Comprare casa nel 2025? Il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase di lenta ripresa, dopo il rallentamento registrato nel 2023. La conferma del trend positivo arriva proprio dal 2° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2025 di Nomisma, che è stato presentato a Milano il 10 luglio presso Assolombarda.
Le compravendite immobiliari tornano a crescere a due cifre
Nel 1° trimestre 2025 le compravendite residenziali sono cresciute dell’11,5% su base annua, spinte soprattutto dagli acquisti con mutuo, che segnano un incremento del 32,7%. Un effetto diretto della progressiva riduzione dei tassi di interesse, che ha riacceso l’interesse delle famiglie per il canale creditizio e ha portato più famiglie a comprare casa.
“I fondamentali economici che hanno sostenuto questa performance sono riconducibili sostanzialmente a una riduzione dei tassi di interesse che ha riacceso la domanda di mutuo da parte delle famiglie”, ha spiegato Elena Molignoni, responsabile dell’Osservatorio di Nomisma, che ha parlato però di una crescita parziale, con “le banche che continuano a mantenere un atteggiamento prudente”.
Nonostante il miglioramento dell’accesso al credito, le preoccupazioni legate al contesto internazionale pesano. “L’instabilità geopolitica e il rallentamento dell’economia globale frenano le decisioni di investimento e creano un clima di incertezza – ha osservato Andrea Bontempi, direttore generale di Nomisma – Ma alcuni rischi, come quello fiscale e normativo, sono interni e possono essere gestiti meglio da parte del sistema Paese”.
Prezzi stabili, domanda in cerca di flessibilità
Dal lato dei prezzi, si conferma una crescita contenuta. Le variazioni semestrali si attestano tra +0,8% e +1,3%, mentre su base annua si registra un lieve rallentamento: si passa dal +2% del 2023 al +1,4% nel 2025 per le abitazioni in buono stato. Ancora più moderato l’aumento per quelle in ottimo stato, che passa dal +2,7% del 2022 al +1,1% del 2025.
La domanda abitativa appare oggi divisa quasi equamente tra acquisto e affitto, con una lieve prevalenza per l’acquisto (53%). Milano e Roma confermano un ritorno alla proprietà, anche per finalità d’investimento. Cresce però l’interesse per la locazione flessibile, spinta soprattutto da single, giovani coppie e famiglie.
A livello territoriale, la domanda si sposta verso periferie e aree suburbane, dove il rapporto qualità/prezzo risulta più accessibile.
Affitti: canoni ancora in crescita
Il mercato degli affitti residenziali è in fase espansiva per il terzo anno consecutivo. Dopo il picco del 2024 (+4,6%), nel 2025 i canoni medi continuano a salire, anche se a ritmi più moderati (+3,6%). La crescita è spinta dalla forte domanda e dalla scarsità dell’offerta stabile, condizionata anche dall’espansione degli affitti brevi.
Un altro dato interessante riguarda l’aumento dei contratti transitori e per studenti, segnale di una maggiore mobilità e della richiesta di formule abitative più flessibili.
“I tempi di locazione si sono stabilizzati intorno ai due mesi, ma la qualità dell’offerta resta un tema cruciale, soprattutto in relazione ai prezzi richiesti”, ha sottolineato Molignoni.
Mutui: forte ripresa, ma attenzione al contesto
Le erogazioni di mutui fanno segnare una crescita a doppia cifra nel 2025, sostenute dalle politiche espansive della Bce.
“La vivacità del canale creditizio contribuirà alla ripresa delle compravendite residenziali nel corso del 2025, anche in questo caso più intensa nei primi sei mesi dell’anno e tendente alla stabilizzazione nella seconda metà”, ha commentato Enrico Bronchi, head of finance market & real estate business development di Nomisma. Che poi ha parlato anche di un ritorno dei giovani: “Aumenta il peso degli under 36 che accedono al fondo di garanzia prima casa, segmento cruciale per il futuro del mercato”.
Investimenti corporate e trasformazioni urbane
Il mercato degli investimenti corporate mostra segnali di risveglio, con 2,7 miliardi di euro nel primo trimestre 2025. Cresce l’interesse per asset alternativi (hotel e residenziale) e per immobili direzionali di qualità.
“Milano da sola ha attratto circa il 37% degli investimenti immobiliari istituzionali nazionali nel 2024”, ha precisato Alessandro Scarabelli, direttore generale di Assolombarda. “È un indicatore importante della vitalità economica del territorio, ma la competizione è europea: Londra, Parigi, Berlino, ci obbligano a fare di più”.
Nel contesto milanese, la rigenerazione urbana e la transizione digitale rappresentano due leve cruciali. “Progetti come i nuovi data center possono spingere Milano e le province limitrofe nella top 6 europea per potenza installata”, ha poi ricordato Scarabelli.
Conclusione
Il mercato immobiliare italiano si muove tra segnali di fiducia e fattori di incertezza. Da un lato la ripresa delle compravendite e la solidità della domanda abitativa, dall’altro le incognite geopolitiche, il quadro normativo in evoluzione e i timori legati alla fiscalità immobiliare.
Serve un equilibrio tra crescita e sostenibilità. Come ha concluso Bontempi: “L’affitto è una leva cruciale anche per la coesione sociale, ma va regolato con intelligenza. E l’innovazione può fare la differenza: domotica, intelligenza artificiale e digitalizzazione sono le prossime sfide per rivalutare e modernizzare il patrimonio immobiliare”.

