Borse: i settori che vincono nel peace trade fra Usa e Iran

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Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania e parla al telefono fisso. Sullo sfondo si vede una bandiera americana. L'immagine è in bianco e nero.

Accordo USA-Iran: scatto delle aerolinee (+5,37%), auto e banche; crolla l’energia (-3,17%). Le rotazioni settoriali dietro il cauto +0,25% dello Stoxx 600.

Indice

I dettagli del memorandum d’intesa fra Usa e Iran, che sarà firmato in Svizzera il 19 giugno, restano ancora parziali, ma i mercati europei ha già messo in campo il “trade della pace”. E come prevedibile i settori che più hanno sofferto il timore di un conflitto prolungato sono diventati i principali bersagli delle nuove ondate d’acquisto. Nel complesso, lo Stoxx 600 si limita a un cauto +0,25% in chiusura il 15 giugno, ma dietro a questo risultato si nascondono potenti rotazioni di portafoglio.

Mercati europei · 15 giugno 2026

Pace USA-Iran: volano le aerolinee,
il petrolio perde oltre il 3%

Il calo del rischio geopolitico ridisegna i settori. Variazione % intraday degli indici Stoxx.

Miglior settore

+5,37%

Airlines

Peggior settore

-3,17%

Energy

Indice generale

+0,25%

Stoxx 600

Airlines +5,37%; Automobili e parti +3,72%; Banche +2,24%; Costruzioni +1,87%; Tecnologia +1,24%; Stoxx 600 +0,25%; Difesa -1,49%; Energia -3,17%
In rialzo In ribasso Benchmark (Stoxx 600) Fonte: indici Stoxx

Energia: il settore-guerra paga il prezzo della pace

Il colpo più duro arriva dove era più atteso. L’indice Stoxx Energy cede il 3,17%, segnando la performance settoriale peggiore della giornata e chiudendo il cerchio su settimane in cui il premio di rischio geopolitico aveva gonfiato le quotazioni del comparto, il più favorito nello scenario in cui i costi energetici si mantengono sostenuti. Un nome su tutti: Eni, che ha perso il 4,7%.

Il Brent ha già sfondato al ribasso gli 83 dollari al barile. Ion Jauregui di ActivTrades ricorda che il future ha già rotto la media mobile a 200 giorni, con il punto di controllo successivo attorno all’area dei 67 dollari: “Se l’attuale slancio ribassista continuasse a testare prezzi più bassi, potremmo assistere a una correzione verso il punto di controllo vicino all’area dei 67 dollari”.

“Il nuovo-vecchio ordine di mercato per petrolio e gas naturale è caratterizzato da dinamiche di eccesso di offerta che potrebbero risultare ancora più marcate rispetto a quelle osservate alla fine dello scorso anno”, scrive in una nota Norbert Rücker, Head Economics and Next Generation Research di Julius Baer. Rücker ricorda anche che la maggior parte dei giacimenti iraniani è stata “semplicemente ridotta nelle attività e non completamente fermata”, il che significa che la ripresa dell’offerta potrebbe essere più rapida di quanto i mercati stiano già scontando.

Lombard Odier mantiene una view più graduata, con un prezzo medio del Brent previsto a 90 dollari al barile per i sei mesi dall’inizio del conflitto, con un target a 12 mesi a 78 dollari. Ma il messaggio sottostante è lo stesso: il petrolio va verso un raffreddamento. La velocità di questo processo, però, dipenderà da quella con la quale si normalizzeranno i flussi lungo lo Stretto di Hormuz.

“La natura parziale dell’accordo di pace è un caveat importante. In questa fase, resta il rischio di una nuova escalation”, osserva in un commento a We Wealth Vladimir Gorshkov, Macro Policy Strategist di State Street Investment Management, “ciò che conta per i mercati è la visibilità sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. L’accordo raggiunto dipende ancora dall’attuazione, quindi resta da vedere in che misura questi flussi saranno ripristinati nel breve termine”. 

Aerolinee: il rimbalzo più lungo è quello dalla guerra alla pace

Con un +5,37%, lo Stoxx Airlines è il settore che beneficia più visibilmente dell’accordo, e le ragioni sono immediate e strutturali insieme. “Il conflitto ha alterato le rotte di volo, spinto al rialzo i costi del carburante per aviazione e indebolito la fiducia nei viaggi verso mete turistiche come Dubai. Se le tensioni continueranno ad allentarsi, compagnie aeree, aeroporti, operatori turistici e società legate al turismo potrebbero beneficiare di una graduale ripresa della domanda di passeggeri”, dice a We Wealth Jake Coulson, Investment Writer di HANetf. Ma non è solo la domanda a fare la differenza: “Un calo dei prezzi del carburante per aviazione rappresenterebbe inoltre un fattore favorevole per le compagnie aeree, dal momento che il carburante è una delle principali voci di costo operativo del settore”.

Nel frattempo lo Stoxx Automobiles & Parts guadagna il 3,72%, lo Stoxx Construction l’1,87%, scontando un miglioramento delle prospettive di domanda globale che i mesi di conflitto avevano compresso. Se per l’automotive il ragionamento passa dalle catene di fornitura, per le costruzioni pesano le migliori prospettive di crescita economica in uno scenario di pace: è la narrazione comune ai settori ciclici, che dopo aver subito lo sconto da recessione potenziale tornano ad essere appetibili. “L’eventuale de-escalation dovrebbe favorire un allargamento del rally azionario verso i settori più ciclici”, nota Lombard Odier, un segnale che le costruzioni e l’auto incarnano perfettamente in questa sessione.

Banche: migliora lo scenario sul costo del rischio

Il +2,24% dello Stoxx Banks sembra guidato da attese più favorevoli sulla qualità del credito, potenzialmente minacciato dall’effetto perverso di uno scenario stagflattivo. Lombard Odier ha alzato il comparto finanziario a “settore preferito” proprio nelle ultime settimane, accanto a utilities e healthcare, prevedendo che la de-escalation avrebbe creato le condizioni per una rotazione verso asset più ciclici.

Secondo una nota di Oxford Economics il rallentamento del rischio energetico riduce la probabilità di rialzi dei tassi da parte di Federal Reserve (in riunione il 16-17 giugno) e Bank of England, un contesto che, paradossalmente, favorisce le banche perché allontana lo scenario peggiore di credit crunch e default aziendali a catena, scrive l’Head of Global Macro di Oxford Economics, Ben May.

Difesa: arretramento momentaneo?

Il vento di pace ha raffreddato, come prevedibile, l’attrattiva dell’indice della difesa: lo Stoxx Targeted Defence lascia sul campo l’1,49%, ma non sembra un contraccolpo capace di modificare i fattori di lungo termine del settore. “Anche se un accordo di pace dovesse ridurre le tensioni nel breve periodo, i governi dovranno continuare a investire in difesa aerea, radar, sensori, guerra elettronica, sistemi senza pilota e tecnologie di intercettazione”, dichiara Coulson. Il conflitto ha rafforzato il ruolo dei droni nella guerra moderna in un modo che un memorandum non basta a invertire: “La crisi potrebbe attenuarsi, ma le lezioni strategiche per la sicurezza energetica, la resilienza dei viaggi e la difesa moderna sono destinate a rimanere”.

Se sarà l’inizio di una fase per i mercati dipenderà dall’effettiva entrata in forza dell’accordo. In ogni caso, “per i mercati, questo spostamento verso scenari macro più positivi è rilevante. Ciò che viene scontato al ribasso sono gli scenari che prevedevano danni stagflazionistici significativi all’economia globale, mentre ciò che viene incorporato nei prezzi è una maggiore certezza di uno shock più contenuto”, afferma Gorshkov, “Questa compressione del premio per il rischio geopolitico è strutturale, e sostiene la tenuta del “peace trade” nei prossimi mesi”.

Domande frequenti su Borse: i settori che vincono nel peace trade fra Usa e Iran

Quali settori finanziari stanno beneficiando maggiormente del 'trade della pace' tra USA e Iran?

I settori che più hanno sofferto il timore di un conflitto prolungato stanno diventando i principali bersagli delle nuove ondate d'acquisto. Tra questi, l'energia, le aerolinee, le banche e potenzialmente la difesa sembrano essere i più interessati da queste rotazioni di portafoglio.

Qual è l'impatto previsto sul settore energetico a seguito di un accordo di pace tra USA e Iran?

Il settore energetico, definito 'settore-guerra', sta pagando il prezzo della pace, suggerendo un potenziale calo della sua performance a causa della diminuzione delle tensioni geopolitiche. Questo potrebbe riflettersi in una minore volatilità e in un riposizionamento degli investimenti.

Come si sta muovendo il settore delle aerolinee in relazione al 'trade della pace'?

Le aerolinee stanno vivendo un rimbalzo significativo, passando dalla paura di un conflitto alla prospettiva di pace. Questo indica una ripresa della fiducia degli investitori nel settore, che potrebbe tradursi in un aumento della domanda e dei profitti.

Quali sono le aspettative per il settore bancario in questo scenario di 'peace trade'?

Lo scenario sul costo del rischio per le banche sta migliorando, suggerendo una maggiore stabilità e una riduzione delle perdite potenziali. Questo è un segnale positivo per il settore bancario, che potrebbe beneficiare di un contesto economico più sereno.

Qual è la data prevista per la firma del memorandum d'intesa tra USA e Iran e quale impatto ha avuto sui mercati europei?

Il memorandum d'intesa tra USA e Iran è previsto per essere firmato in Svizzera il 19 giugno. Anche se i dettagli sono ancora parziali, i mercati europei hanno già reagito positivamente, mettendo in atto il 'trade della pace' con significative rotazioni di portafoglio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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