Semiconduttori, la vera cavalcata non sono più le Big Tech

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I semiconduttori battono non solo l’S&P 500, ma anche le Magnifiche 7: +156% in un anno contro il +39,7% delle Big Tech e il +27,4% dell’indice americano. I conti Nvidia confermano la forza del ciclo AI, ma il rally è ormai uno dei trade più affollati del mercato.

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Il mercato azionario resta concentrato sul settore tecnologico, ma la vera cavalcata dell’ultimo anno non è più soltanto quella delle Magnifiche 7. E’ vero, negli ultimi dodici mesi l’indice delle grandi piattaforme tecnologiche americane ha guadagnato il 39,7%, facendo meglio dell’S&P 500, salito del 27,4%. Ma il confronto con i semiconduttori è stata un’altra partita: lo S&P Semiconductors Select Industry Index ha messo a segno un rialzo del 156,1% a un anno, con un rimbalzo del 9,3% solo negli ultimi cinque giorni.

La prima fase del rally tecnologico dell’intelligenza artificiale del 2023-24 aveva premiato soprattutto le Big Tech. Nell’ultimo anno gli investitori hanno scommesso su chi fornisce l’infrastruttura materiale della nuova corsa digitale. Il mercato sta iniziando a distinguere fra chi dovrà dimostrare, nei prossimi anni, di trasformare l’intelligenza artificiale in utili aggiuntivi e chi, intanto, beneficia già dell’imperativo categorico del ciclo in corso: comprare chip, server, memoria, sistemi di calcolo e capacità per i data center.

E se la redditività futura dei grandi investimenti in AI da parte delle Big Tech solleva sempre più perplessità a fronte delle centinaia di miliardi di investimenti, esiste dall’altra parte della transazione una certezza più chiara. Prima ancora che l’intelligenza artificiale dimostri di essere un business maturo per tutti i suoi utilizzatori, qualcuno deve costruirne l’infrastruttura. E quel qualcuno sono, in larga parte, i produttori di chip.

Nvidia batte le stime, ma mostra anche quanto siano alte le attese

Nel frattempo i conti di Nvidia pubblicati nella notte di giovedi confermano la forza, ma anche le aspettative sempre più esigenti del mercato, che ha punito il titolo nonostante i risultati migliori del consensus. Nel primo trimestre fiscale il gruppo ha riportato utili rettificati per azione pari a 1,87 dollari, sopra gli 1,76 dollari stimati dagli analisti. I ricavi sono saliti a 81,62 miliardi di dollari, contro attese ferme a 78,86 miliardi. Anche la guidance ha battuto le stime, mentre la società ha annunciato un buyback da 80 miliardi di dollari e un aumento del dividendo.

Eppure il titolo ha risposto con il quarto ribasso consecutivo post-trimestrale. Nonostante le sorprese, non sufficientemente forti per impressionare il mercato, il gruppo ha riconosciuto che il quadro competitivo sta cambiando e che un’eventuale escalation o un prolungamento della guerra in Iran potrebbe creare incertezza per il business.

Il rischio concentrazione e gli ETF per esporsi al settore

I produttori di chip sono arrivati a rappresentare complessivamente circa il 19% della capitalizzazione dell’S&P 500, la quota più alta mai registrata secondo un’analisi di Goldman Sachs. In Corea del Sud, i colossi tecnologici SK Hynix e Samsung sono cresciuti fino a pesare quasi la metà dell’intero indice Kospi, anche se il benchmark ha perso circa il 10% rispetto al massimo storico del 14 maggio.

Il dominio del settore dei semiconduttori sui mercati globali non è necessariamente una buona notizia, secondo alcuni analisti. Circa tre quarti dei gestori intervistati da Bank of America a maggio hanno indicato la posizione “long global semiconductors” come la scommessa più affollata oggi sui mercati. In altre parole, il rally ha una base industriale comprensibile, ma è diventato anche uno dei trade più consensuali del momento. Una situazione che può portare appresso a una storia valida nella sostanza la portata della speculazione e della bolla.

Per chi guarda al settore senza voler selezionare singoli titoli, il mercato europeo offre diverse soluzioni Ucits dedicate ai semiconduttori. Tra i prodotti più grandi per masse c’è il VanEck Semiconductor UCITS ETF, con circa 6,45 miliardi di euro, seguito dall’iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF, con circa 3,79 miliardi, e dall’Amundi MSCI Semiconductors UCITS ETF Acc, con circa 1,78 miliardi. Tutti e tre hanno un costo annuo dello 0,35%, sono ad accumulazione e utilizzano replica totale.

ETFISINMasseTERMetodo di replica
VanEck Semiconductor UCITS ETFIE00BMC387366.447 mln €0,35%Replica totale
iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF USD (Acc)IE000I8KRLL93.792 mln €0,35%Replica totale
Amundi MSCI Semiconductors UCITS ETF AccLU19000660331.779 mln €0,35%Replica totale

Gli ETF riducono il rischio legato al singolo titolo, ma non trasformano una scommessa settoriale in un investimento difensivo, è importante tenerne conto. La cavalcata dei semiconduttori appare sostenuta da uno zeitgeist potente e difficilmente reversibile nel breve periodo, perché l’intelligenza artificiale richiede infrastrutture fisiche prima ancora che modelli di business pienamente verificati.

Ma più il trade diventa dominante, più aumenta il rischio che il mercato non stia soltanto comprando crescita futura: stia anche incorporando nei prezzi una parte molto elevata della sua promessa.

Domande frequenti su Semiconduttori, la vera cavalcata non sono più le Big Tech

Qual è stata la performance del settore dei semiconduttori rispetto alle grandi piattaforme tecnologiche americane nell'ultimo anno?

Nell'ultimo anno, lo S&P Semiconductors Select Industry Index ha registrato un rialzo del 156,1%, superando nettamente il guadagno del 39,7% delle Magnifiche 7. Questo indica che i semiconduttori hanno guidato la crescita del mercato azionario in modo più significativo.

Come si confronta la performance dei semiconduttori con l'indice S&P 500?

Il settore dei semiconduttori ha sovraperformato l'S&P 500 nell'ultimo anno, con un rialzo del 156,1% rispetto al 27,4% dell'indice generale. Questo evidenzia la forte dinamica positiva del comparto semiconduttori.

Quali sono le implicazioni della performance di Nvidia per il settore dei semiconduttori?

Il fatto che Nvidia abbia battuto le stime, pur mostrando quanto siano alte le attese, suggerisce un forte interesse e una crescita sostenuta nel settore dei semiconduttori. Tuttavia, sottolinea anche la necessità di valutare attentamente le aspettative future.

Quali sono i rischi menzionati nell'articolo riguardo al settore dei semiconduttori?

L'articolo menziona il rischio di concentrazione nel settore dei semiconduttori. Questo implica che gli investitori dovrebbero considerare strategie per mitigare questo rischio, come l'utilizzo di ETF.

Quali strumenti di investimento sono suggeriti per esporsi al settore dei semiconduttori?

Per chi desidera investire nel settore dei semiconduttori, l'articolo suggerisce l'utilizzo di ETF. Questo approccio può aiutare a diversificare l'esposizione e a gestire il rischio di concentrazione.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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