Generali, il prossimo stacco del dividendo oltre il 2026

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Un edificio in pietra grigia con la scritta “ASSICURAZIONI GENERALI” e una statua di leone alato sul tetto, su uno sfondo verde con simboli del dollaro e icone di denaro fluttuanti.

Assicurazioni Generali, un titolo da cassettisti che ha registrato performance di Borsa superiori alla media del settore nell’ultimo anno: ecco la strategia sul dividendo 2026

Indice

Assicurazioni Generali, quinta società per capitalizzazione a Piazza Affari, continua a essere una delle partecipate più ambite dagli investitori in cerca di stabilità e dividendi crescenti. L’ultimo stacco, relativo all’esercizio 2025, avverrà il 18 maggio 2026 e conferma ancora una volta la traiettoria di crescita della remunerazione: 1,64 euro per azione, in aumento del 14,7% rispetto agli 1,43 euro distribuiti l’anno precedente.

Il pagamento partirà dal 20 maggio 2026, con record date fissata al 19 maggio.

Da qui al 2027, come illustrato nella strategia industriale di medio periodo “Lifetime Partner 27: Driving Excellence” il dividendo non potrà diminuire nel corso del piano. Anche negli scenari meno favorevoli, la cedola non potrà scendere sotto i livelli raggiunti.

Una politica vincolata alla crescita

La strategia di Generali, delineata nel 2025, incorpora una vera e propria ratchet policy: il dividendo per azione potrà solo crescere almeno fino al 2027. Il gruppo triestino si è impegnato a aumentare il dividendo per azione con un CAGR superiore al 10%; distribuire oltre 7 miliardi di euro di dividendi cumulativi nel triennio; accompagnare la cedola con buyback per almeno 1,5 miliardi complessivi.

L’obiettivo dei dividendi rappresenta circa il 30% in più rispetto ai 5,5 miliardi distribuiti nel precedente piano “Lifetime Partner 24: Driving Growth”, è stato ribadito nell’ultimo aggiornamento sulle politiche distributive dello scorso gennaio. La crescita della remunerazione è scritta nella struttura stessa del piano industriale, con la distribuzione agli azionisti diventa così uno degli elementi centrali della strategia del gruppo.

Buyback e disciplina del capitale: la logica del “più vale restituire”

Parallelamente al dividendo, Generali ha rafforzato la politica di restituzione del capitale agli azionisti attraverso programmi di buyback annuali minimi da 500 milioni di euro.

Il primo buyback da 500 milioni è già stato avviato nel corso del 2025,l’impegno complessivo è di almeno 1,5 miliardi di euro lungo il periodo di piano 2025-2027.

Ogni operazione di M&A verrà confrontata con il rendimento alternativo ottenibile da un riacquisto di azioni proprie, ha precisato Generali. Non solo: eventuali risorse residue a fine piano potranno essere redistribuite, mentre i piani di incentivazione manageriale saranno eseguiti tramite buyback e non con nuove emissioni di azioni, evitando effetti diluitivi per i soci.

Quanto rende l’azione Generali oggi

Con un prezzo dell’azione pari a circa 38,72 euro, il dividendo da 1,64 euro implica un dividend yield lordo attorno al 4,2%.

Il rendimento resta interessante nel panorama assicurativo europeo, anche se inferiore a quello di alcune utility ad alto dividendo. Tuttavia, la forza di Generali continua a essere la combinazione fra crescita della cedola e rivalutazione del capitale.

Nei dodici mesi al 12 maggio 2026 il titolo ha guadagnato circa l’11,55% in Borsa, segnale di una buona tenuta del mercato anche dopo il forte rerating registrato negli ultimi anni dal comparto assicurativo europeo: nello stesso periodo, infatti, lo Stoxx Insurance ha guadagnato appena l’1%.

Generali, i numeri record del 2025

I risultati relativi al 2025 delineano un quadro pienamente coerente con gli obiettivi annunciati dal management guidato da Philippe Donnet. Nel corso dell’anno, i premi lordi sono saliti a 98,1 miliardi di euro, segnando una crescita del 3,6%, trainati in particolare dal segmento Danni, che ha messo a segno un progresso del 7,6%. Sul fronte del Vita, la raccolta netta ha raggiunto i 13,5 miliardi di euro, confermando la capacità del gruppo di attrarre nuovi capitali anche in un contesto di mercato non sempre favorevole.

Il risultato operativo ha toccato il livello record di 8 miliardi di euro, con un incremento del 9,7%, mentre l’utile netto normalizzato è salito a 4,3 miliardi, in crescita del 14,5%. Di pari passo, l’EPS normalizzato è aumentato del 16,2%, attestandosi a 2,85 euro per azione.

Numeri che confermano come il titolo Generali possa continuare a rappresentare una scelta interessante per l’investitore orientato al lungo periodo, che cerca una combinazione tra dividendi in crescita, solidità finanziaria e potenziale rivalutazione del capitale.

Domande frequenti su Generali, il prossimo stacco del dividendo oltre il 2026

Quando è previsto l'ultimo stacco del dividendo di Generali menzionato nell'articolo?

L'ultimo stacco del dividendo, relativo all'esercizio 2025, è previsto per il 18 maggio 2026. Questo evento conferma la tendenza di crescita della remunerazione per gli azionisti.

Qual è l'importo del dividendo per azione previsto per l'esercizio 2025 e qual è il suo incremento rispetto all'anno precedente?

Per l'esercizio 2025, il dividendo previsto è di 1,64 euro per azione. Questo rappresenta un aumento del 14,7% rispetto ai 1,43 euro distribuiti nell'anno precedente.

A partire da quale data inizierà il pagamento del dividendo relativo all'esercizio 2025?

Il pagamento del dividendo relativo all'esercizio 2025 partirà dal 20 maggio 2026. La data di reco è specificata come parte di questa informazione.

Qual è la politica di Generali riguardo alla restituzione del capitale agli azionisti?

La politica di Generali è incentrata sulla restituzione del capitale agli azionisti attraverso buyback e disciplina del capitale. Questo approccio è motivato dalla logica che 'più vale restituire' agli investitori.

Qual è la posizione di Generali nel mercato azionario e quale tipo di investitori attrae?

Assicurazioni Generali è la quinta società per capitalizzazione a Piazza Affari e si posiziona come una delle partecipate più ambite dagli investitori. Attrae coloro che cercano stabilità e dividendi crescenti.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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