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Il fascino (illiquido) del debito privato

Il fascino (illiquido) del debito privato

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

23 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Il segmento del credito alle pmi non è negoziato sui mercati regolamentati e, per la sua naturale caratteristica di asset illiquido, offre rendimenti interessanti

  • Si ravvedono maggiori opportunità nel corporate credit rispetto al corporate equity

  • Nel primo semestre 2019 il tasso medio corrisposto dal debito privato è stato pari al 5,5%, concentrandosi prevalentemente sui settori industriale (34%), energetico (10%) e manifatturiero (10%)

     

Dà accesso a rendimenti potenzialmente più allettanti rispetto ai mercati quotati, con caratteristiche differenti rispetto al private equity. Così il private debt ha iniziato ad attirare attenzione crescente, non solo da parte degli investitori istituzionali

Poco più di un terzo rispetto al mercato dei loan (prestiti) statunitensi, poco meno della metà dell’ammontare totale di credito high yield a stelle e strisce: il settore del debito privato sta prendendo sempre più piede in Europa. In un contesto di crescita in calo, tassi a zero e ridotti margini di performance, gli operatori si sono progressivamente avvicinati ai private market per avere accesso a rendimenti potenzialmente superiori alla media, beneficiando del premio di illiquidità. Qualcosa sta però cambiando.

Debito privato: panoramica

Dove siamo oggi? Secondo Andrea Pescatori, amministratore delegato di Ver Capital “quello odierno è un momento positivo per investire nel mercato del credito privato: gli yield sono ancora interessanti e la volatilità, in un contesto accomodante, è molto bassa. Nonostante anche nel mercato private si siano già ridotti e di molto i margini di profitto, il settore si conferma tra i più interessanti”. Nel caso di specie, si ravvedono maggiori opportunità nel corporate credit rispetto al corporate equity. A tal proposito, “è importante non confondere il profilo degli equity investors, che guardano all’upside potential (il potenziale di apprezzamento in conto capitale ndr), con quello dei debt investors, che guardano anzitutto al downside protection (la protezione del capitale da potenziali ribassi ndr)” traendo profitto dal rientro dell’esposizione.

Debito privato: quanto pesa

Il comparto del debito privato si sta affermando sempre più come componente chiave di finanziamento per le imprese di piccola e media dimensione. Esso ha come principali interlocutori gli investitori istituzionali (fondi e compagnie di assicurazione in primis), nonostante si registri un crescente interesse da parte della schiera di investitori individuali. Diversamente dalle obbligazioni corporate di società quotate, il segmento del credito alle pmi non è negoziato sui mercati regolamentati e, per la sua naturale caratteristica di asset illiquido, offre rendimenti interessanti rispetto all’attuale struttura dei tassi.

Secondo una ricerca di Deloitte per Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt) nel primo semestre 2019 il tasso medio corrisposto dal debito privato è stato pari al 5,5%, concentrandosi prevalentemente sui settori industriale (34%), energetico (10%) e manifatturiero (10%).

Debito privato: loan vs high yield

Numeri a confronto, il mercato a stelle e strisce dei loan e del credito high yield si equivalgono, attestandosi ognuno attorno ai mille miliardi di dollari. Discorso differente per l’Europa, che ha ancora ampi margini di sviluppo, con complessivi 350 miliardi di euro sul comparto dei prestiti privati e 450 miliardi sul credito ad alto rendimento. “Investire oggi nel mercato obbligazionario senza andare sui loan”, ha commentato Pescatori, “è come andare col paraocchi”.

La correlazione tra i due comparti non deve infatti stupire: non è raro che le aziende rifinanzino i propri prestiti emettendo bond high yield, finendo dunque per offrire all’acquirente una duplice esposizione al medesimo soggetto. Incrementando il numero di strumenti a disposizione, il mercato ha continuato ad ampliarsi, facendosi passo a passo più liquido specie nel caso dei senior loan (la tranche del debito di fascia più alta), un segmento ormai “quasi-public”, cioè sempre più accessibile.

Debito privato: le soft skill

“Tra le voci che compongono il mercato del private market nel vecchio continente, gli euro loan e gli euro high yield rappresentano due facce della stessa medaglia, due mercati fortemente integrati, che si rivolgono ad una medesima categoria di investitori per lo più istituzionali”, ha aggiunto l’esperto di Ver Capital. A livello di mercato europeo, le grandi aziende emittenti hanno cominciato ad appellarsi in maniera costante al mercato dei bond (inizialmente in mano alle banche) e a quello dei loan (anzitutto rivolto a fondi istituzionali).

A causa dei maggiori vincoli posti dalla compliance e dal risk management, le banche hanno però progressivamente abbandonato il segmento secondario dei prestiti europei, lasciando tutto ai soli investitori istituzionali. La relazione con categorie di soggetti specializzati e la sofisticazione dei processi di selezione ha inoltre portato il mercato del debito privato e i player che in esso agiscono ad apprezzare sempre più le soft skill: dialogo, apertura, trasparenza informativa delle aziende investite e conoscenza diretta dei protagonisti ha elevato la comunicazione e le relazioni personali ad hard skill.

“Utilizzare le soft skill alla stregua di un asset”, ha concluso Pescatori, “ha un effetto diretto sul mercato più liquido degli euro loan e dell’euro high yield, ma ha anche una derivata seconda sul mercato illiquido del private equity, nell’ambito di operazioni cosiddette club deal”.

Gloria Grigolon
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