- Takaichi ha vinto le elezioni interne con cui i liberal-democratici hanno scelto il successore di Ishiba, dimessosi a inizio settembre da presidente del partito e da premier
- Zorico (Frame am): “In prospettiva futura saranno le politiche fiscali favorevoli al settore privato che potrebbero dare ulteriore linfa ai mercati azionari”
Sanae Takaichi potrebbe diventare la prima premier donna della storia del Giappone, un Paese in cui la rappresentanza femminile in Parlamento sfiora il 15%. Per averne la conferma, occorrerà attendere un paio di settimane, quando i deputati saranno chiamati a scegliere chi guiderà il governo. Per ora, la 64enne conservatrice ha prevalso al ballottaggio per 185 voti a 156 sul 44enne Shinjiro Koizumi, assumendo la leadership del Liberal democratic party, che domina quasi ininterrottamente da 70 anni la vita politica del Giappone. I mercati “brindano” intanto alla vittoria di Takaichi, almeno quelli azionari: lunedì l’indice Nikkei si è apprezzato del 4,75%, aggiornando i suoi massimi storici.
Il confronto con Shinzo Abe
“La sua sorprendente vittoria su un rivale più moderato e favorevole alla stretta monetaria ha innescato un rialzo di sollievo, con i mercati che scommettono su un ritorno alla spesa fiscale su larga scala e a una politica monetaria ultra-accomodante che ricorda l’Abenomics”, dichiara a We Wealth Lale Akoner, global market analyst di eToro. “Come il defunto Shinzo Abe, Takaichi è vista come favorevole alla crescita attraverso stimoli audaci e tassi bassi”. Durante il mandato di Abe, il Nikkei è più che raddoppiato, un paragone che non è sfuggito agli investitori. “La combinazione di chiarezza politica e aspettative di un continuo sostegno politico rafforzò la fiducia in tutti i settori, dall’industria pesante alla tecnologia. Tuttavia, a nostro avviso, il contesto attuale è più complesso: inflazione vicina al 3%, debito pubblico record e una Bank of Japan meno accomodante”, avverte l’analista.
Secondo Christian Zorico, responsabile strategie fixed income di Frame asset management, le ragioni per essere ottimisti sono diverse. Oltre alla sua chiara ispirazione alle politiche fiscali di Abe, l’esperto cita un atteggiamento di confronto con le altre forze politiche e la certezza di avere al governo un “sistema di frenata assistita” nei confronti di possibili rialzi della Bank of Japan. “Se nel breve termine il catalizzatore principale che ha spinto le Borse al rialzo è da ricercare nella debolezza dello Yen, in prospettiva futura saranno le politiche fiscali favorevoli al settore privato che potrebbero dare ulteriore linfa ai mercati azionari”, dice l’esperto.
L’effetto sui settori azionari
Per Zorico, alcuni settori potrebbero beneficiarne più di altri, in linea con l’agenda politica che premierebbe un supporto maggiore alle spese militari e alla difesa. Tuttavia, la volontà di perseguire politiche fiscali espansive, unita a una banca centrale meno aggressiva sul fronte tassi, supporterebbe con vigore la narrativa inflazionistica. “Di fatto, la notizia dell’elezione di Takaichi ha già inglobato aspettative al rialzo dei prezzi. In particolare, il lato a lungo termine della curva governativa ha reagito pesantemente alla nuova premier: ben 14 punti base di rialzo sul tratto a 30 anni, con il benchmark governativo che ha toccato il 3.30% di rendimento”, afferma l’esperto.
La partnership Giappone-Stati Uniti
“Solo un campanello d’allarme, anche perché il resto della curva governativa permette ancora costi di rifinanziamento contenuti per un eventuale sforamento di spesa pubblica, ma è bene tenerne conto nella valutazione complessiva”, sostiene Zorico. Daniel Hurley, portfolio specialist di T. Rowe Price, ritiene invece che la vittoria di Takaichi sosterrà i settori legati ai consumi interni, agli investimenti di capitale e all’immobiliare. “Si prevede che manterrà una forte partnership con gli Stati Uniti, il che potrebbe avvantaggiare settori come la difesa, la cantieristica navale e la sicurezza informatica”, conferma Hurley. “Questi comparti hanno già registrato una solida performance e potrebbero continuare ad attrarre interesse”.
Secondo Akoner infine, dal punto di vista tattico, gli investitori potrebbero attendere un calo prima di aumentare l’esposizione. “I settori che potrebbero beneficiare dell’agenda di Takaichi includono quelli orientati all’export, le infrastrutture, la difesa e la tecnologia digitale”, osserva l’analista. Poi conclude: “In una prospettiva quinquennale, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sugli investimenti nei punti di forza strutturali del Giappone: aziende di automazione e robotica (per contrastare la carenza di manodopera), aziende tecnologiche e legate ai semiconduttori (che beneficiano degli investimenti digitali), produttori ed esportatori di alta qualità (che sfruttano i punti di forza dell’ingegneria giapponese e la valuta più debole) e società finanziarie o di consumo pronte a trarre vantaggio da una ripresa della domanda interna”.

