Nel 2025 sono aumentate del 53,9% le vendite delle opere d’arte italiana. È la migliore performance dal 2019 – come si legge nel rapporto Italian Artists Auction Market 2015-2025 – anche considerando che lo slancio si verifica non solo nella fascia alta del mercato, ma pure in quella media, in genere sofferente. A ben vedere però, sono solo gli artisti moderni e del dopoguerra a trainare la crescita del settore: l’arte contemporanea ha infatti registrato nel 2025 una sensibile contrazione, come si vedrà. Per questo motivo, la società di analisi di dati del mercato dell’arte ha deciso di osservare cinque artisti appartenenti a generazioni diverse (Fontana, Modigliani, Cattelan, Boetti, Stingel) in modo da consentire di cogliere le divergenze sottostanti al mercato italiano moderno, postbellico e contemporaneo, e di capire meglio la ripresa in atto.
I nomi chiave nell’attuale mercato dell’arte italiana
Lucio Fontana (1899-1968)
Quello di Fontana è un esempio emblematico di artista le cui opere sostengono la solidità del mercato italiano. Nel 2025 l’artista ha venduto ben 53 lotti, in aumento del 10,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta del numero più alto tra gli artisti italiani moderni e, tra queste opere, nove figurano nella top 25 per prezzo. Nonostante una lieve flessione del valore complessivo, Fontana mantiene il primato per valore totale delle opere vendute rispetto ai suoi pari, con vendite che eguagliano i 49,7 milioni di dollari nel 2025. Il volume complessivo e la profondità del mercato dimostrano la resilienza del segmento legato a Fontana. Le sue opere registrano inoltre un tasso del venduto in asta del 98%, a conferma che il suo mercato è estremamente liquido.
Amedeo Modigliani (1884-1920)
Il livornese si è classificato al secondo posto tra gli artisti italiani moderni per vendite complessive, seguendo da vicino Fontana con 49,4 milioni di dollari. Il dato rappresenta un incremento enorme del valore totale per l’artista, con vendite in crescita del 4.079,1% anno su anno. Pur non avendo un mercato profondo quanto quello di Fontana, Modigliani ha comunque registrato 14 lotti venduti nel 2025.
Di questi, quattro figurano nella top 25 per prezzo, rendendo Modigliani secondo solo a Fontana per numero di opere presenti tra i primi 25 lotti nei settori moderno, postbellico e contemporaneo. Inoltre, la vendita record di Elvire en Buste per 26,7 milioni di dollari, pari a 3,54 volte la stima media pre-vendita, evidenzia la persistente domanda internazionale per l’arte moderna italiana.
Mercato dell’arte italiana, soffre il contemporaneo (nonostante l’America)
A dispetto della traiettoria positiva degli artisti moderni italiani, il segmento contemporaneo del mercato è invece sceso del 13,2% nel 2025, sottolineando un quadro più sfumato del mercato italiano nel suo complesso.
Maurizio Cattelan (1960)
L’enfant terrible padovano ha guidato la classifica degli artisti contemporanei per valore totale delle vendite, con 12,5 milioni di dollari di vendite (+136% anno su anno) distribuite su 11 opere complessive (+175% anno su anno). Tuttavia, questo risultato è in larga parte determinato dalla vendita di America per 10 milioni di dollari. Il conto è facile: escludendo questa vendita eccezionale, il prezzo medio di aggiudicazione di Cattelan si avvicina ai 250.000 dollari. Un numero maggiore di lotti a un prezzo medio più basso suggerisce un allargamento del mercato, non la sua concentrazione nella fascia alta, come potrebbe sembrare guardando alla sola vendita di America.
Alighiero Boetti (1940-1994)
L’artista torinese si è classificato al secondo posto tra gli artisti contemporanei italiani, con 7 milioni di dollari di vendite. Nonostante l’ammontare, il suo mercato ha registrato un calo del 66,6% in termini di valore delle vendite. Anche il prezzo medio di aggiudicazione e il numero di lotti venduti di Boetti sono diminuiti sensibilmente anno su anno. Pur godendo di una solida reputazione critica, i movimenti bruschi nel suo mercato rivelano ancora una certa distanza tra riconoscimento critico e stabilità commerciale.
Rudolf Stingel (1956)
Terzo tra gli artisti contemporanei, Stingel ha registrato risultati altrettanto contrastanti. Sebbene il numero di lotti venduti sia aumentato del 34,1%, il prezzo medio delle sue opere è sceso del 44%. Come nel caso di Cattelan, il mercato dell’artista di Merano mostra una crescita dei volumi senza un corrispondente sostegno generalizzato dei prezzi.
Un paradosso fra riconoscimento professionale e visibilità commerciale anche nel mercato dell’arte italiana
L’assenza di Marisa Merz dal mercato delle aste negli ultimi due anni rafforza l’idea che riconoscimento professionale e visibilità commerciale non procedano sempre di pari passo. Figura femminile centrale nell’Arte Povera, il suo mercato ha raggiunto il picco nel 2017 con un valore totale di aggiudicazione vicino ai 300.000 dollari, per poi scendere del 63% l’anno successivo. Nel complesso, le donne sono quasi del tutto assenti dal mercato italiano (una sola l’artista donna tra i primi 50 artisti per valore delle vendite).
Emergono segnali contrastanti: se il mercato dell’arte moderna si definisce per profondità, continuità e leadership di prezzo, il segmento contemporaneo sta ancora cercando un proprio equilibrio all’interno di una ripresa più ampia che, almeno per ora, è una generazione più anziana a guidare.

