Fedez-Ferragni, ipotesi divorzio: quali effetti patrimoniali e familiari?

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Da semplice pettegolezzo da social network piano piano il caso della imminente separazione tra Fedez e Chiara Ferragni sta prendendo consistenza sulle pagine online delle testate nazionali. Pagina dopo pagina si aggiunge qualche dettaglio, ancora non confermato, alla vicenda e si ipotizzano gli scenari sugli effetti patrimoniali e familiari della separazione. C’è un precedente molto recente, quello di Ilary Blasi e Francesco Totti, che potrebbe ripresentarsi in caso di disaccordo

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La notizia, non confermata, di una possibile imminente separazione tra Fedez e Chiara Ferragni apre a svariati scenari sotto il profilo patrimoniale e familiare. A meno che i legali delle parti coinvolte non trovino un accordo nel caso di contrasti sugli aspetti più delicati, e cioè figli e impegni economici, si ricorrerà al tribunale.
E qui si apre uno scenario complesso che terrà conto delle richieste di ognuno e degli aspetti emotivi che potrebbero condizionare anche i comportamenti processuali.
Se si guarda a un precedente recente, per diversi aspetti compatibile, si può avanzare un’ipotesi realistica. 

Il caso Francesco Totti – Ilary Blasi può aiutare la soluzione del caso Ferragni – Fedez?

Nella separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi gli aspetti economici e familiari sono stati portati al vaglio del tribunale civile di Roma. Con un primo provvisorio provvedimento dell’aprile 2023 il tribunale ha assegnato a Ilary la villa all’Eur e un assegno da 12.500 euro al mese per il sostentamento dei tre figli a lei collocati. L’affidamento dei figli resta condiviso tra i due genitori anche se i figli continueranno a risiedere con la madre e per questo la casa coniugale è stata a lei assegnata. La decisione in questo caso avrà validità per l’intera durata del procedimento giudiziario e dunque fino alla decisione sulla separazione che regolerà anche tali aspetti.

Sotto il profilo economico, nella fase processuale non è stata avanzata al giudice una richiesta sull’assegno di mantenimento da parte degli avvocati di Ilary Blasi e dunque questo aspetto non è oggetto del contendere visto che, probabilmente, è ancora aperto il tema dell’addebito della separazione che inciderebbe sulla decisione del giudice. 

Differenze con il possibile divorzio Fedez-Ferragni

Qui il caso potrebbe divergere da quello Fedez-Ferragni non essendo in questo caso trapelate notizie a riguardo. Il che vuol dire che teoricamente la richiesta dell’assegno di mantenimento potrebbe essere avanzata dalla Ferragni e in tal caso sarà ancora parametrata al tenore di vita in pendenza del matrimonio (a differenza dei criteri per l’assegno divorzile che sono stati rivoluzionati dalla giurisprudenza recente). 

I nodi: la casa, l’affidamento dei figli, l’assegno di mantenimento

Ma le similitudini tra i due casi ritornano per quanto riguarda i figli avuti in pendenza del matrimonio e per l’assegnazione della casa.
Nel caso Totti e Blasi, per i tre figli nati in pendenza del matrimonio, entrambi i genitori hanno chiesto l’affidamento congiunto in base al quale è previsto di doversi consultare almeno fino a che i figli non avranno compiuto la maggiore età prima di prendere le decisioni più importanti su istruzione, religione, salute. 

Alla madre è stata assegnata, come detto, anche l’ex casa coniugale in considerazione del fatto che Ilary è stata individuata dal tribunale come il genitore collocatario dei figli. Su questo sono state respinte le richieste di Totti che chiedeva invece di mantenere il possesso oltre alla proprietà dell’abitazione. A Ilary sono state invece imputate le non trascurabili spese di gestione ordinarie relative all’immobile. 

Per quanto riguarda la quantificazione dell’assegno di mantenimento dei figli, pari a 12.500 euro mensili a carico di Titti a cui si aggiunge il 75% delle spese scolastiche e il 50% delle spese straordinarie, nel caso Totti-Blasi il tribunale ha tenuto conto di varie circostanze: il reddito e il patrimonio dei genitori, i tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore e le abitudini di vita dei figli che devono essere il più possibile conservate. Criteri generali e oramai condivisi da tutti i tribunali sulla base di protocolli standardizzati e che valgono per chiunque.

di Alessandro Montinari

Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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