Acquistare opere d’arte è un gesto che spesso ha ragioni emotive e non per forza speculative. È una dimensione di passione, di evasione dalla realtà, di gusto per ciò che è bello e prezioso, racchiuso in una cornice che non riesce a contenerne il vero valore.
Negli ultimi anni il parterre di chi compra e colleziona l’arte si sta aprendo a nuovi appassionati e investitori che scelgono questi beni anche come rifugio e riparo dai “venti contrari” che soffiano sui mercati. L’asta di Finarte, che si terrà il 3 e 4 dicembre, dedicata alle opere d’arte moderna e contemporanea, si inserisce proprio in questo scenario: quello di un settore in consolidamento capace di rinnovarsi, di attirare le nuove generazioni e di ampliare le proprie geografie.
Da passione ad asset: dove va oggi il mercato dell’arte
L’Intelligence Report di Artnet ha fotografato un comparto che, a livello globale, nel 1° semestre 2025, ha registrato numeri in calo rispetto allo stesso periodo del 2023 e del 2024. Numeri e percentuali che raccontano di una fase di assestamento e di un settore che si prepara a toccare un livello di maturità superiore. Ma a che punto siamo in Italia?
“La situazione nel nostro paese è piuttosto stabile. I collezionisti si confermano attenti alla qualità e tendono a prediligere opere con provenienze illustri. Il nostro mercato resta ancora fortemente legato a un approccio emotivo, anche in considerazione della fascia di prezzo di riferimento. Le principali case d’asta italiane, infatti, propongono nelle vendite più significative di ogni stagione opere con stime medie comprese tra 5.000 e 10.000 euro”, spiega Alessandro Cuomo, Capo Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Milano del Gruppo Finarte.
Il dato positivo riguarda la crescita dei cosiddetti “art enthusiast”, ma anche di chi considera l’arte un asset finanziario in grado di garantire solidità e rendimenti al proprio patrimonio. Non si tratta solo di HNWI, ma anche di giovani e semplici appassionati che oggi cercano stabilità e porti sicuri in cui poter attraccare. Ed è qui che si posiziona l’arte che, come sottolinea Georgia Bava, Capo Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea di Roma del Gruppo Finarte, “è un bene rifugio affidabile. L’importante – continua – è orientarsi sempre verso opere d’arte ben documentate, di autori storicizzati, e che non siano soggette a dinamiche speculative o a rapide variazioni di prezzo.”
L’arte moderna e contemporanea parla una nuova lingua
Ogni epoca ha la sua arte e ogni arte ha il suo linguaggio. Quello delle opere appartenenti al periodo post-war e contemporaneo, in particolare, sembra essere stato compreso – più di altri – da una platea di intenditori che appartengono alle nuove generazioni. Le vendite, in questo comparto, hanno registrato un totale di 1,8 miliardi di dollari. Un segnale di redditività ma anche uno spunto di riflessione per capire dove andrà il mercato nei prossimi anni e “quali linguaggi il grande pubblico è pronto a comprendere oggi e, di conseguenza, su cosa è disposto a investire”, continua Bava.
Guttuso tra i protagonisti della nuova asta
La prossima asta di Finarte, dedicata alle opere di arte moderna e contemporanea, va a rafforzare anche questi concetti e seguirà il successo dell’edizione di luglio, che ha raccolto circa 2,2 milioni di euro e attirato oltre 1.000 partecipanti.
L’auspicio è che l’asta del prossimo 3 e 4 dicembre replichi e superi questi numeri, coinvolgendo un pubblico interessato alle diverse espressioni artistiche di questo periodo storico (dai primi anni del ‘900 a oggi). Ma non sarà l’unico appuntamento da segnare in agenda.
“Il 2 dicembre si terrà il nostro consueto appuntamento con la Grafica Internazionale e i Multipli d’Autore. Finarte è stato tra i primi gruppi a dedicare a questo settore un catalogo specifico, ogni dicembre, dal 2015, iniziativa di cui ricorre il decimo anniversario proprio quest’anno. Tra le giornate d’asta e la relativa esposizione, dedicheremo un’intera settimana all’arte moderna e contemporanea: la nostra ‘Contemporary Week’, che confidiamo sarà molto apprezzata”, aggiunge Cuomo.
Warhol e De Chirico sono stati i grandi protagonisti dell’asta di luglio, così come le collezioni di Lella e Fausto Bertinotti e quella di Monica Vitti. A dicembre l’attenzione sarà rivolta ad altri artisti italiani e di fama internazionale.
Come osserva Bava, “abbiamo imparato che ogni collezionista sa riconoscere il proprio ‘oggetto d’amore’ tra le pagine di un catalogo. In questo momento siamo nella fase centrale della raccolta, ma sappiamo già che in occasione della nuova asta daremo spazio e rilievo alle collezioni private di particolare interesse, vero fiore all’occhiello delle nostre più recenti vendite. Ovviamente il nostro intento è quello di essere sempre più attrattivi per i nostri clienti e, al tempo stesso, migliorare i risultati di fatturato”, spiega Bava.
Qualche piccolo spoiler? “Possiamo già anticipare che una sezione dei cataloghi sarà dedicata alle opere provenienti dalla collezione di Palmiro Togliatti e Nilde Iotti, prevalentemente composta da un cospicuo numero di opere su tela e su carta di Renato Guttuso” conclude.

