Il rapporto tra sport e arte celebra l’eccellenza umana, sia nella performance fisica sia nell’espressione creativa. È un legame che si è manifestato in diverse forme fin dall’antica Grecia.
Arte e giochi olimpici, un affascinante viaggio nel tempo e nella bellezza (degli atleti)
Le radici di questo sodalizio, infatti, affondano fino alle Olimpiadi dell’antichità greca. La scultura, in particolare, immortalava gli atleti vincitori come allegorie della bellezza e canone della perfezione fisica. Nella cultura greca il corpo è lo specchio dell’anima, secondo l’ideale della kalokagathìa (καλοκἀγαθία). Opere come il Discobolo di Mirone (nell’immagine di apertura, la copia Lancellotti, ndr) o il Doriforo di Policleto rappresentano alcuni degli esempi più celebri di atleti serafici immersi nelle gesta sportive. Anche l’architettura, la musica e la poesia, di cui rimangono odi di maestri come Pindro, rientrano in questo binomio, nel quale l’arte è elemento fondante dell’esperienza olimpica.
Le competizioni artistiche nelle Olimpiadi moderne
L’unione tra sport e arte viene ripresa da Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi moderne. La sua visione promuove un equilibrio tra mente e corpo e, coerentemente con questa filosofia, nel 1912 vengono introdotte le competizioni artistiche nei Giochi Olimpici di Stoccolma. Gli artisti gareggiavano nelle categorie di Pittura, Scultura, Architettura, Letteratura e Musica, presentando opere a tema sportivo. I vincitori ricevevano medaglie olimpiche a tutti gli effetti e lo stesso De Coubertin si aggiudicò una medaglia d’oro in letteratura con lo pseudonimo di “Georges Hohrod e M. Eschbach”. Questo capitolo si conclude con l’edizione di Londra 1948, anche a causa delle difficoltà nel giudicare l’arte in modo oggettivo, un contrasto evidente rispetto alla misurabilità delle prestazioni sportive.
Il Programma Culturale delle Olimpiadi
Dopo il 1948, il legame tra arte e Giochi Olimpici ha assunto nuove forme attraverso il Programma Culturale delle Olimpiadi, istituito formalmente dal 1956. Questo programma mira a celebrare l’intersezione tra sport e cultura, valorizzando il patrimonio delle città ospitanti. Queste investono in commissioni e installazioni pubbliche, sia temporanee che permanenti, che oltre a valorizzare gli spazi urbani, diventano simboli riconoscibili ed eterni dei Giochi stessi.
Un esempio emblematico sono le olimpiadi di Londra 2012, per le quali è stata progettata l’ArcelorMittal Orbit da Anish Kapoor e Carsten Höller. Una torre panoramica, situata nel Queen Elizabeth Olympic Park, che rappresenta la più grande opera d’arte pubblica del Regno Unito ed è diventata un punto di riferimento per la città.

Anish Kapoor e Carsten Höller, ArcelorMittal Orbit, Londra 2012
Di grande risonanza è stato anche l’ampio uso della street art e di programmi culturali che hanno coinvolto le comunità locali a Rio 2016 o le installazioni artistiche promosse a Tokyo 2020, come quelle nel quartiere storico di Nihonbashi, che si è trasformato in un museo a cielo aperto.
L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, nel solco del legame fra arte e giochi olimpici
Milano Cortina 2026 raccoglie questa eredità e la rinnova, introducendo una visione di cultura diffusa. L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ha preso avvio nel gennaio 2024, intrecciando sport e arti.
Per la prima volta il programma si estende sul territorio dell’intero Paese. Il claim stesso dell’iniziativa, “Cultura è movimento“, promuove un impegno inclusivo, come emerge nel progetto degli Art Poster Olimpici e Paralimpici, nati dalla collaborazione tra Triennale Milano, CIO e IPC. La collezione di dieci manifesti, presentata il 18 giugno 2025 e attualmente in mostra alla Triennale Milano, che celebra lo spirito dei Giochi attraverso lo sguardo di una nuova generazione di artisti, un inno visivo ai valori olimpici.
Le iniziative affiliate hanno coinvolto complessivamente quasi 7 milioni di persone[1] nelle città ospitanti e nei territori urbani, montani e periferici lungo l’arco alpino. La partecipazione al palinsesto, attraverso manifestazione di interesse, ha favorito un modello partecipativo che coinvolge enti culturali, scuole, associazioni e artisti.
Il dialogo tra arte e giochi olimpici continua, dunque, a celebrare l’umanità e a generare un’eredità culturale per le generazioni presenti e future.
[1] Sono state coinvolte circa 6,8 milioni di persone nelle iniziative affiliate (dati aggiornati a novembre 2025).

