Nel suo outlook per il terzo trimestre del 2026, Capital Group esprime la sua view sul reddito fisso: più costruttiva sulla duration, più selettiva sul rischio di credito.
Banche centrali e tassi di interesse
Nei mercati dei tassi, le diverse condizioni economiche e monetarie delle principali aree geografiche creano opportunità selettive. Capital Group si focalizza soprattutto su Stati Uniti, Europa e Giappone.
Stati Uniti
Durante il trimestre la Fed ha lasciato i tassi invariati, ma ha adottato una comunicazione più restrittiva. Il mercato ha quindi aumentato le probabilità attribuite a ulteriori rialzi, provocando un aumento dei rendimenti sulle scadenze più brevi e un conseguente appiattimento della curva.
Capital Group ritiene che il mercato potrebbe aver prezzato troppi rialzi da parte della Fed e assume pertanto una posizione favorevole nei confronti della duration statunitense. La duration, infatti, misura la sensibilità del prezzo delle obbligazioni ai movimenti dei tassi: quanto più è elevata, tanto maggiore è la sensibilità.
In un contesto in cui il mercato potrebbe sovrastimare i rialzi, la società ritiene interessanti soprattutto le scadenze medie e lunghe. La duration potrebbe inoltre svolgere una funzione difensiva qualora i tassi dovessero ridursi a fronte di un indebolimento dell’economia. Ciò nonostante, Capital Group mantiene alcune coperture selettive contro possibili sorprese inflazionistiche.
Europa e Giappone
Per quanto riguarda l’Eurozona, Capital Group è diventata più costruttiva sulla duration europea, con una preferenza per alcuni Paesi come Grecia e Italia. Questo a fronte della possibilità di un’ulteriore riduzione degli spread rispetto ai titoli tedeschi, sostenuta dal miglioramento dei fondamentali e delle dinamiche fiscali.
Quanto al Giappone, la view della società è che, nonostante l’aumento dei tassi da parte della Bank of Japan, l’inflazione non sia davvero rientrata. Inoltre, l’aumento dei rendimenti giapponesi non ha sostenuto lo yen, che ha continuato a indebolirsi.
Tra le possibili cause di questa dinamica, Capital Group individua i deflussi strutturali di capitale, una perdita di credibilità della banca centrale e gli incentivi per le famiglie a investire al di fuori del Paese. I gestori preferiscono quindi la duration dei titoli governativi giapponesi – che ritengono offra un profilo di carry più interessante rispetto al rischio assunto – a un investimento diretto sullo yen.
Obbligazioni societarie
Nel secondo trimestre si è assistito a un volume particolarmente significativo di emissioni di obbligazioni societarie, soprattutto nel mese di giugno, sia negli Stati Uniti sia in Europa. Nonostante l’offerta elevata, gli investitori hanno assorbito le nuove emissioni senza particolari difficoltà, grazie agli alti rendimenti complessivi e alla generale solidità dei bilanci societari.
I rendimenti sono però interessanti a fronte di spread poco generosi. Ciò significa che i livelli elevati di rendimento sono spiegati soprattutto dalla componente governativa, dal momento che lo spread misura il premio aggiuntivo riconosciuto per assumere il rischio dell’emittente corporate.
Il caso dell’investment grade statunitense rende evidente questa distinzione: a fine giugno l’indice offriva un rendimento del 5,20%, ma uno spread di soli 74 punti base. In questo segmento, la forte domanda ha anche ridotto la dispersione tra gli spread, attenuando la differenza di valutazione tra emittenti molto solidi ed emittenti relativamente più fragili.
Una dinamica diversa è emersa nell’high yield. A partire dalla metà di aprile si è verificato un processo di decompressione: gli spread dei titoli BB e B hanno continuato a restringersi, mentre quelli dei titoli CCC sono aumentati. È un segnale di come il mercato stia iniziando a discriminare maggiormente tra aziende solide e aziende più fragili, rendendo ancora più importante la selezione dei singoli emittenti.
Debito dei mercati emergenti
Le obbligazioni emergenti hanno mostrato una buona resilienza nonostante l’instabilità geopolitica, beneficiando anche dell’allentamento delle tensioni avvenuto nel corso del trimestre. Alcuni emittenti africani ne hanno tratto particolare vantaggio: i bond egiziani denominati in valuta forte, per esempio, sono stati sostenuti anche dal miglioramento della posizione fiscale del Paese e dall’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
In questo contesto, Capital Group mantiene una moderata preferenza per il debito in valuta locale, soprattutto nei Paesi caratterizzati da rendimenti nominali e reali elevati, debito pubblico relativamente contenuto, politiche monetarie credibili e possibili futuri tagli dei tassi.
La società mantiene invece un sottopeso sul debito sovrano e societario emergente denominato in valuta forte, dove il premio offerto agli investitori è considerato limitato rispetto al rischio.
Focus sugli MBS
L’analisi di Capital Group si chiude con un approfondimento sugli agency Mortgage-Backed Securities (MBS), titoli garantiti da portafogli di mutui residenziali.
Questi strumenti tendono a soffrire quando i movimenti dei tassi diventano molto ampi o imprevedibili. Se i tassi scendono, infatti, molti mutuatari rifinanziano anticipatamente il proprio debito; se salgono, i rimborsi anticipati rallentano e la duration dei titoli tende ad allungarsi.
A fronte della minore trasparenza della Fed, i gestori ritengono che l’aumento della volatilità dei tassi possa rappresentare un ostacolo per il settore. Le opportunità, tuttavia, non sono del tutto assenti. Capital Group continua a individuarne soprattutto negli MBS con cedole più elevate, che presentano generalmente un carry più interessante e una minore sensibilità agli spread.
In conclusione
Il team di Capital Group è relativamente favorevole all’esposizione alla duration, in quanto ritiene che il mercato possa sovrastimare il futuro inasprimento monetario, soprattutto negli Stati Uniti.
Sul rischio di credito adotta invece una posizione più prudente. Gli spread si trovano su livelli contenuti e lasciano un margine limitato per un’ulteriore compressione. Secondo gli esperti, diventa quindi importante privilegiare la qualità e la selezione dei singoli titoli, facendo maggiore affidamento sul carry offerto dalle obbligazioni che su ulteriori apprezzamenti determinati dalla riduzione degli spread.

