Nel pieno dello stallo politico che ha portato alle dimissioni anticipate del premier Sébastien Lecornu e alla prospettiva – ormai non più remota – di elezioni legislative anticipate, il rendimento del titolo di Stato decennale francese (OAT) ha superato per la prima volta quello del Btp: 3,59% contro 3,56% al 7 ottobre.
Un sorpasso simbolico che ribalta i rapporti di forza sul rischio-Paese, fino a poco tempo fa impensabile. Da un lato, la Francia conserva un merito di credito superiore a quello italiano, pur dopo il recente downgrade di Fitch; dall’altro, il livello di debito resta più contenuto rispetto a quello dell’Italia. Tuttavia, l’attuale paralisi politica e l’incertezza sulla stabilità di governo hanno messo sotto pressione i titoli francesi.
L’idea che l’OAT possa aver toccato il picco della crisi politica potrebbe, secondo alcuni investitori contrarian, aprire spiragli di ingresso tattico. Come ricordava a We Wealth George Bory, cio obbligazionario di Allspring, in passato le fasi di turbolenza francese avevano già innescato acquisti sul debito di Parigi.
“Due scenari possibili: nuove elezioni o dimissioni di Macron”
“I recenti sviluppi della crisi politica francese hanno causato un nuovo rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, ormai prossimi ai massimi dell’anno toccati lo scorso 25 settembre”, osserva a We Wealth Luigi Pedone, research specialist di Finint Private Bank.
“Le giornate di oggi (7 ottobre) e di domani saranno decisive: dopo le dimissioni di Lecornu, Macron gli ha nuovamente affidato il compito di condurre un ultimo giro di consultazioni per cercare una piattaforma d’azione e di stabilità su cui far convergere i partiti. Le probabilità di successo, però, appaiono basse.”
Secondo Pedone, si aprono due possibili sbocchi: lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale e nuove elezioni parlamentari, che i sondaggi prefigurano ancora senza una maggioranza chiara; e, sullo sfondo, le dimissioni del presidente Macron, ipotesi remota ma non più esclusa, che aprirebbe una nuova fase politica, alzando la posta dello scontro.
“In entrambi i casi – aggiunge – i mercati rischiano di reagire con ulteriore nervosismo: se le elezioni restituiranno un parlamento frammentato, la Francia resterà nell’impasse; se invece si andasse a nuove presidenziali, il Rassemblement National di Marine Le Pen potrebbe conquistare l’Eliseo, con tutte le incertezze che questo comporterebbe per i mercati finanziari.”
Btp o OAT francesi? La prudenza resta d’obbligo
“Considerato l’elevato grado di incertezza, è ancora troppo presto per considerare gli OAT francesi un’asset class investibile nel breve termine”, continua Pedone. “Solo uscendo da questa fase di instabilità si potrà avere una visione più chiara di medio periodo sulla capacità dello Stato francese di correggere la traiettoria dei conti pubblici e costruire eventualmente una view più costruttiva sui titoli di Stato.”
Anche Goldman Sachs prevede che la crescita francese resterà inferiore al trend (stimato all’1%) nei prossimi trimestri. “Ci aspettiamo che l’attività resti debole anche nel 2026 e abbassiamo la nostra previsione di crescita del Pil di 0,1 punti percentuali, allo 0,8%”, scrive la banca d’affari.
Il nodo cruciale resta il deficit pubblico, ancora lontano dagli obiettivi europei. “Le dimissioni del primo ministro porteranno a uno slittamento dei conti fino a fine anno: alziamo la stima per il deficit 2025 di 0,1 punti percentuali, al 5,5% del Pil, leggermente sopra il target governativo del 5,4%. È inoltre probabile che la Francia inizi il prossimo anno con un bilancio congelato o parziale, con effetti ambigui sul deficit”, si legge nel report.
Nel breve periodo, tutto ciò difficilmente farà scendere i rendimenti dei titoli francesi, esponendo gli investitori a un rischio di volatilità elevato a seconda di come evolverà il quadro politico.
“Spread Francia-Germania in allargamento”
“Le dimissioni di Lecornu sono solo l’ultimo passo di una crisi politica ormai strutturale”, conclude Matthias Scheiber, head of Multi-Asset Solutions di Allspring Global Investments. “La sfida rimarrà la stessa: far approvare dal parlamento un bilancio che includerà misure impopolari come tagli alla spesa o aumenti delle tasse. Mentre l’incertezza politica prosegue, ci aspettiamo un graduale ampliamento dello spread tra i titoli di Stato francesi e quelli tedeschi.”

