Intesa-Ubi, l’Antitrust domanda più cessioni a Bper

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L’ops Intesa-Ubi è arrivata al punto cruciale dell’approvazione Antitrust. Affinché l’operazione possa proseguire è necessario che Ca’ de Sass ceda un numero di sportelli a Bper superiore ai “4-500” preventivati

Intesa Sanpaolo aveva già previsto di cedere a Bper Banca 4-500 filiali per non incorrere nei divieti dell’Antitrust all’offerta pubblica di scambio (ops) su Ubi. Ma l’Autorità garante della concorrenza e del mercato non ha ritenuto sufficiente la proposta. E riscontra tre ostacoli. In primo luogo, l’Antitrust rileva una “sostanziale indeterminatezza” del ramo d’azienda oggetto di cessione.
Poi, delle “incertezze” sull’esecuzione, nel caso in cui Intesa non riesca ad avere il controllo dell’assemblea straordinaria di Ubi. Infine, una “sostanziale inefficacia” dell’accordo rispetto alle criticità concorrenziali in Calabria, Marche e Abruzzo. In queste tre regioni infatti la concentrazione resterebbe comunque troppo elevata.

La banca di Carlo Messina è dunque al lavoro per superare questi inghippi, assistita come sempre dall’inizio dell’ops da Mediobanca e dallo studio Pedersoli. Le indiscrezioni vogliono che Ca’ de Sass possa aumentare del 15% gli asset da cedere all’istituto bolognese. Inoltre, nel caso in cui l’ops termini tra il 50 e il 66,7%, Intesa e Bper ritengono che non sussistano rischi in quanto la prima disporrà comunque del controllo del cda.

Il mercato resta convinto del successo dell’operazione. Gli analisti reputano che le vicende in corso possano al limite ritardare la conclusione dell’operazione. Equita dal canto suo rileva che l’ipotesi di cedere più sportelli a Bper è “sensata” e adeguata. Permetterebbe infatti di scendere sotto il 30% della quota di mercato anche nelle Marche e in Abruzzo. Le parti hanno tempo fino a lunedì 15 giugno per depositare memorie e documenti all’Antitrust in vista dell’audizione finale, fissata il 18 giugno. Poi, toccherà all’Ivass dare il suo parere, e finalmente si entrerà nella fase conclusiva. Il passaggio finale si attende nella seconda metà di luglio.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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