Imprese e informazioni non finanziarie: i possibili sviluppi

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C’è una crescente esigenza da parte degli stakeholder di avere informazioni quantitativamente e qualitativamente maggiori su risultati e impatti in ambito sociale e ambientale delle attività delle imprese

Lo scorso 14 maggio si è conclusa la consultazione promossa dalla Commissione europea per la possibile revisione della direttiva 2014/95/Ue sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità delle imprese (Non-financial reporting directive, Nfrd”). Tale consultazione è scaturita dalla volontà della Commissione, espressa lo scorso dicembre, durante la presentazione del green deal europeo di rivedere la relativa direttiva così da riscontrare la crescente esigenza degli stakeholder di avere informazioni quantitativamente e qualitativamente maggiori su risultati e impatti in ambito sociale e ambientale delle attività delle imprese.
Già nel 2018 il parlamento europeo, nella risoluzione sulla finanza sostenibile, aveva chiesto l’ulteriore sviluppo degli obblighi di segnalazione nel quadro della Non-financial reporting directive. Nel dicembre 2019, nelle conclusioni sull’Unione dei mercati dei capitali, il Consiglio europeo, invece, aveva sottolineato l’importanza di avere informazioni affidabili, comparabili e pertinenti su rischi, opportunità e impatti sulla sostenibilità e aveva invitato la Commissione europea a prendere in considerazione lo sviluppo di uno standard europeo di rendicontazione non finanziaria.
Così, a febbraio, la Commissione ha messo in pubblica consultazione un documento sulla revisione della Nfrd per raccogliere osservazioni dagli stakeholder sulle seguenti otto questioni:
a) qualità e ambito di applicazione delle dichiarazioni non finanziarie (“Dnf”);
b) standardizzazione delle informazioni non finanziarie;
c) applicazione del principio della doppia materialità;
d) verifica delle informazioni non finanziarie;
e) digitalizzazione;
f) struttura e documento in cui inserire le informazioni non finanziarie;
g) estensione del campo di applicazione della direttiva;
h) semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi per le società.

La consultazione promossa dalla Commissione sulla direttiva sulla rendicontazione non finanziaria è scaturita da alcune valutazioni e indagini svolte in questi primi anni di applicazione pratica della normativa sulla comunicazione di informazioni non finanziarie da cui è emerso come i dati diffusi dalle società ai sensi delle disposizioni vigenti non rispondano in maniera adeguata alle esigenze dei relativi fruitori. La consultazione si prefigge l’obiettivo, attraverso le opinioni e le proposte formulate dagli stakeholder, di rendere più efficace la rendicontazione di tali informazioni e, quindi, di favorire lo sviluppo di un sistema finanziario sostenibile basato su di uno sviluppo a medio-lungo termine attento alla sostenibilità piuttosto che su di uno sviluppo incentrato solo o principalmente sui risultati finanziari a breve termine.

Secondo me, sarà possibile promuovere un percorso di crescita dove le imprese operino in maniera sempre più responsabile e integrata con il contesto sociale e ambientale in cui si trovano a svolgere le proprie attività, secondo un principio di crescita sostenibile e inclusiva, solo attraverso la generale implementazione degli obblighi di rendicontazione delle informazioni di carattere non finanziario e, in particolare, attraverso (tra le altre misure):
(i) la compressione dell’attuale deficit di comparabilità attraverso l’introduzione di un modello unitario di “dichiarazione di carattere non finanziario”,
(ii) l’innalzamento degli obiettivi di sostenibilità perseguiti tramite l’integrazione obbligatoria dei “fattori Esg” (environmental, social e governance – fattori ambientali, sociali e di governance) nelle dichiarazioni non finanziarie,
(iii) la standardizzazione delle dichiarazioni non finanziarie quale condizione per una maggiore fruibilità delle dichiarazioni non finanziarie stesse.

La revisione della Nfrd fa parte della strategia per la finanza sostenibile che l’esecutivo comunitario, con l’obiettivo di stimolare gli investimenti green, sta portando avanti su più fronti. In questo momento, tra le altre, è in corso la pubblica consultazione promossa dalle tre autorità europee di vigilanza (Eba, Eiopa e Esma – Esas) per ottenere commenti sulle proposte di norme tecniche regolamentari sviluppate ai sensi del Regolamento 2019/2088/Ue sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (Sustainable finance disclosure regulation, Sfdr) con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli investitori finali; migliorare le informazioni fornite agli investitori dai partecipanti ai mercati finanziari e dai consulenti finanziari e migliorare l’informativa agli investitori in merito ai prodotti finanziari.

di Antonio Campagnoli

Socio fondatore de Il Punto/Corfac International e dello studio legale Lexcc e di HDLegal società tra avvocati. Ha esperienza nella consulenza immobiliare e nella due diligence immobiliare, strutturazione dell’acquisizione, studi di fattibilità, transactional liability insurance for real estate e diritto finanziario immobiliare incluso equity crowdfunding.

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