Loop Lab Busan: l’arte digitale fa rotta sull’Asia

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Una mostra notturna all'aperto presenta pannelli rettangolari illuminati che ospitano varie opere d'arte, tra cui dipinti, collage e arte digitale, disposti lungo un sentiero su un'area erbosa con edifici sullo sfondo.

Come una fiera catalana ha trasformato una città coreana in capitale della media art: dal 23 al 26 aprile 2025 si è tenuta la prima edizione di Loop Lab Busan, una piattaforma innovativa dedicata interamente alla media art

Indice

Busan, seconda città della Corea del Sud famosa per il dinamismo del suo porto e per il celebre festival internazionale del cinema (il più grande di tutta l’Asia) è diventata il fulcro di una nuova avventura culturale. In questa metropoli affacciata sul Mar del Giappone é stata infatti inaugurata, dal 23 al 26 aprile 2025, la prima edizione di Loop Lab Busan: una piattaforma innovativa dedicata interamente alla media art. Nata dalla collaborazione tra il prestigioso Busan Museum of Art, l’agenzia culturale coreana A-Fluxion e il noto evento spagnolo Loop Barcelona, questo progetto ha unito Europa e Asia nel segno della creatività digitale. La proposta ha combinato mostra, fiera e forum rendendo Busan una tappa imperdibile per scoprire come l’arte contemporanea dialoghi con le tecnologie più avanzate.

Busan: una città in trasformazione

Situata sulla costa sud-orientale della Corea del Sud, Busan è molto più che un polo industriale: è un vibrante centro culturale, turistico e tecnologico che negli ultimi anni ha accelerato il proprio sviluppo diventando una destinazione appetibile a livello internazionale. Prova ne é la fiera contemporanea Art Busan che ogni anno si svolge in maggio. Grazie al Loop Lab la città punta ad affermarsi definitivamente come epicentro asiatico della creatività digitale, sfruttando al massimo la propria vocazione innovativa e l’esperienza accumulata in campo cinematografico e artistico visti i numerosi musei e spazi culturali già attivi sul territorio.

Loop: il format che ha rivoluzionato la media art

Loop nasce nel 2003 a Barcellona da un’idea rivoluzionaria: portare la videoarte in spazi non convenzionali trasformandoli in luoghi espositivi ideali per favorire scambi autentici tra artisti, collezionisti e pubblico. Il format spagnolo, grazie al suo approccio originale e dinamico, ha rapidamente conquistato un ruolo chiave nel panorama contemporaneo internazionale combinando esposizioni, incontri e riflessioni sul futuro della media art. Con la prima edizione di Loop Lab Busan questo modello si è espanso in Asia creando un ponte culturale e creativo senza precedenti tra Europa e Corea del Sud.


Manifesto astratto per Loop Lab Busan 2025, caratterizzato da audaci forme geometriche in nero, rosso e blu su uno sfondo vivace. Il titolo e l'anno dell'evento sono ben visibili in basso, a caratteri grandi.
Il manifesto di Loop Lab Busan 2025

Mostre diffuse: un viaggio nell’arte digitale

La sezione espositiva di Loop Lab Busan ha coinvolto l’intera città con un ricco programma distribuito in oltre venti sedi: dal prestigioso Busan Museum of Art al Cinema Center fino al Goeun Museum of Photography e a numerosi spazi indipendenti. Tra le mostre principali le più interessanti sono state “Digital Subculture: Everybody can be a Creator”, che ha approfondito il ruolo della tecnologia nella creatività contemporanea, e “Asian Moving Image” che ha affrontato il tema delle identità culturali attraverso l’immagine in movimento con artisti di calibro internazionale come Apichatpong Weerasethakul e Tony Oursler. Una rete che ha unito musei e gallerie creando un percorso urbano stimolante.

Loop Lab Busan, una fiera fuori dagli schemi

Loop Lab Busan Fair ha invece trasformato il Grand Josun Busan Hotel in una galleria d’arte insolita e affascinante. Le camere dell’hotel sono diventate ambienti intimi e informali in cui oltre venticinque gallerie nazionali e internazionali, tra cui la berlinese Esther Schipper e la francese Perrotin, hanno esposto lavori in realtà aumentata, installazioni interattive e video realizzati con l’intelligenza artificiale. L’esperienza unica offerta dalla fiera ha permesso agli spettatori di avvicinarsi alle opere e ai creativi abbattendo le distanze e incentivando un nuovo tipo di collezionismo più diretto e coinvolgente.


Una stanza d'albergo scarsamente illuminata con due letti, che mostra una grande proiezione del volto di una donna sul muro. Una scritta rossa sul volto recita: "E CHI SCOMPARGE". La stanza sembra vuota.
Un’opera di Cemile Sahin, courtesy Esther Schipper Gallery

Forum: immaginare l’arte del futuro

Parallelamente agli eventi espositivi, sempre dal 23 al 26 aprile 2025, il Loop Lab Busan Forum ha creato uno spazio di confronto tra artisti, curatori, esperti di economia e tecnologia che hanno discusso tematiche inerenti le nuove frontiere del contemporaneo. Ad esempio la tavola rotonda “Future Museum Forum” li ha visti confrontarsi sul rinnovamento dei musei nell’era digitale, mentre “Art & Capital” ha affrontato le dinamiche economiche legate al collezionismo. Infine l’incontro “Media Art Collecting” ha indagato le forme di proprietà e conservazione delle opere digitali aprendo interrogativi su come cambierà il ruolo dell’arte nei prossimi decenni.

Loop Lab Busan, dunque, non è stata semplicemente una fiera, ma un vero e proprio laboratorio in cui sperimentare e riflettere sulle nuove possibilità offerte dalla tecnologia ridefinendo le modalità con cui oggi viviamo e fruiamo la creatività. La città di Busan è diventata un luogo dove cultura e innovazione hanno dialogato, superando le barriere geografiche e segnando una nuova fondamentale tappa per la media art nel panorama internazionale.

di Elisabetta Roncati

Digital content creator, consulente artistica, scrittrice per diverse testate e autrice per Rizzoli illustrati, Elisabetta Roncati ha deciso di unire formazione universitaria economica/manageriale e passione per la cultura con un unico obiettivo: avvicinare le persone all’arte in maniera chiara, facilmente comprensibile e professionale. Interessata a ogni forma di espressione artistica e culturale, contemporanea e non, ha due grandi passioni: l’arte extraeuropea ed i diritti civili. Nel 2018 ha fondato il marchio registrato Art Nomade Milan, con cui si occupa di divulgazione digitale sui principali social media (Instagram e Tik Tok @artnomademilan)

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