Azioni Europa, pessimismo dei gestori ai massimi dal 2024

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Una linea grafica bianca con tendenza al ribasso è sovrapposta a una bandiera dell'Unione Europea con numeri finanziari sullo sfondo, a simboleggiare un declino del mercato azionario o dell'economia dell'UE, che potrebbe interessare paesi come l'Italia.

L’orientamento dei gestori globali rimane rialzista, ma la tendenza a guardare fuori dall’Europa si è rafforzata, ha rilevato l’ultimo sondaggio BofA

Indice

I gestori di fondi globali restano in modalità rialzista, con una componente di liquidità in portafoglio che rimane ridotta al 4,1%, nonostante il piccolo rialzo dal 3,9% rilevato da Bank of America a maggio. Il rischio resta quindi quello di un livello di ottimismo che, storicamente, può anticipare possibili correzioni. Dietro la facciata, però, continua a perdere centralità l’allocazione verso le azioni europee, il cui sottopeso netto è passato dal 4 al 15% tra i gestori sondati a giugno, la visione più negativa dal dicembre 2024.

L’altro grande cambiamento rispetto alla rilevazione di un mese fa è che adesso i gestori non si limitano più a paventare i rischi di una seconda ondata di inflazione, ma iniziano anche a mettere in conto nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve: la quota di fund manager che si aspetta almeno un aumento dei tassi nei prossimi 12 mesi è salita dal 16 al 40%, mentre solo il 28% attende tagli, contro il 50% rilevato a maggio.

È un cambio di aspettativa che ha una sua coerenza interna, soprattutto se si considera quanto il rischio di una bolla AI sia tornato a salire nelle preoccupazioni dei gestori: è indicato come principale tail risk dal 28% del campione, in forte aumento rispetto al 5% di due mesi prima, e si colloca al secondo posto dietro la seconda ondata inflazionistica, citata dal 34%. Cresce, in parallelo, anche la previsione di tassi a breve più elevati: un altro segnale coerente con l’ipotesi che a un’inflazione più persistente possano seguire condizioni monetarie più restrittive.

Plebiscito, poi, quando si tratta di definire quale sia il principale trade in atto: “long global semiconductors” continua a vincere, con un consenso salito dal 73 all’80%, massimo storico del sondaggio. Mentre le previsioni macro rimangono fortemente orientate verso un’economia globale ancora in grado di crescere, la quota di sovrappesi in portafoglio sulle azioni globali è scesa dal 50 al 38% netto dei gestori, che hanno tagliato anche la componente tecnologica dal 33 al 26%. In termini di settori, il sovrappeso più consistente rispetto alle allocazioni storiche va a utility, commodity e materials.

Sondaggio europeo: la pace torna, l’inflazione resta

Nel frattempo, il campione sondato in Europa assume una postura più guardinga. Un saldo netto dell’11% degli investitori europei si aspetta ora un’accelerazione della crescita europea nei prossimi dodici mesi, in miglioramento rispetto al mese precedente, quando un saldo netto del 16% prevedeva invece un rallentamento. Anche il rischio recessione sembra allontanarsi: la quota netta di investitori che non vede una recessione in Europa all’orizzonte sale all’82%, dal precedente 61%.

Il rischio più temuto dai gestori del Vecchio Continente è però quello di una crescita accompagnata da prezzi ancora troppo orientati al rialzo. Nel sondaggio europeo, il 43% dei gestori si aspetta nei prossimi mesi uno scenario “higher for longer”, cioè una combinazione di crescita robusta e inflazione persistente; un altro 39% continua invece a prevedere stagflazione, quindi crescita debole e inflazione ancora elevata. La pace riduce il rischio geopolitico, ma non cancella il problema dei prezzi.

Nel breve termine prevale infatti la prudenza sulle prospettive immediate delle azioni europee: il 39% degli investitori si aspetta ribassi nei prossimi mesi, contro il 36% che vede rialzi, per un saldo netto negativo del 4%, la lettura più debole da settembre 2024. Sull’orizzonte a dodici mesi, però, lo scenario cambia segno: un saldo netto del 71% prevede rialzi per l’azionario europeo, mentre un saldo netto record del 93% si aspetta un miglioramento degli utili forward a dodici mesi.

Sul piano settoriale, l’orientamento europeo è meno ciclico rispetto ai mesi precedenti: un saldo netto del 25% degli investitori si aspetta una sottoperformance dei titoli ciclici rispetto ai difensivi nei prossimi mesi, il dato più negativo da dicembre 2023. Le banche restano comunque fra i settori più presenti nei portafogli europei: nel ranking dei sovrappesi settoriali, il comparto bancario è secondo soltanto all’healthcare e si mantiene davanti alla tecnologia.

Il settore più promettente in Europa, secondo il sondaggio, è però proprio l’healthcare: il 25% degli investitori lo indica come il comparto destinato a performare meglio nei prossimi dodici mesi. Seguono gli industriali, scelti dal 18% del campione, poi financials e tecnologia.

All’estremo opposto, i settori meno amati sono auto, media e retail, che risultano i maggiori sottopesi nei portafogli europei. Il caso dell’auto è particolarmente indicativo: il comparto è tra i più penalizzati nelle allocazioni, ma anche tra quelli percepiti come più sottovalutati.

Domande frequenti su Azioni Europa, pessimismo dei gestori ai massimi dal 2024

Qual è il livello di liquidità detenuto dai gestori di fondi globali e cosa suggerisce questo dato?

I gestori di fondi globali mantengono una componente di liquidità ridotta al 4,1%, un livello storicamente basso. Questo indica un elevato ottimismo che, secondo l'articolo, potrebbe anticipare possibili correzioni di mercato.

Come è cambiata l'allocazione dei gestori verso le azioni europee tra maggio e giugno?

L'allocazione verso le azioni europee ha perso centralità, con il sottopeso netto dei gestori che è aumentato significativamente dal 4% al 15% tra maggio e giugno.

Quali sono le principali preoccupazioni dei gestori di fondi globali secondo il sondaggio europeo?

Nonostante un ritorno della pace, l'inflazione rimane una preoccupazione centrale per i gestori. Questo, unito al basso livello di liquidità, aumenta il rischio di correzioni.

Cosa implica il livello di ottimismo dei gestori di fondi globali in termini di rischio per il mercato azionario?

Il livello di ottimismo dei gestori, riflesso nella bassa liquidità in portafoglio, è storicamente associato a un rischio maggiore di correzioni di mercato. Questo suggerisce cautela per gli investitori.

Qual è la tendenza generale dei gestori di fondi globali riguardo all'investimento in azioni?

I gestori di fondi globali rimangono in modalità rialzista, mantenendo una bassa percentuale di liquidità nei loro portafogli. Tuttavia, mostrano una crescente sfiducia verso le azioni europee.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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