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Arte e collezionismo: stia in guardia il compratore!

Arte e collezionismo: stia in guardia il compratore!

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Alessandro Montinari
Alessandro Montinari

12 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • E’ il principio del Caveat emptor che deve guidare la circolazione delle opere d’arte

  • Avvocati, commercialisti e notai fanno ordine nel ginepraio delle norme del settore in occasione del Convegno dedicato al “Trasferimento dell’opera d’arte per atto tra vivi o mortis causa

  • E i collezionisti trovano nel Fai un alleato per la condivisone della bellezza (delle loro preziose opere)

Un importante evento su arte e collezionismo ha allietato il pomeriggio milanese dell’11 febbraio 2020. “Il trasferimento dell’opera d’arte per atto tra vivi o mortis causa” a Villa Necchi Campiglio, organizzato dallo studio legale Negri-Clementi

La fierezza di condividere con altri la bellezza della propria collezione deve essere lo scopo di chi è appassionato di arte e la acquista
BY Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai

La fierezza di condividere con altri la bellezza della propria collezione deve essere lo scopo di chi è appassionato di arte e la acquista. Il Fai è affianco del collezionista per questo scopo di condivisione come nell’esempio della casa nel cuore di Milano che ospita questo evento”. Così Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo del Fai, che ha aperto i lavori.

Tra collezioni di preziose ceramiche, disegni di Matisse, Picasso e Modigliani, opere del Tiepolo, di Canaletto e Sironi che fanno di Villa Necchi Campiglio uno dei siti più prestigiosi del Fai si è parlato di diritto dell’arte nell’evento organizzato con la collaborazione dello Studio Legale Negri-Clementi.

Fierezza e consapevolezza

I professionisti che si sono succeduti uno dopo l’altro al microfono hanno evidenziato la frammentarietà del quadro normativo e l’applicabilità delle regole generali alla circolazione delle opere d’arte. E allora le parole dell’avvocato Anna Paola Negri-Clementi sulla necessità di effettuare “acquisti consapevoli” suonano come un monito per chi colleziona arte.

La “consapevolezza” è nel certificato di autenticità rilasciato dall’artista o dall’archivio o dagli eredi, nella due diligence documentale, nel condition report sullo stato dell’opera, nella completezza del contratto di compravendita, nella serietà del venditore e nella prudenza del compratore. Grava sull’acquirente verificare la correttezza dell’opera.

E poi quando ci si imbatte negli “intoppi” sull’autenticità ecco le sanatorie ex post per le quali si applicano le norme sulla compravendita. Risoluzione per grave inadempimento nei casi dei falsi, se dichiarati autentici al momento dell’acquisto. Azione di annullamento per vizi del consenso nelle altre ipotesi. Tanti i casi di artisti vittime di contraffazioni o alterazioni che hanno dato luogo a casi giudiziari di rilievo nazionale.

Gli aspetti fiscali del collezionismo d’arte

Sugli aspetti fiscali è intervenuto il Dott. Briccardi di BBS-Lombard secondo cui l’attenzione del fisco è concentrata sulle imposte sui redditi. I passaggi tra privati al momento sono esenti ma in futuro lo scenario potrebbe cambiare. Oggi l’Agenzia delle Entrate difficilmente crede al semplice realizzo derivante da dismissione e contesta l’attività commerciale, seppur occasionale, che viene tassata.

Indaga sulle attività preparatorie alla vendita se ve ne sono state. Per quanto riguarda l’Iva l’Italia è agli ultimi posti per l’aliquota Iva all’importazione (10% mentre in Francia 5%). Dovrebbe essere uniformata ai Paesi vicini per evitare fenomeni evasivi. In un sistema così complesso occorre considerare che “La pianificazione fiscale non è tra le prime cose a cui si pensa quando si acquista arte ed è giusto che sia così. Ma poi quando si vende impatta notevolmente”.

La pianificazione fiscale non è tra le prime cose a cui si pensa quando si acquista arte ed è giusto che sia così
BY Dott. Briccardi, BBS-Lombard
George Grosz (1893-1959), Gefährliche Straße , 1918, venduto da Christie's Londra per 12.662.325 dollari (record personale per l'artista). Courtesy Christie's

Arte e collezionismo, la parola al notaio

Infine il notaio Arrigo Roveda chiude le relazioni soffermandosi sulla circolazione delle opere d’arte per testamento e successione. “Il collezionista ha aspetti peculiari. In primo luogo sopravvaluta il valore delle opere in collezione e in secondo luogo è legato in modo viscerale alle stesse”. La successione avviene per legge o per testamento. Il legato nel testamento è probabilmente la forma più comune per pianificare la successione di opere d’arte.

Un istituto che può essere utilizzato allo stesso fine è pure il trust testamentario che si caratterizza in quanto ci si può sempre pentire e cambiare idea nel testamento, poiché emendabile, mentre il trust costituito in vita è per sua natura irrevocabile. In alternativa si può costituire una fondazione sempre per testamento. In genere questo strumento viene utilizzato dagli eredi per la valorizzazione delle opere d’arte degli artisti.

Jean-Miche Basquiat, Rubber, 9.664.994 dollari da Sotheny's Londra nel febbraio 2020. Courtesy Sotheby's
Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
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