Messina (Intesa Sanpaolo): la nostra nuova giovane banca

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Il gruppo bancario numero uno in Italia è arrivato al passaggio generazionale: il ceo Carlo Messina ha illustrato la nuova struttura organizzativa del gruppo, più snella e giovane. L’età media di chi assume nuovi incarichi di responsabilità al vertice è di 49 anni. Spazio anche al talento femminile

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«Rinnoviamo Intesa Sanpaolo con un’organizzazione che unisce giovani in ruoli chiave e manager con una solida esperienza alle spalle. La capacità di generare nuovi talenti manageriali consentirà alla banca di rimanere leader in una prospettiva ultradecennale». Con queste parole Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo ha comunicato di aver adottato una nuova organizzazione «con i migliori nuovi talenti manageriali e valorizzando le risorse interne, in una prospettiva di lungo termine». Elemento qualificante della nuova organizzazione è il passaggio generazionale nelle posizioni chiave del gruppo. Un avvicendamento solido, che di basa sull’esperienza dei professionisti che hanno fatto la storia della banca.

La nuova struttura organizzativa di Intesa Sanpaolo

Pensando ai risultati passati e futuri Intesa Sanpaolo intende valorizzare ulteriormente il suo capitale umano, «fattore chiave per una banca di successo, che punta a restare tale generando valore, innovando e tutelando l’occupazione». La nuova organizzazione, sarà effettiva dal prossimo 2 aprile e prevede: l’accorpamento in un presidio unitario delle attività di wealth management, ambito strategico del gruppo, con l’obiettivo di accelerarne la crescita e favorire una maggiore integrazione delle fabbriche prodotto.

La costituzione di una nuova area di governo relativa ai temi esg per guidare le strategie di sviluppo sostenibile del gruppo, con un impegno particolare verso il sociale e il contrasto alle disuguaglianze. La creazione di un’unità dedicata a delineare le trasformazioni future della banca, innovare i modelli organizzativi e operativi e rispondere alle nuove sfide dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale dando vita a nuove professionalità, per rendere la banca meglio attrezzata nel raggiungimento di nuovi obiettivi.

Vi sarà poi uno snellimento delle aree di governo direttamente in capo al consigliere delegato Carlo Messina, tramite un nuovo livello organizzativo di responsabili (denominati “chief”). Un potenziamento dell’area chief lending officer, alla quale farà capo un nuovo modello decisionale del credito, in grado di consolidare gli importanti traguardi raggiunti e garantire ulteriore sostenibilità dei risultati (Zero NPL Bank). L’età media di chi assume nuovi incarichi di responsabilità di vertice è di 49 anni (cinque tra queste figure sono quarantenni).

Intesa Sanpaolo, un presidio unitario sul wealth management

Tommaso Corcos è a capo della nuova struttura Wealth Management Divisions. Vi fanno capo le divisioni Insurance (Virginia Borla), Asset Management (Maria Luisa Gota) e Private Banking (Lino Mainolfi). Carlo Messina sarà direttamente a capo della cabina di regia “Fees & Commissions”, focalizzata sul monitoraggio, presidio e coordinamento delle strategie necessarie per aumentare i ricavi da commissioni di tutte le divisioni del gruppo. Saverio Perissinotto, diventa presidente di Eurizon Capital sgr.

Intesa Sanpaolo, le nuove aree di governo

Sul fronte esg nasce l’area di governo Chief Sustainability Officer, con compiti di indirizzo strategico sui temi della sostenibilità, di pianificazione delle attività e di monitoraggio. Confluiscono in quest’area (sotto la guida di Paola Angeletti) l’Area di Governo Chief Social Impact Officer (Paolo Bonassi, la struttura Arte, Cultura e Beni storici, l’Innovation Center e Neva sgr, con la creazione di una nuova unità organizzativa “ESG Steering” dedicata all’indirizzo strategico e al monitoraggio delle tematiche esg.

Nicola Maria Fioravanti sarà a capo dell’Area di Governo Chief Governance, Operating and Transformation Officer, in cui confluiranno le aree Chief Transformation & Organization Officer (Cristina Motta), Chief People and Culture Officer (Roberto Cascella), Chief Equity, Legal & M&A Officer (Flavio Gianetti). Paolo Maria Grandi, già Chief Governance Officer, continuerà a supportare il ceo Carlo Messina come senior advisor.

Nell’ambito di International Subsidiary Banks (Marco Elio Rottigni), Paola Papanicolaou sarà vice del responsabile di divisione con la responsabilità dell’area di coordinamento “ISBD Governance Coordination”.

Massimo Proverbio, a capo dell’Area di Governo Chief Data, A.I. and Technology Officer, avrà due vice in affiancamento, Enrico Bagnasco e Tommaso Pellizzari anche responsabili, rispettivamente, delle strutture di coordinamento “Group Technology Services” e “Isytech Evolution”.

Spazio al talento finanziario femminile

Luca Bocca diventa Chief Financial Officer. Elisabetta Stegher sarà il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili, in sostituzione di Fabrizio Dabbene. In questa Area di Governo sorge la struttura di coordinamento “Group Treasury & Capital Management”, di cui si occuperà Alessandro Lolli, vice di Stegher. Stefano Del Punta, già cfo, rimane senior advisor di Carlo Messina.

Restano confermati nelle strutture non interessate dalla nuova organizzazione. Le divisioni di business: Divisione Banca dei Territori (Stefano Barrese), Divisione IMI Corporate & Investment Banking (Mauro Micillo). E per le Aree di Governo: Davide Alfonsi (Chief Risk Officer), Piero Boccassino (Chief Compliance Officer), Alfonso Guido (Chief Cost Management Officer), Stefano Lucchini (Chief Institutional Affairs and External Communication Officer), Raffaello Ruggieri (Chief Lending Officer), Claudio Testa (Chief Audit Officer).

Le parole di Carlo Messina

In chiusura della presentazione della nuova organizzazione di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina ha affermato: «Ringrazio di cuore Fabrizio Dabbene, Stefano Del Punta, Paolo Grandi e Saverio Perissinotto. Auguro buon lavoro a chi assume nuovi incarichi e a tutte le persone di Intesa Sanpaolo: su di loro, sono certo, la banca e le comunità in cui operiamo potranno contare. Così come potranno contare sul mio impegno personale nei prossimi anni. Siamo leader in Europa per la solidità di bilancio, la redditività sostenibile, per l’unicità del modello di business, per la capacità di innovazione tecnologica e per la sensibilità ai temi esg. Oggi abbiamo fatto un ulteriore importante passo nella crescita del nostro gruppo che è punto di forza dell’economia reale e sociale del Paese. Tutto questo è possibile grazie alla qualità delle nostre persone».

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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