale è aumentata al 6,9%.
  2. Tali passaggi hanno avuto un impatto positivo sui tassi di crescita delle aziende familiari e l’effetto è stato più rilevante quando:
    i) il leader uscente era un ultra-settantenne e il successore aveva meno di 50 anni,
    ii) il cda pre-successione era già aperto verso componenti esterni alla famiglia,
    iii) il leader entrante era una donna,
    iv) il passaggio è avvenuto tra familiari.

    Il passaggio generazionale è un processo complesso che coinvolge la famiglia, il suo patrimonio e il business aziendale e, come tale, deve essere attentamente pianificato in quanto richiede l’adozione di soluzioni volte a creare una struttura di controllo stabile, non conflittuale e focalizzata sulle esigenze dei soci.

Il voting trust e la prevenzione dei conflitti

Nei passaggi generazionali che coinvolgono più soggetti o più rami familiari è fondamentale prevenire l’insorgenza di conflitti che, in alcuni casi, potrebbero determinare situazioni di stallo decisionale che impediscono qualsiasi decisione e il proseguimento del business.
Uno strumento che può aiutare a prevenire questo tipo di situazioni è il voting trust, cui è attribuita la detenzione di partecipazioni di minoranza.

Il “voting trust” viene istituito quando i soci di una società intendono disciplinare l’esercizio del diritto di voto nell’assemblea societaria. All’atto istitutivo del trust, contenente le norme alle quali il trustee (fiduciario) dovrà adeguarsi nell’esercizio della propria funzione, segue l’atto di conferimento delle partecipazioni societarie in trust.

Utilizzo del voting trust nei passaggi generazionali

Nei passaggi generazionali il leader uscente può valutare il conferimento di partecipazioni di minoranza (ad esempio l’1%) in un voting trust che in tal modo può fungere da “ago della bilancia” nel momento in cui viene a mancare l’intesa all’interno della famiglia e in tali situazioni il trustee sarà tenuto ad intervenire secondo le disposizioni impartite dal disponente nell’atto istitutivo e nelle lettere dei desideri.

Obiettivi raggiungibili con il voting trust

Gli obiettivi potenzialmente raggiungibili con il voting trust sono diversi:

  1. la famiglia mantiene la maggioranza delle partecipazioni, esercitando i relativi diritti e godendo dei frutti;
  2. attraverso il conferimento in un trust di una partecipazione di minoranza che funge da “ago della bilancia” viene garantita la risoluzione di situazioni di stallo decisionale;
  3. il trust può essere una guida per i vari rami famigliari quando viene a mancare il fondatore;
  4. con il trasferimento della maggioranza delle partecipazioni ai discendenti si fruisce dell’attuale normativa italiana dell’imposta sulle donazioni evitando un eventuale futuro innalzamento delle aliquote.

di Valentina Guarise

Laureata in Economia e Diritto dell’impresa a pieni voti presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Torino, dottore commercialista e revisore dei conti.
Ha avuto un’esperienza pregressa in un altro studio tributario internazionale di primario livello e dal 2009 collabora con lo studio Bourlot Gilardi Romagnoli e Associati.
Le sue aree di specializzazione professionale sono: consulenza fiscale e societaria a primarie società, con particolare esperienza nelle aree della pianificazione fiscale e della assistenza ad operazioni di M&A, consulenza fiscale a persone fisiche, strumenti per la protezione patrimoniale e passaggio generazionale.
Durante la propria esperienza ha assistito clienti, tra i quali gruppi multinazionali di rilevanti dimensioni, basati in Italia e all’estero, operanti in svariati settori, fra cui automotive, alimentare, beni di consumo e servizi digitali evoluti.

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