Solo azioni, a ogni età: sfida alla pianificazione convenzionale

3 MIN
Un uomo e una donna anziani siedono a un tavolo di legno e guardano un computer portatile. La donna indica lo schermo mentre l'uomo ascolta pensieroso. Sul tavolo vicino a loro sono visibili dei flaconi di medicinali.

Uno studio sui mercati di 39 Paesi con oltre un secolo di dati rimette in discussione il cuore della pianificazione finanziaria: l’idea che, avvicinandosi alla pensione, si debbano aumentare le obbligazioni per ridurre il rischio.

Indice

Articolo tratto dal numero di gennaio 2026 di We Wealth


Chiudete gli occhi. Dimenticate la MiFID e tutto ciò che pensate di sapere sull’asset allocation legata all’età. E se il metodo matematicamente efficace per minimizzare il rischio di sopravvivere ai propri soldi fosse investire solo in azioni? Nessuna obbligazione, a nessuna età? È quanto afferma un recente studio scientifico costruito sulle serie storiche più lunghe disponibili per 39 Paesi. Sembra una provocazione, ma si tratta di un’analisi applicata al risparmio previdenziale che attacca frontalmente, dati alla mano, la logica del “life cycle”: quella secondo cui, avvicinandosi alla pensione, si riduce il rischio aggiungendo obbligazioni e tagliando la quota azionaria.

Gli autori — Scott Cederburg (University of Arizona), Aizhan Anarkulova (Emory University) e Michael O’Doherty (University of Missouri) — hanno pubblicato i primi risultati nel 2023 e li hanno aggiornati nel 2025, dopo le critiche del Financial Times e dell’Economist. La revisione non ha cambiato le conclusioni: un portafoglio azionario globale è meno rischioso, nell’orizzonte previdenziale, di un bilanciato o di un target date fund modellato con logica life cycle. Meno rischioso non in termini di volatilità di breve periodo — dove le azioni restano più instabili — ma nel senso che conta davvero in un mondo che invecchia: la probabilità di esaurire il patrimonio prima della fine della vita

I numeri dello studio: rendimenti, varianza e costo opportunità dei bond

Ma veniamo ai numeri. Per ottenere lo stesso benessere finanziario derivante dai consumi in pensione e dall’eredità, una coppia che investe per trent’anni in un portafoglio bilanciato composto al 60% di azioni e al 40% di bond dovrebbe risparmiare quasi il doppio rispetto a chi investe in un 100% azioni diversificato globale. E se si adotta la strategia life cycle — più azioni da giovani, meno da vecchi secondo il modello dei target date fund — è necessario risparmiare il 63% in più per arrivare allo stesso risultato. Più rinunce oggi, certe, per avere le stesse chance di successo.

Il punto critico è il ribaltamento del concetto di rischio. È vero che le azioni sono più volatili delle obbligazioni nel breve periodo, ma lo studio sposta l’orizzonte temporale su quello coerente con il risparmio previdenziale. E pone una domanda diversa: qual è il costo opportunità di detenere obbligazioni per decenni?

I risultati indicano che, al netto dell’inflazione, i bond hanno reso in media lo 0,95% annuo contro il 7,03% delle azioni internazionali (Usa esclusi, che da soli arrivano al 7,7%). Nell’orizzonte di un mese la deviazione standard delle obbligazioni è meno della metà di quella azionaria, ma su un orizzonte trentennale la varianza annuale dei bond aumenta fino a 2,30 volte rispetto a quella a un anno, mentre quella delle azioni internazionali scende a 0,75 volte. In altre parole: sul lungo periodo le obbligazioni diventano più imprevedibili, mentre le azioni tendono a stabilizzarsi.

A questo si aggiunge un elemento chiave: nei momenti di stress dei mercati americani, le obbligazioni mostrano una correlazione crescente con l’azionario, perdendo parte della loro funzione di cuscinetto difensivo. Da qui la conclusione, netta: “c’è poco da perdere a investire solo in azioni”, se l’orizzonte è previdenziale.

Limiti pratici, MiFID e il vero nodo comportamentale

“Le obbligazioni alla fine sembrano poco attraenti per gli investitori con orizzonti temporali lunghi”, scrivono gli autori: “bassi rendimenti, alta varianza nel lungo termine, alta correlazione con le azioni domestiche ed elevata esposizione ai periodi inflazionistici”. È un’affermazione che mette in discussione una parte consistente dell’industria del risparmio gestito.

Lo studio, tuttavia, non prende in esame i fondi pensione tradizionali, dove esiste un momento di cristallizzazione delle scelte — il pensionamento — dopo il quale il capitale viene liquidato o convertito in rendita. In quel contesto, ridurre il rischio a breve termine può avere senso. Il discorso diventa invece più praticabile per portafogli previdenziali flessibili, investiti tramite fondi o ETF, senza una data obbligata di “all-in” o “all-out”.

Il vero ostacolo non è matematico, ma comportamentale. Un portafoglio azionario puro implica oscillazioni frequenti e profonde nel breve periodo. In termini regolamentari europei, significa dichiarare una MiFID orientata al massimo rischio — una scelta lontana dalla quotidianità della consulenza finanziaria. Questo non invalida il risultato statistico, ma solleva una questione più ampia: il modello normativo e l’educazione finanziaria devono adattarsi ai comportamenti reali degli investitori o dovrebbero spingerli verso le scelte statisticamente più solide, anche a costo di ignorare il rumore emotivo?

La capacità di tollerare perdite temporanee è il vero collo di bottiglia dell’approccio “100% azioni”. Come concludono gli autori, l’investimento azionario puro non è sicuro in senso assoluto, ma è “più sicuro delle alternative praticabili” nel contesto previdenziale. Resta da capire se il mondo reale sia pronto ad accettarlo.

Domande frequenti su Solo azioni, a ogni età: sfida alla pianificazione convenzionale

Qual è l'argomento principale dello studio menzionato nell'articolo?

Lo studio esamina l'efficacia di una strategia di investimento che prevede l'allocazione del 100% del portafoglio in azioni, a qualsiasi età, come metodo per minimizzare il rischio di esaurire i propri risparmi.

Quali dati sono stati utilizzati per supportare le conclusioni dello studio?

Lo studio si basa sulle serie storiche più lunghe disponibili per 39 Paesi, suggerendo un'analisi approfondita dei rendimenti azionari a lungo termine a livello globale.

Quali sono i fattori che l'articolo invita a dimenticare nell'analisi di questa strategia di investimento?

L'articolo suggerisce di mettere da parte le convenzioni sull'asset allocation legata all'età e le normative MiFID, concentrandosi sull'efficacia matematica della strategia 'solo azioni'.

Quali aspetti specifici dello studio vengono menzionati nelle intestazioni dell'articolo?

Le intestazioni indicano che lo studio analizza i rendimenti, la varianza e il costo opportunità dei bond, suggerendo un confronto diretto con la strategia 'solo azioni'.

Qual è il 'vero nodo comportamentale' menzionato nell'articolo in relazione alla strategia di investimento?

L'articolo identifica un 'nodo comportamentale', suggerendo che la difficoltà principale nell'adottare una strategia 'solo azioni' potrebbe risiedere nella psicologia dell'investitore e nella sua avversione al rischio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth