Paola Giubergia, Ersel: “L’arte di celebrare i nostri 90 anni d’oro”

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Donna con capelli mossi, occhiali, tailleur grigio, camicia con volant, in una galleria d'arte.

Ha da poco aperto a Milano la nuova mostra della banca privata torinese, stavolta nel segno del metallo della luce, scelto come simbolo di buon auspicio e celebrazione in un anno molto importante per il gruppo

Indice

Dal 4 giugno (in pre-apertura) al 10 luglio 2026 gli spazi di Ersel in via Caradosso a Milano sono ingentiliti e impreziositi da una mostra, “The Golden Hour – L’oro dal figurativo all’astrattismo”, che ha proprio nel metallo della luce il suo canone: 60 opere selezionate per compiere un percorso dedicato all’evoluzione dell’oro nell’arte.


Volto e capelli di una persona con la pelle dipinta d'oro.
Vanessa Beecroft | vb72b.001.fs.pol
2013
Digital c-print on diasec - edition of 3 / 127,3 x 101,6 cm. Courtesy dell'artista e della Galleria Lia Rumma Milano / Napoli

Il tocco di Paola Giubergia nella scelta dell’oro per la nuova mostra Ersel

Che l’anima artistica di Ersel avesse una fascinazione per i colori, lo si era capito già con la mostra sul verde di qualche anno fa, Forever Green, a Torino. La scelta del color oro arriva da Paola Giubergia, responsabile relazioni esterne del Gruppo Ersel, in un anno importante per la banca privata torinese, quello dei 90 anni dalla sua fondazione: «Abbiamo sempre apprezzato il tema cromatico, riprenderlo mi faceva piacere. Poi è innegabile che l’oro sia l’asset del momento; ma soprattutto questo metallo dalla valenza indubbiamente simbolica è perfetto nell’anno del nostro anniversario. Al di là delle sue oscillazioni, è considerato un bene “stabile”, un attivo che in portafoglio si dovrebbe avere».


Volto astratto marrone con buchi e macchie rosse.
Lucio Fontana, Concetto Spaziale - Venezia d’Oro
1961
Olio e pietre su tela / 64 x 50 cm
Collezione privata

A livello artistico, prosegue Giubergia, «l’oro ha attraversato tante epoche: nella mostra si accostano opere antiche al moderno-contemporaneo; c’è un parallelismo con Banca Ersel, che ha attraversato tante stagioni della finanza». Dunque per la banca privata si tratta (anche) di una metafora di questi 90 anni. «L’opening è stato particolarmente ricco e frequentato da artisti, collezionisti, artisti, amici dell’arte. C’era un bel sentiment», racconta.


Uomo con aureola, libro rosso e chiavi appese a una catena.
Zanetto Bugatto e bottega | San Pietro
Settimo decennio del Quattrocento circa
Tempera e oro su tavola / 56 x 31 cm
Courtesy Galleria Orsi, Milano

Un’esposizione nel segno della qualità

La curatrice della mostra Chiara Massimello: «Il bello dei progetti di Ersel è che sono una garanzia di qualità, essendo sempre collaborativi. È il loro punto di forza: si connettono gallerie (solo per citarne alcune: Lia Rumma, Noero, Mazzoleni, Carlo Orsi, BKV, ndr), collezionisti privati, mercanti, e tutti sono felici di parteciparvi. Questa sinergia consente di avere una qualità molto elevata: si è agevolati nel coinvolgere gallerie e collezionisti che si apprezzano per chiedere loro le opere che piacciono. Paola Giubergia lascia carta bianca nella costruzione del miglior esito espositivo possibile».

Madonna con Bambino e San Giovannino, con ricami dorati che aggiungono un tocco moderno.
Francesco Vezzoli | Starlight, starbright: the mother of tears (after Giovan Francesco Caroto)
2024
Stampa a getto d’inchiostro su tela, carta, ricamo metallico, cornice dell’artista / 48 x 39 cm
Courtesy dell’artista e Galleria Franco Noero

Regalare a chi guarda – e che magari non ama l’antico – lo stupore di vedere accostate opere contemporanee e magari medievali, per fargli o farle scoprire che «quando l’arte è di qualità, non è importante l’epoca di provenienza», continua Massimello, che aggiunge: «L’oro vive un momento felicissimo nel Medioevo, nel primo Rinascimento, per poi vivere una battuta d’arresto, almeno nell’arte; viene infatti poi sempre più relegato alla decorazione e all’arredamento. Non nascondo che abbiamo faticato molto infatti a trovare opere che lo contenessero nel periodo successivo, fino al primo Novecento. Così per qualche motivo l’accostamento di opere antiche e contemporanee risulta profondamente dialogante: entrambe sono a loro modo minimaliste, ma nelle prime l’oro è legato alla spiritualità, mentre nelle seconde semplicemente al lusso o al gusto dello scintillio. Sorprendente, per chi guarda». Un effetto che regala un’esperienza estetica fra sacralità e glamour.


Zanetto Bugatto e bottega | San Paolo
Settimo decennio del Quattrocento circa
Tempera e oro su tavola / 56 x 31 cm
Courtesy Galleria Orsi, Milano

Le tappe della ricerca artistica sull’oro nell’ultima mostra di Ersel a Milano

Una ricerca trasversale ma stimolante, che parte dal tardo Medioevo, inizio Rinascimento per arrivare all’anno che stiamo vivendo, senza battute d’arresto. Opere realizzate in epoche diverse, come i preziosi lavori su tavola di Sano di Pietro (Siena, 1405–1481) e Zanetto Bugatto (Milano, documentato dal 1458–1476), ai monocromi astratti di Armando Marrocco (Galatina, 1939) e Agostino Bonalumi (Vimercate,1935 – Desio, 2013); dalla stravaganza di Luigi Ontani (Vergato 1943) e Bertozzi; Casoni (Bologna, 1957, Ravenna, 1961 – Imola, 2023) alla leggerezza di Pier Paolo Calzolari (Bologna,1943); dalle immagini impeccabili di Vanessa Beecroft (Genova,1969) a quelle toccanti di Alfredo Jaar (Santiago del Cile, 1956), dal paradosso surrealista di Man Ray (Philadelphia, 1890–Parigi, 1976) a quello contemporaneo di Francesco Vezzoli (Brescia, 1971).

Lucio Fontana: “L’oro è bello come il sole”

In ogni epoca l’oro ha trovato una sua valenza: solenne e devozionale, nei fondi dei dipinti l’oro è simbolo di eternità, rafforza il senso dello spazio, trascendendo al soprannaturale. Nel contemporaneo acquista un significato più concettuale e forse, più che in ogni altra epoca, diviene allegoria di lusso e preziosità. A volte ornamento, a volte indissolubilmente legato alla forma dell’opera, ma sempre seducente, l’oro è “bello come il sole”, scrive Lucio Fontana sul retro di un suo Concetto spaziale (1964).

L’impegno di Ersel nell’arte è sempre più forte, ribadisce Paola Giubergia: «Ogni opportunità in tal senso viene sempre ben valutata». Le sue opere preferite in mostra, anche se è difficile dirlo? «Il cuoio di Penone, stupendo; Marzia Migliora; Vezzoli. E Fontana, senza dubbio».

Aspettando ottobre

I festeggiamenti ufficiali dell’anniversario di fondazione della banca privata saranno a ottobre 2026, con un nuovo progetto espositivo, ça va sans dire. Chiediamo a Paola Giubergia qualche anticipazione sulla prossima mostra Ersel, ma mantiene uno stretto, quasi scaramantico riserbo: «È un progetto che si trova ancora un po’ nel cassetto dei sogni. Ma sarà bellissimo».

Nota – L’elenco completo degli artisti

In mostra, grazie a prestiti di collezionisti privati e importanti gallerie internazionali, saranno esposte opere di Miroslaw Balka, Luciano Bartolini, Lothar Baumgarten, Vanessa Beecroft, Mirella Bentivoglio, Maurizio Bertinetti, Bertozzi e Casoni, Remo Bianco, Anna Boghiguian, Nicola Bolla, Agostino Bonalumi, Oswaldo Bot, Zanetto Bugatto, Pier Paolo Calzolari, Luca Ceccherini, Gino De Dominicis, Marco De Sanctis, Lucio Fontana, Andrea Francolino, Martino Gamper, Ezio Gribaudo, Franco Guerzoni, Mark Handforth, Giulia Iacolutti, Alfredo Jaar, Sophie Ko, Gabriel Kuri, Maestro del Demidoff, Maestro di San Jacopo a Mucciana, Giacomo Manzù, Elio Marchegiani, Armando Marrocco, Marzia Migliora, Bruno Munari, Luigi Ontani, Giuseppe Penone, Ornaghi; Prestinari, Laura Panno, Man Ray, Salvo, Sano di Pietro, Marinella Senatore, Paolo Serra, Hassan Sharif, Gian Maria Tosatti, Arturo Vermi, Francesco Vezzoli, Gianfranco Zappettini, Tobias Zielony e Gilberto Zorio.

Domande frequenti su Paola Giubergia, Ersel: “L’arte di celebrare i nostri 90 anni d’oro”

Qual è il tema principale della mostra organizzata da Ersel a Milano?

La mostra, intitolata 'The Golden Hour – L’oro dal figurativo all’astrattismo', esplora l'evoluzione dell'oro nell'arte attraverso 60 opere selezionate. L'obiettivo è celebrare i 90 anni di Ersel con un focus sul metallo prezioso come elemento artistico.

Quando e dove si terrà la mostra 'The Golden Hour'?

La mostra sarà aperta al pubblico dal 4 giugno (in pre-apertura) al 10 luglio 2026. Gli spazi espositivi si trovano in via Caradosso a Milano, presso Ersel.

Quali artisti o opere specifiche vengono menzionati in relazione alla mostra?

L'articolo menziona un'opera di Vanessa Beecroft, 'vb72b.001.fs.pol2013', una c-print digitale su diasec. Viene anche citata una frase di Lucio Fontana sull'oro, evidenziando la sua bellezza paragonata al sole.

Qual è il ruolo di Paola Giubergia nella scelta del tema della mostra?

Paola Giubergia ha avuto un ruolo significativo nella scelta dell'oro come tema centrale per la nuova mostra di Ersel. Il suo 'tocco' è associato alla selezione del metallo prezioso per questa esposizione.

Qual è l'obiettivo di Ersel nel presentare questa mostra dedicata all'oro?

Ersel organizza questa mostra per celebrare i suoi 90 anni d'oro, mettendo in risalto la qualità e la ricerca artistica legata al metallo prezioso. L'esposizione mira a offrire un percorso dedicato all'evoluzione dell'oro nell'arte.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.