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La lotta al climate change ha due strategie vincenti: ecco quali

31 Luglio 2020 · Giulia Bacelle

Nei prossimi 40 anni sarà necessario aumentare del 70% la produzione di cibo e l’utilizzo dei terreni per soddisfare tale obiettivo influirà del 23% sul totale delle emissioni di carbonio prodotte nel mondo. Se un futuro sostenibile passa attraverso le scelte del presente, sarà meglio cominciare a rimboccarsi le maniche

Essere partecipi alla lotta contro il cambiamento climatico significa anche investire responsabilmente. “Integrare i fattori Esg (environment, social e governance) è ormai una necessità per creare valore di lungo termine per i portafogli degli investitori”, ricorda Allianz Global Investors, attiva nel settore degli investimenti sostenibili. Questo permette la “generazione di risultati intenzionali e identificabili in ambito ambientale e sociale in aggiunta al rendimento finanziario. Allianz GI ritiene sia importante incentivare la società a svolgere ruoli attivi nella transizione verso un’economia a basse emissioni”.

Un cambiamento che interessa anche il sostentamento dell’essere umano: le stime prevedono un incremento del 70% nella produzione di cibo per soddisfare le esigenze dell’uomo – con grandi disuguaglianze tra Paesi in cui si muore ancora di fame e altri in cui è il cibo stesso ad aumentare il tasso di mortalità della popolazione. Una necessità che, da sola, aumenterà del 23% le emissioni di carbonio prodotte globalmente. Come fare per invertire il trend?

Due strategie per arginare il climate change

Ad oggi vi sono due strade percorribili.
La prima è quella della mitigazione dei fattori chiave, che passa principalmente attraverso una riduzione delle emissioni di CO2 (prodotte dalle fonti energetiche utilizzate per la produzione e la distribuzione di elettricità, il riscaldamento e la mobilità) o un aumento della cattura delle stesse grazie a foreste, oceani e nuove tecnologie. Per la strategia di mitigazione, inoltre, è necessario limitare l’impatto dell’uomo sul cambiamento climatico e stabilizzarlo, consentendo agli ecosistemi di adattarsi al cambiamento.
La seconda soluzione è, invece, l’adattamento al cambiamento e passa attraverso la riduzione della vulnerabilità di tale fenomeno e lo sfruttamento delle opportunità che si vengono a creare.

Tre profili per una selezione responsabile

Una volta individuate le strategie, rimane fondamentale capire come selezionare le aziende impegnate nella lotta contro il cambiamento climatico. Obiettivo non è l’esclusione a priori di settori ad alta emissione, ma proprio il supportare la trasformazione di quelle e altre aziende verso un’economia più verde. È così che Allianz GI ha sviluppato una selezione in cui, all’interno del fondo dedicato, rientrano aziende con almeno uno dei seguenti profili pro-clima:

  1. Best solution (migliori soluzioni): comprende aziende il cui core business è lo sviluppo di prodotti e servizi per il passaggio a un’economia a basse emissioni;
  2. Best effort (massimo impegno): sono imprese che dimostrano innovazioni e cambiamenti positivi contro il climate change;
  3. Best performer (migliori prestazioni): società operanti in diversi settori che, in base a specifici indicatori, sono diventate delle best practices.

“Gli investimenti diretti e indiretti legati a mitigazione e adattamento al cambiamento climatico rappresentano un’opportunità interessante per partecipare attivamente a una delle sfide più rilevanti di questo secolo”, conclude Allianz GI.

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