Crisi casa, affitti alle stelle: boom dell’affordable housing

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Una mano tiene una lente d'ingrandimento su una casetta di legno posta su blocchi di legno con la scritta "RENT" su uno sfondo scuro. Il riferimento va al tema degli affitti e alla stretta sugli inquilini morosi, per arrivare a degli sfratti più veloci.

Affitti alle stelle e giovani esclusi: perché l’affordable housing sta diventando l’investimento più interessante nel real estate italiano

Indice

Crisi abitativa in Italia: numeri, affitti e disagio crescente

Il 2025 si è chiuso con investimenti immobiliari a 12,6 miliardi di euro — il risultato migliore dal post-Covid — eppure il Paese che attira capitali dall’Europa intera non riesce a offrire un tetto ai propri giovani.

Secondo l’Ocse, il 79% degli italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori, quarta percentuale più alta nell’Unione Europea. Nomisma stima che il 15,5% delle famiglie si trovi in condizione di disagio abitativo, con 1,5 milioni di nuclei in situazione acuta. Nel frattempo, i canoni di locazione sono attesi in crescita tra il 6% e il 9% nel corso del 2026, con punte a doppia cifra nelle principali città universitarie.

Non si tratta di un fallimento del mercato in senso classico, ma di una biforcazione strutturale sempre più marcata: da un lato, un sistema che premia chi dispone già di un patrimonio consolidato; dall’altro, un muro invalicabile per chi tenta di costruirlo. Ed è precisamente in questo divario — tra una domanda abitativa compressa ma reale e un’offerta cronicamente insufficiente — che si apre, per l’investitore sofisticato, l’opportunità dell’affordable housing per l’investitore sofisticato.

Affordable housing: chi sono gli inquilini della “fascia grigia”

Il target dell’housing accessibile moderno non coincide con il beneficiario dell’edilizia popolare tradizionale. È piuttosto la cosiddetta “fascia grigia“: giovani laureati con contratti precari, lavoratori trasferiti nelle grandi città, genitori separati, anziani autosufficienti. Soggetti che percepiscono redditi sufficienti a sostenere canoni calmierati, ma inadeguati a fronteggiare i prezzi del mercato libero o a qualificarsi per un mutuo.

Dal punto di vista dell’investitore, si tratta del profilo di conduttore più solido immaginabile: solvente, fortemente motivato a consolidare il contratto, con un tasso di morosità effettiva che i dati più aggiornati collocano al 3%. Una domanda strutturale e anelastica — non ciclica — che regge anche nelle fasi di maggiore contrazione economica, quando il mercato libero arretra e quello accessibile accelera.

Investire nell’affordable housing: modelli di business e rendimenti

L’affordable housing non è una categoria monolitica, ma un insieme articolato di sotto-segmenti, ciascuno con un proprio profilo di rischio-rendimento. Comprenderli è il primo passo per costruire un’esposizione efficace.
Il build-to-rent residenziale a canone calmierato propone affitti mediamente inferiori del 20-30% rispetto al mercato libero. Il minor introito è in buona parte compensato da un regime fiscale favorevole: cedolare secca ridotta al 10%, riduzione Imu fino al 25% e condizioni di accesso al credito agevolate. Il rendimento lordo si attesta tra il 3,5% e il 5% nelle grandi città, con tassi di occupazione elevati e una volatilità significativamente contenuta rispetto al residenziale ordinario.

Lo student housing istituzionale (Pbsa) è il segmento a più alta trazione: nel 2025 ha attratto investimenti record per 450 milioni di euro, con un incremento del 40% sull’anno precedente e proiezioni che puntano a 1,25 miliardi per il 2026. I rendimenti superano stabilmente l’8% nelle principali piazze universitarie. Il dato strutturale è però ancora più eloquente: secondo Savills, i posti letto disponibili in strutture dedicate coprono meno del 4% della domanda effettiva — 96.000 posti a fronte di 2,1 milioni di studenti. Un divario che nessuno strumento pubblico ha oggi la scala sufficiente per colmare nel medio periodo.
I fondi immobiliari a impatto sociale — come quelli promossi da Investire Sgr, Prelios e DeA Capital, spesso in co-investimento con Cassa Depositi e Prestiti — garantiscono un accesso diversificato al segmento con soglie di ingresso a partire da 500.000 euro per investitori qualificati. Il profilo Esg di questi veicoli li rende inoltre progressivamente più attrattivi per i mandati previdenziali e assicurativi, che cercano rendimenti stabili con un esplicito mandato di impatto sociale.

Piano Casa Italia: incentivi, fondi e ruolo del capitale privato

Di fronte a una crisi di tale portata, il governo ha elaborato il Piano Casa Italia. Il programma punta a rendere disponibili 100.000 nuove abitazioni a prezzi calmierati nell’arco di 10 anni, affiancando la ristrutturazione di 600.000 alloggi Erp oggi inutilizzabili. Le risorse pubbliche complessivamente mobilitate superano gli 8 miliardi di euro tra fondi nazionali e coesione europea — una dote considerevole, ma dichiaratamente insufficiente a coprire l’intero fabbisogno senza il concorso del capitale privato.

L’elemento di maggiore interesse per il capitale privato risiede nel meccanismo di leva finanziaria previsto dal Piano: fondi partecipati da Cassa Depositi e Prestiti e da investitori istituzionali internazionali — tra cui il fondo sovrano emiratino Mubadala — potenzialmente in grado di attivare fino a 20 miliardi di euro.

La logica è quella del partenariato strutturale: i privati apportano capitali ed efficienza operativa, mentre lo Stato mette a disposizione garanzie, incentivi fiscali e certezza del quadro normativo. Un modello collaudato in diversi Paesi europei, ma ancora in fase di costruzione in Italia — il che significa che chi si posiziona oggi beneficia di rendimenti che la maturità del mercato tenderà inevitabilmente a comprimere.

Come investire oggi: fondi, club deal e crowdfunding immobiliare

Per un family office o un investitore privato qualificato, le modalità di accesso al segmento sono oggi più articolate di quanto si percepisca comunemente.
I fondi immobiliari chiusi riservati rappresentano il canale più strutturato e regolamentato.
I club deal consentono invece un co-investimento diretto in operazioni di value-add — acquisizione di patrimonio degradato, riqualificazione, riconversione a uso abitativo — con una governance più vicina alle scelte strategiche e un potenziale di extra-rendimento significativo.

Su portafogli privati già esistenti, il canone concordato resta uno strumento troppo spesso trascurato: i benefici fiscali cumulati possono compensare ampiamente il differenziale rispetto al mercato libero.

Infine, le piattaforme di crowdfunding immobiliare specializzate nel social housing abbassano la soglia di ingresso, con rendimenti attesi compresi tra il 6% e il 9% lordo.

Perché investire ora nell’housing accessibile in Italia

C’è una traiettoria che molti investitori istituzionali conoscono bene: è quella che ha caratterizzato la logistica all’inizio del decennio scorso, prima che il mercato ne scoprisse appieno il potenziale e comprimesse i rendimenti verso la media.

L’affordable housing italiano si trova oggi in una fase analoga: fondamentali strutturalmente solidi, presenza ancora limitata nei portafogli istituzionali, contesto normativo che si orienta con crescente chiarezza verso il coinvolgimento del capitale privato. Chi sceglie di posizionarsi ora lo fa prima che la diffusione dell’asset class ne livelli i rendimenti verso il basso.

La crisi abitativa italiana, maturata nel corso di decenni di sotto-investimento pubblico e privato, configura oggi uno dei punti di ingresso più solidi nell’intero panorama del real estate per chi cerca rendimenti stabili, domanda strutturale e un profilo Esg genuino. Non si tratta di un argomento ideologico: è una questione di fondamentali. Per una convergenza rara di pressioni demografiche, incentivi normativi e carenze di offerta difficilmente reversibili nel breve periodo, investire bene e investire in modo socialmente utile indicano, questa volta, la stessa direzione.

Domande frequenti su Crisi casa, affitti alle stelle: boom dell’affordable housing

Qual è stato il volume degli investimenti immobiliari in Italia nel 2025 e come si confronta con il periodo post-Covid?

Nel 2025, gli investimenti immobiliari in Italia hanno raggiunto i 12,6 miliardi di euro, segnando il miglior risultato registrato dal periodo post-Covid. Questo dato indica una ripresa significativa del settore degli investimenti.

Qual è la situazione dei giovani italiani riguardo all'indipendenza abitativa, secondo i dati citati?

Secondo l'Ocse, il 79% degli italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori, posizionando l'Italia al quarto posto nell'Unione Europea per questa percentuale. Questo evidenzia una difficoltà nell'accesso all'abitazione autonoma per i giovani.

Quali sono le principali categorie di inquilini interessati dall'affordable housing?

L'articolo menziona la 'fascia grigia' come una delle categorie di inquilini interessati dall'affordable housing. Questo suggerisce che il mercato si rivolge a segmenti specifici della popolazione con esigenze abitative particolari.

Quali sono i modelli di business e i rendimenti associati agli investimenti nell'affordable housing?

L'articolo fa riferimento a modelli di business e rendimenti legati all'investimento nell'affordable housing. Sebbene i dettagli non siano specificati, si intende che esistono strategie di investimento con potenziali ritorni economici in questo settore.

Quali strumenti sono suggeriti per investire nell'housing accessibile in Italia oggi?

Per investire nell'housing accessibile in Italia oggi, l'articolo suggerisce l'utilizzo di fondi, club deal e crowdfunding immobiliare. Questi strumenti offrono diverse modalità di partecipazione all'investimento nel settore.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Maurizio Fraschini

Avvocato del Foro di Milano e Parigi, è partner dello studio BIP Law & Tax. Si occupa di M&A, real estate e private equity. Ha una consolidata esperienza nella strutturazione e realizzazione di operazioni societarie straordinarie e, in particolare, nella gestione dei differenti aspetti degli investimenti e della contrattualistica nel settore real estate.

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