Italia: un paradiso fiscale per chi eredita un’impresa? Tutte le novità

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Una persona usa una calcolatrice su una scrivania. Nelle vicinanze ci sono ricevute di bollette, un rotolo di banconote da un dollaro Usa, lettere maiuscole in legno che compongono la parola "Tax", una piccola casa in legno e un mazzo di chiavi. Il riferimento va ai calcoli per la trasformazione da holding immobiliari a società semplice con imposta 8% nel 2026.

Il Decreto Legislativo 139/2024 chiarisce il perimetro delle esenzioni nelle successioni di impresa e potrebbe rendere ancora più vantaggiosa la trasmissione patrimoniale. Ecco perché secondo Matteo Tambalo, commercialista e revisore legale dello studio fiscale e legale Righini e associati

Indice

Il Decreto Legislativo 139/2024 ha introdotto significative modifiche in materia di esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per il trasferimento di aziende e partecipazioni societarie. Novità che mirano a facilitare il passaggio generazionale nelle imprese, offrendo maggiore chiarezza e ampliando le agevolazioni fiscali. La normativa precedente già prevedeva un’esenzione totale dall’imposta sulle successioni e donazioni per l’erede che avesse mantenuto il controllo o l’attività per almeno cinque anni. Con il D.Lgs. 139/2024, questo regime diventa ancora più chiaro e inclusivo, estendendosi a casi prima esclusi (come l’integrazione di un controllo già esistente) e anche alle partecipazioni in società estere.

Italia, il paradiso fiscale di chi eredita imprese

In sintesi, chi eredita un’impresa in Italia spesso non paga alcuna tassa di successione, a patto di rispettare alcune condizioni. Questo, confrontato con i regimi fiscali di altri Paesi, rende l’Italia un “paradiso fiscale” per le successioni d’impresa. Ma quali sono le novità più rilevanti introdotte dal decreto legislativo? “La prima è l’integrazione del controllo esistente – risponde Matteo Tambalo, dottore commercialista dello studio Righini e Associati, che ci guida nell’analisi della nuova norma – L’esenzione dall’imposta è ora estesa anche ai trasferimenti che comportano un rafforzamento del controllo già esistente sulla società. In precedenza, l’agevolazione si applicava solo ai trasferimenti che determinavano l’acquisizione ex novo del controllo”. La seconda grande novità è una definizione più precisa delle condizioni per l’applicazione dell’esenzione, con una distinzione tra diverse tipologie di partecipazioni. “Nel caso di trasferimento di aziende o rami d’azienda, l’esenzione si applica a condizione che il beneficiario prosegua l’attività d’impresa per almeno cinque anni dal trasferimento – spiega Tambalo – se il trasferimento riguarda quote o azioni di società di capitali, è necessario che il beneficiario acquisisca o integri il controllo della società e mantenga tale controllo per un periodo minimo di cinque anni. Per le partecipazioni in società di persone, infine, l’esenzione è valida purché il beneficiario detenga la titolarità della quota per almeno cinque anni”.

La nuova norma estende l’esenzione anche ai trasferimenti di partecipazioni in società estere

Una delle novità più rilevanti è l’applicazione dell’esenzione anche ai trasferimenti di partecipazioni in società estere, a condizione che siano rispettate le medesime condizioni previste per le società italiane. “Queste modifiche – commenta l’esperto – offrono una maggiore chiarezza normativa, delineando con precisione le condizioni e l’ambito di applicazione delle esenzioni fiscali. Per gli imprenditori, ciò significa poter pianificare con più certezza il passaggio generazionale, assicurandosi che le agevolazioni fiscali siano mantenute”.

La norma porta peraltro a riflettere relativamente alle conseguenze che possono avere le operazioni societarie straordinarie, come fusioni, scissioni o aumenti di capitale, che non determinano automaticamente la perdita dell’agevolazione fiscale. “Tuttavia, è essenziale che, a seguito di tali operazioni, il beneficiario mantenga il controllo della società. Ogni operazione deve essere valutata attentamente per assicurarsi che le condizioni per l’esenzione continuino a sussistere”, continua Tambalo.

Le zone d’ombra che restano, il caso delle partecipazioni in holding pure

Nonostante le modifiche introdotte, permangono alcune incertezze riguardo al trasferimento di partecipazioni in società holding, specialmente quelle “pure” che non esercitano direttamente un’attività d’impresa. “Il nuovo testo normativo – relativamente al trasferimento di partecipazioni in società, di capitali o di persone – non specifica se sia necessaria la prosecuzione di un’attività di impresa per mantenere l’esenzione – precisa Tambalo – Alcuni commentatori interpretano l’assenza espressa di questo riferimento come un’indicazione che non siano richieste ulteriori condizioni implicite, mentre altri suggeriscono prudenza, ritenendo che le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate e della Cassazione, che richiedevano direttamente o indirettamente l’esercizio di un’attività di impresa da parte delle società le cui partecipazioni erano oggetto di trasferimento esente, potrebbero ancora influenzare l’applicazione dell’agevolazione”.

Insomma, il D.Lgs. 139/2024 rappresenta un passo significativo verso la semplificazione e l’ampliamento delle esenzioni fiscali nel contesto delle successioni e donazioni di imprese. Tuttavia, è fondamentale che gli imprenditori e i beneficiari prestino attenzione alle condizioni previste per mantenere le agevolazioni e considerino con cura le implicazioni di eventuali operazioni straordinarie o specificità legate a strutture societarie particolari, come le holding, affidandosi sempre a consulenti esperti della tematica per pianificare in modo preciso e “su misura” le operazioni riorganizzative e finalizzate al passaggio generazionale.

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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