Fondi: via dai monetari, gli investitori puntano sugli azionari Usa

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Gli ultimi dati sull’industria dei fondi mostrano un ritorno all’equity, con gli investitori che escono dai monetari, segno di una maggiore propensione al rischio in cerca di rendimenti più elevati. Ora i fondi azionari Usa e i fondi globali sono i maggiori destinatori di flussi. Cosa fare sui mercati in ottica di investimento?

Indice

Impatto delle elezioni francesi sulla volatilità dei mercati

Le elezioni a sorpresa in Francia hanno portato volatilità sui mercati europei. Basterà questo a far cambiare idea agli investitori che sono tornati in modalità risk-on e sui fondi azionari prima delle turbolenze dei prossimi mesi?
E ancora: gli investitori indirizzeranno sempre di più i loro flussi di capitali verso gli Stati Uniti per stare lontani dai problemi dell’Europa?

Se da un lato, alcuni strategist e analisti parlano di volatilità passeggera e non temono un effetto contagio sulle Borse del Vecchio continente, dall’altro ci sono timori per le conseguenze che una vittoria dell’estrema destra potrebbe avere sull’Eurozona.

Boom di sottoscrizioni per i fondi azionari

Intanto, però, è un dato di fatto che i fondi azionari distribuiti in Europa abbiano ricevuto flussi ingenti a maggio a significare che il sentiment è stato positivo per gli asset più rischiosi. Secondo le stime di Morningstar, sono entrati in questi comparti circa 30 miliardi di euro in un solo mese, il miglior risultato da gennaio 2022.

Crescita dei fondi azionari: dati e statistiche recenti

Le statistiche ci dicono anche che gli investitori europei hanno preferito diversificare l’esposizione azionaria sui mercati internazionali. La categoria che ha raccolto di più, infatti, è stata l’equity globale a larga capitalizzazione con poco meno di 18 miliardi di euro. In questa tipologia di fondi, gli Stati Uniti fanno la parte del leone perché pesano per il 64,4% contro il 14,7% dell’Europa sviluppata.

Gli investitori europei preferiscono Wall Street

Il mercato americano continua ad attrarre flussi di capitali dagli investitori europei, i quali non sembrano temere una bolla dei titoli tecnologici, nonostante il loro rally non conosca soste. Nvidia, il produttore di chip utilizzati nell’intelligenza artificiale, è il simbolo di questa fase euforica di Wall Street e ha superato i 3.300 miliardi di capitalizzazione il 18 giugno, diventando la società più grande al mondo. Poco più indietro troviamo Microsoft e Apple.

Questo fenomeno ha attirato l’attenzione dell’Efama, l’associazione europea dei fondi e del risparmio gestito, che ha calcolato che a fine 2023 il 44,6% dei portafogli azionari dei fondi Ucits era investito in asset statunitensi contro il 19,2% del 2012, una crescita che ha riguardato soprattutto i fondi domiciliati in Europa. L’Efama ha quindi invocato un “new deal” per re-indirizzare i risparmi sull’economia del Vecchio continente.

Confronto tra fondi azionari Usa ed europei: cosa aspettarsi

Guardando i dati Morningstar più recenti, i fondi azionari Usa hanno raccolto 4,2 miliardi di euro a maggio, posizionandosi ai primi posti, dietro quelli globali, ma davanti agli obbligazionari a scadenza, che tanto successo hanno avuto dal 2022 ad oggi. Nello stesso mese, i fondi azionari Europa large-cap hanno raccolto poco più di 600 milioni di euro.

Nella prima parte dell’anno, la scelta di diversificare a livello internazionale ha sicuramente pagato in termini di performance, dato che gli azionari globali hanno guadagnato in media il 12,9% in euro contro il 10% dell’equity europeo. A livello geografico, comunque, è stata Wall Street a regalare le maggiori soddisfazioni, con rialzi medi del 16,8% in euro (dati al 24 giugno 2024).

Categorie azionarie a confronto da inizio 2024

Perché gli investitori abbandonano i fondi monetari

Il fatto che gli investitori europei si siano messi in modalità risk-on alle soglie dell’estate è testimoniato anche dai deflussi dai fondi monetari (-3,7 miliardi a maggio). Qui entra in gioco la riduzione di 25 punti base dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea (Bce) lo scorso 6 giugno e la prospettiva che i saggi di riferimento possano scendere ancora in futuro, anche se l’istituto di Francoforte non ha delineato un chiaro sentiero finora.

Negli ultimi dodici mesi, i fondi monetari sono stati la categoria che ha raccolto più capitali in Europa (209 miliardi di euro). Oggi, però, gli investitori si trovano di fronte alla prospettiva di ottenere un minor rendimento da questi strumenti e quindi a dover valutare delle alternative.

Nel reddito fisso, gli investitori scelgono la scadenza

Un’opzione è quella di aumentare la duration, ossia investire in fondi con titoli obbligazionari con scadenze più lunghe. In effetti, l’interesse per il reddito fisso rimane alto. Nel solo mese di maggio queste strategie hanno raccolto 30 miliardi di euro in tutta Europa. Si tratta del 18esimo mese positivo degli ultimi 19.

La preferenza è andata ai comparti obbligazionari a scadenza, che si caratterizzano per avere un portafoglio di titoli in linea con la durata del fondo. Negli ultimi dodici mesi, questi prodotti hanno raccolto 54,5 miliardi di euro, con una crescita organica (flussi in rapporto al patrimonio iniziale) del 46%, un dato che è di gran lunga superiore a quello degli azionari internazionali.

Nonostante gli investitori europei in fondi siano più disponibili a prendere rischi sui mercati azionari, restano negativi sugli emergenti. Le statistiche Morningstar mostrano che nel mese di maggio hanno riscattato circa 1,6 miliardi di euro dalla categoria global emerging market, che portano il bilancio dell’ultimo anno a -6,1 miliardi. Da gennaio, questi strumenti guadagnano circa il 9% in euro, ma le aree in via di sviluppo rimangono vulnerabili all’andamento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, ai rischi geopolitici e al quadro macroeconomico internazionale.

Sentiment positivo degli investitori a lungo termine

Nel complesso, tuttavia, il sentiment positivo degli investitori ha favorito i fondi a lungo termine nel mese di maggio, con una raccolta netta di 54 miliardi di euro, il miglior mese dall’inizio del 2024. Il dato sarebbe stato ancora più positivo senza i deflussi dai bilanciati e dagli alternativi, che continauno la loro scia negativa. Le strategie bilanciate hanno avuto un solo mese positivo da dicembre 2022, mentre quelle alternative registrano riscatti da giugno dello stesso anno.

di Sara Silano

È editorial manager di Morningstar e specialista sui temi della sostenibilità. Laureata in Scienze della comunicazione, indirizzo giornalistico all’Università di Torino, è in Morningstar dal 2003. In precedenza, ha lavorato in Bloomberg Investimenti e Bloomberg News. Silano ha 20 anni di esperienza nell’analisi dell’industria finanziaria. Nel 2018 ha vinto il State Street Press Awards.

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