La Leonard A. and Estee Lauder Collection, una collezione unica nel suo genere di capolavori d’arte del XX secolo, sarà messa all’asta il 18 e il 19 novembre da Sotheby’s nella nuova sede di New York da poco trasferita nel Breuer Building su Madison Avenue. La collezione, costituita da 55 opere è stata valutata circa 400 milioni di dollari. Il collezionista americano, scomparso lo scorso giugno, oltre ad aver guidato l’azienda di famiglia portandola prima in campo internazionale e poi ai vertici del settore è stato un grande appassionato d’arte. Passione che ha trovato conferma negli anni anche nelle importanti donazioni di denaro e opere fatte a importanti enti come il Whitney Museum of American Art e il Metropolitan Museum of Art di New York.
Le principali opere della collezione d’arte di Estee Lauder
La collezione che andrà ora in vendita comprende importanti dipinti di qualità museale che hanno reso Lauder uno dei più importanti collezionisti al mondo. Tra i capolavori presenti nell’asta di novembre “Ritratto di Elisabeth Lederer” (1914-16) di Klimt, la cui stima di vendita supera i 150 milioni di dollari, pari a oltre un terzo della stima totale della collezione.

Gustav Klimt, Porträt der Elisabeth Lederer (Portrait of Elisabeth Lederer)
Il dipinto raffigura la giovane Elisabeth Lederer, figlia dei più grandi mecenati di Klimt, e non è mai apparso prima in un’asta.

Gustav Klimt, Blumenwiese (Blooming Meadow)
Altri due dipinti di Klimt, il prato “Blumenwiese”, 1906, e il bosco “Waldaghang im Unterhach am Atters”, 1917, hanno una stima di 80-100 milioni di dollari il primo e di 70-90 milioni di dollari il secondo.

Gustav Klimt, Waldhag bei Unterach am Attersee (Forest Slope in Unterach on the Attersee)
La collezione comprende inoltre: sei sculture in bronzo di Matisse con una stima complessiva di circa 30 milioni di dollari; uno dei dipinti “Notte di mezza estate” di Edvard Munch, del 1901-03 circa, stimato a oltre 20 milioni di dollari; l’olio e grafite su tela di Agnes Martin, “Il giardino”, 1964, che ha la stima più alta per un’opera dell’artista all’asta: oltre 10 milioni di dollari. Il ricavato dell’intera vendita andrà al trust Lauder.
La collezione Estee Lauder: un punto di svolta per il mercato dell’arte?
La vendita della collezione di Lauder può rappresentare un punto di svolta sotto diversi profili. In primo luogo, l’impatto sul mercato dell’arte potrebbe essere pari a quello della vendita della collezione del co-fondatore di Microsoft Paul G. Allen battuta da Christie’s nel 2022. L’asta della collezione Allen, con un ricavato di 1,6 miliardi di dollari, ha inaugurato un momento florido per il settore che ha portato in asta anche altre importanti collezioni consentendo di raggiungere una crescita del mercato sia nel 2022 sia nella prima parte del 2023..Da allora una combinazione di fattori come l’incertezza politica, alti tassi di interesse e il calo della domanda da parte dei collezionisti asiatici, ha portato una contrazione fino al 12% nel 2024, secondo l’ultimo rapporto di Art Basel e UBS, e fino al 39% per le aste di opere d’arte oltre 10 milioni di dollari.
Calo che persiste anche in questa prima parte del 2025 e che rappresenta il più lungo periodo di decrescita del settore (27 mesi) rispetto alle precedenti crisi registrate nel periodo 2008-2009 (14 mesi) e nel periodo 2015-2016 (21 mesi) secondo Pi-eX (report del mese di agosto 2025 Auction Market Index AMI). Questi dati portano a ritenere che sia in corso una modifica strutturale del mercato. La vendita della collezione Lauder potrebbe dunque invertire questa tendenza, unitamente alle vendite delle importanti collezioni di Robert F. e Patricia G. Ross Weis e quella di Elaine Wynn che pure si terranno a novembre a New York ma da Christie’s, o al contrario certificare la necessità di una riforma nelle dinamiche e nei valori di vendita delle opere.
Il rischio delle garanzie nelle aste
E veniamo così al secondo aspetto: Sotheby’s ha fornito agli eredi Lauder una garanzia finanziaria per assicurarsi questa collezione e in tal modo si è impegnata ad acquistare le opere a un prezzo minimo di realizzo. Ciò significa che Sotheby’s acquisterà le opere che risulteranno invendute in asta o per le quali l’offerta sarà inferiore al prezzo garantito.
Non si tratta di uno scenario da escludere visto che la casa d’aste in primavera non è riuscita a vendere una scultura di Giacometti del valore di 70 milioni di dollari. In generale non è un buon momento per Sotheby’s che tra il 2023 e il 2024 ha effettuato 24 licenziamenti a causa delle perdite registrate, pari a 248 milioni di dollari (fonte The Guardian), e lo scorso autunno ha venduto una quota della sua attività ad ADQ, il fondo sovrano di Abu Dhabi, in un’operazione del valore di 1 miliardo di dollari. La mancata vendita di uno o più di questi capolavori avrebbe quindi oltre ai riflessi sul mercato anche un impatto finanziario importante per la casa d’aste e potrebbe mettere in crisi il sistema delle garanzie.

