Piazza Affari: le azioni ai minimi storici pronte al rimbalzo

3 MIN
Una persona che tiene in mano un tablet e punta una penna sullo schermo di un computer portatile, entrambi con grafici e diagrammi finanziari colorati. Una tazza di caffè è appoggiata sulla scrivania.

Negli ultimi mesi il motore di Piazza Affari è stato il settore bancario, ma settembre ha segnato una prima rotazione. Tecnologia e industria afferrano il testimone. Alcune azioni – ai minimi storici – si preparano al rimbalzo

Indice

  • Il Ftse Italia All Share Banks, che da inizio anno resta in progresso di oltre il 48%, nell’ultimo mese ha rallentato (-0,33%)
  • Debach (eToro): “Stellantis e STM mostrano i primi indizi tecnici di un possibile consolidamento, lasciando aperta la possibilità di un rimbalzo”

Il motore di Piazza Affari non sono più le banche. Il Ftse Italia All Share Banks, che da inizio anno resta in progresso di oltre il 48%, nell’ultimo mese ha rallentato (-0,33%). “Il testimone è passato al settore tecnologico (+7,15%), con STMicroelectronics protagonista assoluta nel tentativo di colmare il gap lasciato dalla trimestrale, e agli industriali (+5,44%), dove Prysmian continua la sua corsa: quinto mese consecutivo in rialzo e ben nove nuovi massimi storici solo a settembre”, racconta a We Wealth Gabriel Debach, market analyst di eToro.

A Piazza Affari va in scena la rotazione

Di contro, i comparti difensivi hanno sofferto: utilities, energia, sanitario e consumer staples sono stati oggetto di prese di profitto. Il caso più evidente è proprio il sanitario, che fatica a risollevarsi: Amplifon è sui minimi da inizio anno, con un calo superiore al 40% nel 2025, e Diasorin ha toccato a sua volta nuovi minimi a 12 mesi. “Il rallentamento del comparto bancario a fronte di un Ftse Mib ancora in crescita è la vera notizia di Milano”, osserva l’analista.

“Significa che il listino non è più solo a trazione banche, ma sta vivendo una fase di rotazione settoriale: gli investitori, dopo mesi di rally finanziario, cercano rendimento nei ciclici e nella tecnologia. Una dinamica che riflette anche il quadro globale, dove il taglio dei tassi statunitensi ha riacceso l’interesse per i semiconduttori e l’industria, spostando il baricentro del mercato dai titoli rifugio a quelli più agganciati alla ripresa”.

Leonardo tra i titoli sotto la lente

Il colosso della difesa, Leonardo, resta tra i titoli sotto la lente. “Spiragli di pace assenti, tensioni geopolitiche crescenti in Europa e una corsa agli armamenti che non accenna a fermarsi continuano a sostenere il settore”, dichiara Debach. Nel 2025 ha già registrato 20 nuovi massimi storici, ricorda, appoggiato da fondamentali solidi: ordini a 11,2 miliardi (+9,7% anno su anno), ricavi a 8,9 miliardi (+12,9%), free cash flow rivisto a 920-980 milioni e un debito in calo del 27% a 2,2 miliardi.

“Un contesto incerto, risultati contenuti ma resilienti, valutazione scontata e un backlog solido, il tutto accompagnato da un titolo in calo ogni anno dal suo sbarco a Piazza Affari, rendono Ferretti interessante da monitorare”, continua Debach. Secondo l’esperto, l’azienda ha chiuso il primo semestre di quest’anno con risultati modesti ma solidi, conseguiti in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e geopolitiche e pressioni sui prezzi. “La strategia di spostamento verso yacht di dimensioni maggiori e più personalizzati, insieme a un programma di contenimento dei costi fissi, sostiene la guidance 2025: ricavi attesi a 1,24 miliardi e margini verso il 16,5-16,7%”.

Quattro azioni a multipli compressi

L’analista evidenzia come nel Ftse Mib soltanto quattro titoli trattino oggi a multipli compressi: Campari, Nexi, DiaSorin e Amplifon. Un insieme di società, afferma Debach, che l mercato sta valutando a sconto rispetto alla propria storia. “In aggiunta, undici azioni del principale listino italiano scambiano da inizio anno con performance negative, segnalando una debolezza diffusa che coinvolge l’automotive, i semiconduttori (legate all’auto), il lusso, il beverage e la sanità. Certo, i dazi hanno fatto da detonatore, ma le crepe erano già evidenti da mesi”, dichiara l’esperto.

Brunello Cucinelli è l’emblema di questo quadro: da un +28% nei primi mesi del 2025, con 14 nuovi massimi storici, a un calo del 19% dai picchi. Il titolo è persino sceso, salvo recuperare, sotto il prezzo di ingresso nel Ftse Mib, penalizzato dapprima dalle valutazioni elevate e poi dall’attacco speculativo di settembre”, precisa Debach. Secondo l’analista, la decisione del management di anticipare la diffusione dei conti per fronteggiare i giornalisti ha contribuito a placare alcune tensioni, ma il vero segnale di inversione arriverebbe soltanto con un ritorno sopra i 108 euro, livello che interromperebbe la sequenza di massimi decrescenti.

Il caso di Stellantis

Stellantis, la multinazionale automobilistica, resta intanto in affanno. “La soglia dei 7,2 euro è ormai il supporto chiave che il mercato osserva, mentre i massimi decrescenti definiscono una struttura fragile. La congestione in atto è prossima a una rottura che chiarirà le prospettive del titolo”, sostiene Debach. “STMicroelectronics, invece, non ha ancora recuperato il gap ribassista del 16% di fine luglio, ma almeno ha interrotto la discesa”, prosegue, spiegando come la mancanza di ulteriori minimi apra alla possibilità di una stabilizzazione, premessa necessaria per un tentativo di ripresa e di recupero del gap.

Le azioni pronte al rimbalzo

Amplifon e DiaSorin incarnano le difficoltà del comparto sanitario. La prima ha perso oltre il quaranta per cento da gennaio ed è scivolata sotto il supporto dei quattordici euro, senza alcun segnale di consolidamento”, afferma Debach. La seconda ha ceduto circa il 30% dal massimo del 27% di gennaio e oscilla intorno ai 75 euro. “La compressione dei multipli riflette, in entrambi i casi, non tanto un’occasione immediata quanto un ridimensionamento delle aspettative”, dichiara l’analista. Poi conclude: “Amplifon, Diasorin, Campari e Cucinelli restano intrappolati sui minimi, senza ancora alcun segnale credibile di inversione, salvo per chi volesse anticipare il trend. Altri, come Stellantis e STM, mostrano i primi indizi tecnici di un possibile consolidamento, lasciando aperta la possibilità di un rimbalzo”.

Domande frequenti su Piazza Affari: le azioni ai minimi storici pronte al rimbalzo

Qual è la performance recente del settore bancario a Piazza Affari?

Il Ftse Italia All Share Banks, pur registrando un progresso di oltre il 48% da inizio anno, ha mostrato un rallentamento nell'ultimo mese, con una flessione dello 0,33%.

Quali titoli mostrano segnali di possibile consolidamento e potenziale rimbalzo secondo Debach (eToro)?

Stellantis e STM sono i titoli che, secondo Debach, presentano i primi indizi tecnici di un possibile consolidamento, aprendo la porta a un potenziale rimbalzo.

Cosa indica il rallentamento del settore bancario per il mercato di Piazza Affari?

Il rallentamento del settore bancario suggerisce che le banche non sono più il principale motore di Piazza Affari, indicando un possibile passaggio di testimone ad altri settori.

Quali sono le caratteristiche di alcune azioni menzionate nell'articolo?

L'articolo menziona la presenza di azioni a multipli compressi e il caso specifico di Stellantis, suggerendo che ci sono opportunità di investimento in titoli sottovalutati.

Qual è la prospettiva generale per le azioni a Piazza Affari secondo il titolo dell'articolo?

Il titolo dell'articolo suggerisce che le azioni a Piazza Affari, attualmente ai minimi storici, potrebbero essere pronte per un rimbalzo, indicando un potenziale recupero del mercato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Vuoi sapere come investire in azioni in Italia?