Azioni, tech troppo caro? 10 titoli (1 a sconto) su cui investire

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Una persona è in piedi e fissa una bacheca elettronica che mostra vari prezzi di azioni e nomi di società. La bacheca mostra numeri in rosso e giallo su uno sfondo scuro, indicando i dati di mercato.

La correzione di Wall Street da inizio anno non ha ridimensionato le valutazioni delle azioni tecnologiche a stelle e strisce. Fa eccezione Alphabet, con prezzi a sconto. Ecco i titoli da tenere d’occhio, anche in Europa, secondo Ns Partners

Indice

  • L’S&P 500 ha ceduto il 5,8% a marzo, archiviando la peggiore performance mensile da dicembre 2022
  • Mouton (Ns Partners): “Fa eccezione Alphabet, mai così a sconto dalla quotazione. Ma, guardando al futuro, non mancano criticità”

Wall Street archivia marzo con la peggiore performance mensile da dicembre 2022: l’S&P 500 ha ceduto il 5,8%, mentre il Nasdaq perdeva l’8,2%. Da inizio anno il bilancio è a sua volta negativo, rispettivamente del -4,37% e del -10,28%. Ma la correzione del mercato azionario americano non ha ridimensionato le valutazioni delle azioni tecnologiche a stelle e strisce. “I prezzi di questi titoli sono storicamente alti, con un divario esagerato rispetto agli altri, una robusta ripresa dell’economia statunitense non pare all’orizzonte e la concentrazione dell’S&P 500 è ai massimi storici (i primi cinque titoli per capitalizzazione pesavano più del 30% dell’indice a fine 2024)”, osserva Pierre Mouton, responsabile investimenti long-only di Ns Partners. Come orientarsi in questo scenario?

Azioni tech: Alphabet a sconto

Restando sul tech, Alphabet rappresenta un’eccezione in tema di prezzi. “Non è mai stata così a sconto dalla sua quotazione”, fa presente Mouton. “Il gruppo a cui fa capo Google, inoltre, ha un bilancio solido e inizia a pagare un dividendo”, osserva l’esperto. Ma guardando al futuro, avverte, non mancano criticità. “Le ricerche sono sempre più spesso sostituite dall’intelligenza artificiale generativa – rendendo necessari massicci investimenti per recuperare il divario – e mettono in crisi le prospettive di ricavi pubblicitari associati. Come se non bastasse, sul settore dell’advertising pesa anche l’outlook debole per l’economia statunitense”, dichiara Mouton.

Come investire nel mercato dei chip

Altro caso quello di Nvidia, che da inizio anno perde il 25,12% in Borsa. La sostenibilità dei margini del colosso dei chip, secondo Mouton, appare “particolarmente incerta” in una fase in cui da un lato le altre magnifiche 7 (Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Tesla e Meta) stanno cercando di sviluppare internamente i propri chip e dall’altro il possibile rallentamento dell’economia rischia di pesare su settori ciclici come quello dei semiconduttori. “Restando nel mercato dei chip ma guardando da questa parte dell’Atlantico, un discorso a parte meritano due player europei: Asml e Infineon”, osserva l’esperto.

In particolare Asml, il gruppo olandese di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, beneficerebbe di una posizione privilegiata a monte della catena del valore, rifornendo tutte le società chip a livello globale. “Ma promette bene anche la tedesca Infineon, che produce chip per i settori dell’auto, dell’aerospazio, della difesa e per l’efficientamento energetico e che, di recente, ha sofferto in Borsa la crisi dell’auto europea: il piano di riarmo europeo sotto la guida della Germania vorrà dire infatti commesse sostanziose per la società che, nell’attuale contesto, potrà certamente godere di un vantaggio competitivo rispetto ai produttori cinesi”, afferma Mouton.

Le altre azioni da tenere d’occhio

“Per il resto preferiamo i settori industriali, perché non crediamo che si materializzerà una recessione in Usa, con titoli come il produttore di motori Cummins, che ci aspettiamo sia sostenuto da una robusta domanda per i suoi prodotti”, continua l’esperto. “Occhi anche sui finanziari (in particolare su Santander, Unicredit e Hsbc in Europa), sull’healthcare (con Abbott Laboratories) e sui consumer (con titoli come il produttore di birra Constellation Brands o colossi dell’alimentare come Nestlé e Mondelez che offrono valutazioni attraenti e rendimenti interessanti agli azionisti sotto forma di dividendi e buyback)”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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