Dopo un calo del mercato e dei prezzi registrato dal 2024 che ha colpito in particolare le auto prodotte prima del 1975 l’interesse dei collezionisti si sta spostando verso la produzione più moderna. E’ in corso un cambio generazionale tra i collezionisti (millennial e generazione Z) che sta spostando gli acquisti verso le hypercar sportive, ultramoderne e dall’ingegneria elevatissima prodotte in serie limitata, e verso le così dette youngtimer ovvero i modelli che hanno contrassegnato la produzione tra gli anni ’80 e gli anni ‘2000 in grado di fornire tecnologie essenziali mantenendo però il cuore meccanico, i materiali di qualità e un design di successo. A pagare per questo cambio di tendenza sono rispettivamente i tradizionali modelli vintage e le auto storiche che hanno interessato invece le generazioni precedenti.

Beppe Ambrosini
Tre categorie di collezionisti per le auto classiche
“Abbiamo oggi tre categorie di collezionisti” precisa Beppe Ambrosini, direttore generale di alcuni marchi di orologeria tra i più prestigiosi tra cui IWC, Piaget e Breitling e da sempre appassionato di motori da collezione, altro grande amore con i segnatempo, nell’ambito del quale è considerato oggi un esperto.
“La prima categoria è quella che vede i collezionisti con grandi mezzi a disposizione rivolgersi alle hypercar di ultima generazione e prodotte in serie limitata. Oltre a Ferrari con i modelli 348, 355 e 360, Porsche con le 993, 964 e 997 anche Lancia con la Delta 16 valvole sono di grande interesse collezionistico in prospettiva attuale e futura. In calo l’interesse di qualche anno fa verso Maserati che dopo una prima crescita di valore in particolare con le biturbo sta pagando lo scotto delle vicende societarie e a causa degli alti costi di manutenzione.
A questa tendenza si contrappone quella di una nuova generazione di collezionisti tra i quaranta e i cinquanta anni alla ricerca di modelli dagli anni ’80 in avanti in grado di unire grande design, strumentazione analogica e cambio manuale a motorizzazioni performanti e tecnologia utile negli esemplari sportivi. Le automobili con queste caratteristiche sono piacevoli da guidare in qualsiasi condizione e hanno un prezzo più accessibile. C’è poi una terza categoria di collezionisti che definirei “vintage” in quanto appassionati di auto prodotte fino agli anni ’70 dal fascino storico e con tradizione legata alle corse come la Millemiglia e Le Mans che hanno fatto la storia dell’automobilismo”.
Il ricambio generazionale e il fattore “investimento”
Dal punto di vista del mercato a soffrire è proprio quest’ultimo segmento che sta vedendo una riduzione delle quotazioni di 2/3 rispetto a quelle di cinque anni fa mentre le auto del segmento youngtimer stanno raddoppiando il loro valore rispetto allo stesso periodo. Il collezionismo di automobili cambia dunque pur conservando inalterato il suo fascino e si concentra sui modelli che contraddistinguono i tempi recenti.
“Stiamo assistendo a un ricambio generazionale nel mondo del collezionismo di auto”, aggiunge Ambrosini, “in queste categorie di collezionisti l’aspetto dell’investimento è uno dei fattori trainanti. Non si guarda più solo alla passione per il modello preferito ma anche alla crescita di valore nel tempo. In termini generali il mercato sta vivendo una fase di assestamento dopo le grandi vendite che hanno seguito la pandemia”. Infatti, quegli anni sono stati contraddistinti da una forte speculazione da parte di investitori e fondi che hanno acquistato in massa modelli di punta per rivenderli e realizzare profitti elevati. “Ora stiamo assistendo a una fase di correzione dei valori che si stanno riallineando a quelli corretti”, riprende Ambrosini che conclude “sono le stesse dinamiche che sta vivendo il mercato degli orologi da collezione ma questo è un altro capitolo”.
La passione rimane sempre alta verso le auto classiche
Se il mercato è in fase di riallineamento non si può dire lo stesso per l’interesse dei collezionisti verso questo segmento che rimane alto e anzi cresce grazie a mostre, concorsi, gare storiche e raduni. Il digitale e i social network sono entrati anche in questo mondo classico e hanno amplificato il fenomeno con diffusione di immagini, video e storie che attirano l’attenzione. Come nel caso dell’evento ideato dall’Avvocato Carlo Maria Del Conte che ogni domenica coinvolge a Milano in Piazza Affari sotto la scultura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan le auto storichedella città e no. Una iniziativa informale che in breve tempo ha creato un punto di incontro per appassionati e collezionisti, esperti di motori e semplici neofiti ma tutti rivolti verso le auto degli anni ’80 e ’90 (@quellidipiazzaaffari). Di recente un evento gemello ha preso il via anche a Torino in Corso Trento (@quellideltoret).

