Filantropia, i ricchi si affidano sempre più ai private banker

3 MIN

Cresce il ruolo strategico dei consulenti di private banking e wealth management nella scelta e nell’indirizzo delle attività filantropiche degli individui maggiormente patrimonializzati, soprattutto nel pensare al futuro dei grandi patrimoni senza eredi. Le evidenze nella terza edizione della ricerca “Le attitudini filantropiche dei wealthy people in Italia”

Indice

Cresce il ruolo dei professionisti nel gestire la generosità degli individui altamente patrimonializzati

Per cosa donano i ricchi? Le cause più amate continuano a essere le emergenze sanitarie e umanitarie (49%), la ricerca medico/scientifica (46%) e l’assistenza sociale e lotta alla povertà (41%). La novità è però che sempre più donatori si rivolgono a figure professionali per farlo: la loro quota è passata dal 22% al 39% fra il 2022 e il 2025. Queste ed altre evidenze nella terza edizione della ricerca “Le attitudini filantropiche dei wealthy people in Italia”, a cura del fondatore e ceo di Finer Finance Explorer, Nicola Ronchetti, presentata dal Fondo Filantropico Italiano a Milano il 15 ottobre 2025 alla presenza di Antonella Massari, segretaria generale associazione italiana private Banking (Aipb).

Inoltre, il ricorso al professionista della gestione degli investimenti è più che raddoppiato, passando dall’11% al 24%. Tra i professionisti di fiducia, il private banker è in cima alle preferenze, seguito da notai e family office, con un incremento che ben sottolinea la necessità e il desiderio di un accompagnamento professionale per tradurre le intenzioni filantropiche in azioni efficaci. Di questa esigenza sono peraltro ben consapevoli i wealth advisor intervistati. Il 74% di questi ultimi ritiene che la consulenza filantropica sia fondamentale per attrarre nuovi clienti e differenziarsi dalla concorrenza.

Lo stesso Nicola Ronchetti ha dichiarato che «il ruolo del banker è centrale, e a chiamarlo in causa è proprio il cliente. Dal sentiment rilevato emerge chiaramente che la filantropia nella banca può fare bene alla banca stessa».

Il destino dei grandi patrimoni senza eredi

Un altro fenomeno cruciale che la ricerca ha messo sotto la lente è stato quello dei “patrimoni senza eredi”. Invecchiamento della popolazione e calo delle nascite potrebbero far sì che questi lasciti possano toccare gli 88 miliardi di euro entro il 2040. E, sebbene l’88% degli intervistati preferisca donare in futuro tramite lascito testamentario, si rileva che il 14% del campione ha già redatto un testamento che designa organizzazioni non profit come beneficiarie.

Inoltre, la maggioranza dei donatori (61%) con patrimoni più elevati prenderebbe in considerazione l’idea di avvalersi di un consulente filantropico come esecutore delle proprie volontà. In parallelo, appare che i donatori diventino sempre più esigenti: il 79% si aspetta una chiara misurazione dell’impatto delle proprie donazioni e il 60% richiede notizie dettagliate sul progetto sostenuto, testimoniando quanto la consulenza filantropica si configuri come un valore aggiunto imprescindibile, essenziale per guidare il donatore nonché utile per rinsaldare il rapporto di fiducia con il proprio wealth advisor.

La filantropia è un ecosistema

Dalla tavola rotonda guidata da Simonetta Schillaci, vice presidente esecutivo di Fondo Filantropico Italiano, cui hanno preso parte Cristiana Frulio (responsabile area grandi clienti private banking Crédit Agricole Italia), Stefania Pedroni (head of wealth planning Intesa Sanpaolo Private Banking) e Giovanni Ronca (responsabile wealth management Ubs Italia) è emerso che «la filantropia è un ecosistema con una sinergia vincente tra tre attori chiave. Il donatore non desidera solo allocare fondi, ma aspira a un’esperienza consapevole e accompagnata e il consulente filantropico emerge come figura centrale, poiché guida il donatore in questo percorso, garantendo una cura e assistenza ai donatori essenziale». In parallelo, ha concluso Schillaci, «il wealth advisor e gli intermediari finanziari hanno un interesse strategico poiché, supportando percorsi filantropici professionali, non solo rispondono alle esigenze complesse dei propri clienti, ma rafforzano anche il rapporto di fiducia con essi».

Domande frequenti su Filantropia, i ricchi si affidano sempre più ai private banker

Qual è la tendenza emergente nella filantropia dei ricchi, secondo l'articolo?

Sempre più donatori con grandi patrimoni si affidano a professionisti, come i private banker, per gestire le loro donazioni. La quota di donatori che si rivolgono a figure professionali è aumentata significativamente tra il 2022 e il 2025.

Quali sono le cause più frequentemente sostenute dai donatori facoltosi?

Le cause principali sostenute dai ricchi includono le emergenze sanitarie e umanitarie, la ricerca medico/scientifica e l'assistenza sociale e la lotta alla povertà. Queste aree rappresentano le priorità filantropiche più comuni tra gli individui con grandi patrimoni.

Come è cambiato il coinvolgimento dei professionisti nella filantropia tra il 2022 e il 2025?

Il coinvolgimento dei professionisti nella gestione delle donazioni dei ricchi è aumentato notevolmente. La percentuale di donatori che si affidano a figure professionali è passata dal 22% nel 2022 al 39% nel 2025.

Qual è il focus principale dell'articolo riguardo alla filantropia?

L'articolo si concentra sull'aumento del ruolo dei professionisti nella gestione della generosità degli individui con grandi patrimoni. Esplora come i private banker e altre figure professionali stiano diventando sempre più importanti nel settore filantropico.

Cosa implica l'affermazione che 'la filantropia è un ecosistema'?

L'affermazione suggerisce che la filantropia è un sistema complesso e interconnesso, che coinvolge diversi attori, tra cui donatori, organizzazioni non profit e professionisti. Questi elementi interagiscono per raggiungere obiettivi filantropici comuni.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth