L’India è la quarta piazza azionaria al mondo. Come investire

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
5.2.2024
Tempo di lettura: 3'
Quali saranno le principali società indiane a superare la capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari? Ne parliamo con Fabrizio Salcedo, Vice president – business development Southern Europe di UTI International

È una crescita inarrestabile, quella dell’India. A fugare anche gli ormai pochi dubbi rimasti a riguardo è una notizia già storica per la Tigre: secondo Bloomberg, infatti, lo scorso 23 gennaio la piazza azionaria indiana ha superato quella di Hong Kong per capitalizzazione di mercato, chiudendo a 4.330 miliardi di dollari contro 4.290 miliardi e posizionandosi al quarto posto a livello mondiale. Una crescita inarrestabile, ma soprattutto rapida, è quella che caratterizza l’economia del paese: il sorpasso della soglia dei 4.000 miliardi di dollari di market cap era infatti avvenuto solo lo scorso 5 dicembre. Per consacrare definitivamente Dalal Street, tuttavia, un ultimo traguardo attende la Tigre, ovvero quello del primo titolo da più di mille miliardi di dollari. Un evento che potrebbe avvenire nel 2032, secondo quanto riportato dalla società di brokeraggio ICICI Securities. Al mondo, vi sono solo sei società ad avere raggiunto questo obiettivo: Apple (ad agosto 2018, oggi l’unica insieme a Microsoft ad aver superato i 3mila miliardi di dollari a gennaio 2022), Microsoft (giugno 2019, gennaio 2024 la soglia dei 3mila miliardi), Saudi Aramco (dicembre 2019 sopra i 2mila miliardi), PetroChina (novembre 2007), Alphabet (novembre 2021 sopra i 2mila miliardi), Amazon (settembre 2018), Meta (giugno 2021), Tesla (ottobre 2021), Nvidia (maggio 2023). 


Quale sarà la prima società indiana a conquistare l’ambita meta? We Wealth lo ha chiesto a Fabrizio Salcedo, Vice president – business development Southern Europe di UTI International.


Tra i nomi più gettonati vi è Bajaj Finance, market cap di 55 miliardi di dollari. Quale la sua crescita?

Bajaj Finance è una delle punte di diamante del nostro fondo UTI India Dynamic Equity Fund. Presente nel portafoglio dal lancio della strategia nel 2010, quando era ancora una small cap, la società è una di quelle per le quali il portfolio manager del fondo si è trovato più volte a dover ridurre la posizione per evitarne una sovraesposizione data dalla crescita così forte del prezzo delle sue azioni. Basti pensare che negli ultimi 10 anni il titolo ha reso ai suoi investitori buy & hold oltre il 4.500,00% in rupie indiane. Addirittura, la crescita del prezzo delle sue azioni supera il 100.000,00% in 20 anni (dal 22 gennaio 2004 al 19 gennaio 2024 secondo Bloomberg), dato che fa impallidire anche alcuni dei magnifici 7”.


Qual è la storia dietro alla sua performance da record? Quali i collegamenti con la società indiana?

Bajaj Finance è un’azienda che rappresenta alla perfezione la storia della crescita indiana. Partita come ramo finanziario di Bajaj Group, si dedicava inizialmente a elargire prestiti per comprare tuk tuk, ovvero quei veicoli a tre ruote così popolari in India per essere più economici di una macchina e più utili di una moto, visto che permettono di trasportare una famiglia intera. Dato il successo di questa linea di business, Bajaj Finance passò a fornire prestiti anche per elettrodomestici, piccoli e grandi, per poi aggiungere mutui per le case e prodotti assicurativi. Un viaggio dalla classe bassa alla classe media, in perfetta sintonia con il paese. Oggigiorno Bajaj Finance è tra le NBFC (Non Banking Financial Company) indiane più grandi e sofisticate del paese, con più di 73 milioni di clienti in tutta l’India. Basti pensare che più della metà dei prestiti al consumo passano da loro (in termini di volume), con circa il 27% dei prestiti per iPhone”.  


Bajaj Finance non è tuttavia l’unica società in lizza…

“Esatto. Il titolo che però sembra avere la maggior probabilità di raggiungere l’ambiziosa meta di mille miliardi di dollari come capitalizzazione di mercato entro il 2032, secondo quanto riportato dall’Economic Times, è infatti HDFC Bank. La società presenta una market cap da $169 miliardi ed è una delle 10 banche più grandi al mondo (sempre per capitalizzazione di mercato) dopo la sua fusione con HDFC Ltd (che si dedicava solo ai mutui per le case) nel 2023. HDFC Bank è la principale banca privata in India in termini di asset e conta più di 8.000 uffici in quasi 4.000 città. La missione di HDFC Bank è quella di divenire una “world-class Indian bank” offrendo una vasta gamma di prodotti sia retail che corporate. Anche il suo titolo, parte anch’esso dello UTI India Dynamic Equity Fund, ha una traiettoria molto interessante: +221% in 10 anni e +1.600,00% in 20 anni secondo Bloomberg (rendimenti sempre misurati in rupie indiane).


Due su tre dei titoli candidati a raggiungere i mille miliardi di dollari entro il 2032 provengono dal settore bancario (fuori da questa analisi vi è solo Reliance Industries (RIL)). Si tratta di un caso o di un segnale?

Un segnale, senza alcun dubbio: per quanto questo risulti un segmento maturo e ‘noioso’ in Occidente, in India si tratta di un settore in piena crescita. Per esempio, come discusso nell’articolo India potenzia il motore: sette passi verso l’inclusione finanziaria, il numero di conti bancari sta crescendo del 10% all’anno dal 2003, e il numero di individui che hanno ottenuto un prestito è più che raddoppiato nello stesso arco di tempo”. 




LE OPPORTUNITÀ PER TE. Come si stanno preparando i mercati alle elezioni in India? Come possono gli investitori allineare i propri portafogli a seconda degli scenari più probabili? Gli advisor selezionati da We Wealth possono aiutarti a trovare le risposte che cerchi. TROVA IL TUO ADVISOR

Cosa vorresti fare?