Al via i nuovi requisiti documentali per il transfer pricing

raffaele-iervolino
Raffaele Iervolino
13.8.2021
Tempo di lettura: 3'
La tematica dei prezzi di trasferimento rappresenta un continuo punto di criticità nei rapporti di compliance tra le Amministrazioni finanziarie e i contribuenti, intesi, nel caso di specie, come le società parte di un gruppo multinazionale
La tematica dei prezzi di trasferimento rappresenta un continuo punto di criticità nei rapporti di compliance tra le amministrazioni finanziarie e i contribuenti, intesi, nel caso di specie, come le società parte di un gruppo multinazionale.

A livello internazionale, la disciplina del transfer pricing ha subito, negli anni, modifiche sostanziali. Partendo dal Rapporto Ocse del 1979 la materia si è evoluta nel tempo ed è attualmente analizzata nelle linee guida dell'Ocse sui prezzi di trasferimento per le imprese multinazionali e le amministrazioni fiscali, da ultimo aggiornate nel luglio 2017.
L'Italia, con l'articolo 26 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto un regime premiale relativo alla documentazione sui prezzi di trasferimento. Tale regime, che ha natura opzionale e non obbligatorio, esplica la sua efficacia in sede di accertamento da parte dell'Amministrazione finanziaria. Sostanzialmente, qualora il contribuente residente detenga una idonea documentazione di transfer pricing, non saranno applicate le sanzioni amministrative in caso di rettifica dei prezzi di trasferimento. A tal riguardo, in data 23 novembre 2020, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha emanato un nuovo Provvedimento (prot. n. 0360494) che modifica in modo significativo le precedenti disposizioni relative ai requisiti documentali ai fini del transfer pricing. Le nuove linee guida operative si applicano a partire dall'esercizio fiscale in vigore al 23 novembre 2020 e per i successivi.

Sebbene il regime non sia stato modificato nella sua sostanza, vi sono degli importanti cambiamenti portati dalla recente normativa.

Si ricorda che il regime di penalty protection, introdotto dal 2010 in Italia, ha riscosso un grande interesse tra i gruppi multinazionale per via dei significativi benefici ad esso connessi. Tant'è che nella nostra ultradecennale esperienza abbiamo osservato che la quasi totalità delle società italiane, interessate dalla tematica del transfer pricing, ha optato per tale regime, nonostante la sua non obbligatorietà.

I benefici principali riguardano, infatti, sia la gestione/mitigazione del rischio fiscale legato ai prezzi di trasferimento sia la maggiore flessibilità nella definizione della strategia difensiva in sede di verifica fiscale. Generalmente, infatti, tra le principali opzioni disponibili a seguito di una contestazione sui prezzi di trasferimento da parte del fisco italiano si possono annoverare: l'accertamento con adesione, il ricorso al giudice nazionale, la procedura amichevole internazionale (map). L'assenza delle sanzioni, dunque, potrebbe rendere più appetibile proprio il ricorso alla procedura map che, anche in caso di conferma della contestazione sollevata dall'amministrazione fiscale italiana, porterebbe al rimborso delle imposte pagate all'estero, con potenziale neutralità finanziaria della contestazione da un punto di vista di gruppo.
Le principali novità introdotte dal nuovo provvedimento sono di seguito sintetizzate:

  • Il masterfile diventa obbligatorio per tutti i contribuenti italiani che decidono di optare per il regime premiale. Secondo le precedenti disposizioni, il masterfile doveva essere predisposto solamente da alcuni contribuenti (tale documento era richiesto, infatti, solamente alle società holding e sub-holding).

  • È stata aggiornata la struttura obbligatoria del set documentale ossia del masterfile e della Documentazione Nazionale allineandola al modello Azione 13 del progetto Beps.

  • Il nuovo Provvedimento introduce la possibilità, in capo al contribuente, di selezionare le transazioni infragruppo oggetto di documentazione. In tal caso, il regime premiale sarà applicato solo alle operazioni descritte e per le quali le informazioni fornite saranno ritenute idonee.

  • Sono state introdotte specifiche indicazioni relative ai servizi a basso valore aggiunto. In particolare, il contribuente dovrà fornire diverse informazioni, sia qualitative che quantitative, tra cui: la descrizione dettagliata dei servizi infragruppo ivi inclusa l'identificazione dei soggetti beneficiari, le ragioni per cui tali servizi sono ritenuti essere a basso valore, i benefici ricevuti effettivi o attesi, i criteri e i calcoli relativi alle modalità di allocazione dei costi.


Il cambiamento di maggior rilievo è, tuttavia, rappresentato dall'introduzione della marca temporale. Difatti, sia il masterfile che la Documentazione Nazionale dovranno essere firmati dal legale rappresentante del soggetto italiano o da un suo delegato mediante firma elettronica con marca temporale da apporre entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi e da quella data non potranno più essere modificati.

È importante evidenziare come siano presenti diversi i punti che necessiterebbero di chiarimenti e per cui si è in attesa di una circolare esplicativa da parte dell'Agenzia delle Entrate.

In conclusione, la nuova disciplina sui prezzi di trasferimento comporta importanti aggiornamenti in ambito di predisposizione della documentazione. In particolar modo, la prima applicazione delle nuove disposizioni comporterà, per il contribuente italiano, un'attenta revisione della struttura del documento e un maggior coordinamento con le altre società del gruppo per via della maggiore disclosure richiesta a livello informativo, di analisi e documentale.

(Articolo scritto in collaborazione con Alfredo Orlandi, Associate Partner EY)
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Dottore commercialista e revisore legale, ha lavorato in Italia e all’estero occupandosi di prezzi di trasferimento e fiscalità internazionale presso i più importanti network internazionali. Svolge la sua attività professionale presso lo PwC TLS Avvocati e Commercialisti, dove fa parte del gruppo di lavoro sulle transazioni finanziarie.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti