Le garanzie d’asta trainano il mercato, ma i margini per i garanti si assottigliano
Nel mercato dell’arte contemporanea e del dopoguerra in asta, la parola chiave del 2025 è “garanzia”. Secondo l’ultimo rapporto specialistico di ArtTactic, il numero dei lotti garantiti hanno sfiorato il 73% nelle “Evening Sales” del primo semestre. È il dato più elevato da quando esiste il monitoraggio del fenomeno da parte dell’ente londinese, ovvero dal 2016. Il dato segnala la crescente centralità di questo strumento finanziario nell’attuale contesto di forte incertezza globale. L’analisi di ArtTactic si basa su oltre 2.320 lotti garantiti di artisti post-war, contemporanei e giovani contemporanei, per un controvalore di circa 10,04 miliardi di dollari.
Con lo strumento della garanzia il mercato dell’arte è sempre più finanziarizzato
L’uso della garanzia per le opere d’arte in vendita tramite asta non è certo una novità, ma il suo peso è cambiato radicalmente. Ormai non è più una modalità occasionale di supporto, bensì un meccanismo strutturale, capace di condizionare decisivamente le dinamiche di vendita nelle grandi piazze internazionali.
Si punta solo sui nomi solidi
A colpire, nell’utilizzo della garanzia, è soprattutto la sua concentrazione: il mercato delle garanzie ruota infatti attorno a un nucleo ristretto di nomi. I primi 25 artisti assorbono da soli il 72% del valore totale delle opere garantite. Il dato conferma quanto le case d’asta e i garanti si muovano con cautela, privilegiando firme dalla solidità ormai consolidata.
Il ruolo delle grandi case d’asta
Christie’s, Sotheby’s e Phillips – con le piazze internazionali di Londra, New York e Hong Kong – restano protagoniste assolute di questa partita. Nelle loro roboanti “evening sales” le garanzie fungono da cuscinetto finanziario, rassicurando i venditori. I quali così possono godere della certezza di una base minima di incasso, allo stesso tempo, le opere garantite, essendo già “vendute” stimolano la competizione in sala, online e al telefono, con un effetto domino psicologico non trascurabile sugli acquirenti. La conseguenza della garanzia per le opere d’arte in asta? Il risultato è che, nonostante la flessione generale del mercato, i lotti garantiti continuano a dominare la scena. La loro quota sul totale delle vendite è cresciuta ulteriormente rispetto al 2024, stabilendo un nuovo massimo storico.
Fiducia alta, ma rendimenti in calo
Il quadro tuttavia non è privo di ombre. Se da un lato l’indice di fiducia nelle garanzie resta positivo – ossia la maggior parte dei lotti garantiti è stata battuta a valori superiori alla stima minima – dall’altro emerge un calo dei margini per chi presta garanzia.
Il rendimento medio stimato per i garanti infatti è sceso dal 9,53% del 2024 al 7,49% nei primi sei mesi del 2025. In termini pratici, significa che lo strumento resta fondamentale per sostenere le vendite, ma la convenienza economica di chi se ne assume il rischio si è ristretta rispetto al passato.
Una fase di mercato complessa
Il calo dei rendimenti per i garanti va letto alla luce dell’attuale contesto macroeconomico, complesso. La volatilità sui mercati finanziari, la stretta monetaria delle banche centrali e le tensioni geopolitiche hanno alimentato un clima di generalizzata prudenza che inevitabilmente si riflette anche nel “mondano” mercato dell’arte. Pur con una fetta record di vendite garantite, il valore complessivo delle transazioni di questo segmento è in contrazione. Le garanzie sono diventate a tutti gli effetti un rifugio per venditori e case d’asta, ma la liquidità assoluta che circola nel sistema è meno abbondante rispetto a qualche anno fa.
La geografia della garanzia delle opere d’arte in asta
Il fenomeno si distribuisce in maniera non uniforme. La piazza più evoluta in tal senso rimane New York, con Londra e Hong Kong che si contendono il ruolo di piazze secondarie a livello globale. La garanzia si conferma un fattore decisivo per attrarre opere e collezionisti: senza la sicurezza di un floor price (“prezzo pavimento”) garantito, molti capolavori difficilmente raggiungerebbero il rostro.
Generazioni di artisti a confronto
Seppur timidamente, cresce la quota di artisti contemporanei giovani garantiti. Per costoro, la garanzia rappresenta non solo una sorta di paracadute finanziario, ma anche un robusto strumento di legittimazione.
Prospettive sulla garanzia delle opere d’arte in asta
Secondo ArtTactic, i prossimi mesi (2025-2026) saranno decisivi per capire se la tendenza al ribasso nei rendimenti dei garanti è destinata a consolidarsi. Le aste autunnali, tradizionalmente le più importanti dell’anno con quelle di maggio, forniranno una prova fondamentale. La domanda per gli artisti blue chip sembra reggere, ma la prudenza degli investitori potrebbe ridurre la disponibilità a concedere garanzie per artisti meno storicizzati. Il rischio concreto è quello di una ulteriore polarizzazione del mercato.
Le garanzie sostengono prezzi, fiducia e redditività del mercato dell’arte. Ma fino a quando?

