Milano Cortina 2026: arte e giochi olimpici, legame antico

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La statua in marmo di un atleta maschile in posa dinamica, che si prepara a lanciare un disco, è un esempio di arte dei giochi olimpici, visualizzata su uno sfondo scuro e sfumato. I muscoli e la forma della figura sono altamente dettagliati e realistici.

Lo storico rapporto tra sport e arte mette al centro l’eccellenza umana, dalle origini greche alle iniziative contemporanee. Nell’antichità, scultura, poesia e architettura celebravano gli atleti come modelli di armonia fisica e morale. Pierre de Coubertin riprese questo ideale nelle Olimpiadi moderne, introducendo competizioni artistiche. Dal dopoguerra il legame si rinnova attraverso i Programmi Culturali. Oggi tocca a Milano Cortina 2026: l’arte accompagna i Giochi come esperienza collettiva, capace di lasciare in chi la vive un’eredità che durerà per sempre

Indice

Il rapporto tra sport e arte celebra l’eccellenza umana, sia nella performance fisica sia nell’espressione creativa. È un legame che si è manifestato in diverse forme fin dall’antica Grecia.

Arte e giochi olimpici, un affascinante viaggio nel tempo e nella bellezza (degli atleti)

Le radici di questo sodalizio, infatti, affondano fino alle Olimpiadi dell’antichità greca. La scultura, in particolare, immortalava gli atleti vincitori come allegorie della bellezza e canone della perfezione fisica. Nella cultura greca il corpo è lo specchio dell’anima, secondo l’ideale della kalokagathìa (καλοκἀγαθία). Opere come il Discobolo di Mirone (nell’immagine di apertura, la copia Lancellotti, ndr) o il Doriforo di Policleto rappresentano alcuni degli esempi più celebri di atleti serafici immersi nelle gesta sportive. Anche l’architettura, la musica e la poesia, di cui rimangono odi di maestri come Pindro, rientrano in questo binomio, nel quale l’arte è elemento fondante dell’esperienza olimpica.

Le competizioni artistiche nelle Olimpiadi moderne

L’unione tra sport e arte viene ripresa da Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne. La sua visione promuove un equilibrio tra mente e corpo e, coerentemente con questa filosofia, nel 1912 vengono introdotte le competizioni artistiche nei Giochi Olimpici di Stoccolma. Gli artisti gareggiavano nelle categorie di Pittura, Scultura, Architettura, Letteratura e Musica, presentando opere a tema sportivo. I vincitori ricevevano medaglie olimpiche a tutti gli effetti e lo stesso De Coubertin si aggiudicò una medaglia d’oro in letteratura con lo pseudonimo di “Georges Hohrod e M. Eschbach”. Questo capitolo si conclude con l’edizione di Londra 1948, anche a causa delle difficoltà nel giudicare l’arte in modo oggettivo, un contrasto evidente rispetto alla misurabilità delle prestazioni sportive.

Il Programma Culturale delle Olimpiadi

Dopo il 1948, il legame tra arte e Giochi Olimpici ha assunto nuove forme attraverso il Programma Culturale delle Olimpiadi, istituito formalmente dal 1956. Questo programma mira a celebrare l’intersezione tra sport e cultura, valorizzando il patrimonio delle città ospitanti. Queste investono in commissioni e installazioni pubbliche, sia temporanee che permanenti, che oltre a valorizzare gli spazi urbani, diventano simboli riconoscibili ed eterni dei Giochi stessi.

Un esempio emblematico sono le olimpiadi di Londra 2012, per le quali è stata progettata l’ArcelorMittal Orbit da Anish Kapoor e Carsten Höller. Una torre panoramica, situata nel Queen Elizabeth Olympic Park, che rappresenta la più grande opera d’arte pubblica del Regno Unito ed è diventata un punto di riferimento per la città.

L'ArcelorMittal Orbit, un'opera dei giochi olimpici, è una torre di osservazione e uno scivolo tortuosi in acciaio rosso nel Parco Olimpico di Londra, illuminati di notte contro un cielo blu intenso con gli edifici della città sullo sfondo.
Anish Kapoor e Carsten Höller, ArcelorMittal Orbit, Londra 2012 

Di grande risonanza è stato anche l’ampio uso della street art e di programmi culturali che hanno coinvolto le comunità locali a Rio 2016 o le installazioni artistiche promosse a Tokyo 2020, come quelle nel quartiere storico di Nihonbashi, che si è trasformato in un museo a cielo aperto.

L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, nel solco del legame fra arte e giochi olimpici

Milano Cortina 2026 raccoglie questa eredità e la rinnova, introducendo una visione di cultura diffusa. L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ha preso avvio nel gennaio 2024, intrecciando sport e arti.

Per la prima volta il programma si estende sul territorio dell’intero Paese. Il claim stesso dell’iniziativa, “Cultura è movimento“, promuove un impegno inclusivo, come emerge nel progetto degli Art Poster Olimpici e Paralimpici, nati dalla collaborazione tra Triennale Milano, CIO e IPC. La collezione di dieci manifesti, presentata il 18 giugno 2025 e attualmente in mostra alla Triennale Milano, che celebra lo spirito dei Giochi attraverso lo sguardo di una nuova generazione di artisti, un inno visivo ai valori olimpici.

Le iniziative affiliate hanno coinvolto complessivamente quasi 7 milioni di persone[1] nelle città ospitanti e nei territori urbani, montani e periferici lungo l’arco alpino. La partecipazione al palinsesto, attraverso manifestazione di interesse, ha favorito un modello partecipativo che coinvolge enti culturali, scuole, associazioni e artisti.

Il dialogo tra arte e giochi olimpici continua, dunque, a celebrare l’umanità e a generare un’eredità culturale per le generazioni presenti e future.


[1] Sono state coinvolte circa 6,8 milioni di persone nelle iniziative affiliate (dati aggiornati a novembre 2025).

Domande frequenti su Milano Cortina 2026: arte e giochi olimpici, legame antico

Qual è il legame storico tra arte e giochi olimpici menzionato nell'articolo?

Il legame tra arte e giochi olimpici risale all'antica Grecia, dove la scultura immortalava gli atleti vincitori come allegorie della bellezza e del canone perfetto. Questo sodalizio celebra l'eccellenza umana sia nella performance fisica che nell'espressione creativa.

L'articolo menziona se ci sono state competizioni artistiche nelle Olimpiadi moderne?

L'articolo fa riferimento alle 'competizioni artistiche nelle Olimpiadi moderne', suggerendo che questo legame si è manifestato anche in epoche più recenti. Tuttavia, non vengono forniti dettagli specifici su quali fossero queste competizioni o in quale periodo si siano svolte.

Cosa si intende per 'Programma Culturale delle Olimpiadi' secondo l'articolo?

Il 'Programma Culturale delle Olimpiadi' si riferisce alle iniziative che integrano l'arte e la cultura con l'evento sportivo. L'articolo sottolinea come questo programma sia parte integrante della celebrazione dell'eccellenza umana, in linea con la tradizione olimpica.

In che modo l'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 si inserisce nel legame tra arte e giochi olimpici?

L'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 si pone nel solco del legame antico tra arte e giochi olimpici. Questo evento mira a celebrare l'eccellenza umana attraverso espressioni creative, proseguendo una tradizione che affonda le radici nell'antica Grecia.

Quali sono le implicazioni finanziarie o di investimento del legame tra arte e giochi olimpici secondo l'articolo?

L'articolo si concentra sul legame storico e culturale tra arte e giochi olimpici, celebrando l'eccellenza umana. Non vengono fornite informazioni specifiche riguardo agli aspetti finanziari o di investimento legati a questo sodalizio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Roberta Ghilardi

Laureata con lode in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo, Roberta Ghilardi ha condotto un progetto di tesi presso il Museo del Novecento di Milano. Dopo un’esperienza di tirocinio presso Intesa Sanpaolo, è entrata in Deloitte nel 2017, dove oggi è manager nell’area Sustainability e membro della Service Line Offering Art & Finance di Deloitte Private. In Deloitte collabora a progetti in ambito di sostenibilità, anche connessi al mondo dell’arte e della cultura, e alla redazione dei Report Art&Finance a livello italiano ed internazionale.
È inoltre Cultore della Materia del corso Teorie del Mercato dell’Arte dell’Università IULM e ha contribuito a diverse pubblicazioni nel campo dell’arte e dei beni da collezione, oltre ad aver partecipato come Lecturer a lezioni presso l’Università IULM, l’Università Cattolica e l’Università di Pavia.

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