Nella sfida dell'intelligenza artificiale, chi vince prende tutto

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
26.5.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel prossimo futuro il campo di applicazione dell’intelligenza artificiale (IA) aumenterà notevolmente, con i leader di oggi che aumenteranno il proprio successo
“Nell'evoluzione accelerata dell'intelligenza artificiale, i vincitori conquisteranno sicuramente una quota di mercato maggiore”. A spiegarlo è Neil Robson, Responsabile azioni globali presso Columbia Threadneedle Investments. Così “i guadagni di competitività prodotti dall'IA accentueranno l'asimmetria dei Roe (il Return on equity, gli indicatori economici sulla redditività del capitale proprio, ovvero quanto rende il capitale conferito all'azienda dai soci, ndr) a favore delle aziende del decile superiore, concentrandoli ulteriormente tra gli operatori leader, che potranno realizzare Roe sostenuti del 30-40%”. Ma chi sono le aziende meglio posizionate per il successo? E quali saranno le imprese vincitori?

Intelligenza artificiale, partire dal cloud computing


“Dalle reti di trasporto, energia e comunicazione a quasi tutti i processi di fabbricazione, il campo di applicazione delle decisioni in tempo reale basate sull'IA aumenterà notevolmente”, spiega Robson. Tuttavia, inizialmente sarà necessario costruire l'infrastruttura necessaria per tale cambiamento, “dall'adozione più diffusa del cloud computing all'introduzione delle reti 5G, fino a sforzi maggiori da parte delle aziende per aggregare e strutturare i propri dati”. Un periodo che, secondo l'esperto, potrebbe coprire i prossimi tre anni. “In questa fase, individuare i potenziali vincitori sarà relativamente facile: grandi proprietari di dati, principali fornitori di hardware essenziale, ma anche leader dell'automazione industriale o del sequenziamento genetico”.

Chi vince prende tutto


Ciò nonostante, “i vincitori più evidenti saranno gli oligopolisti che dominano il cloud computing: Amazon, Microsoft e Google”. Già nel 2020, ad esempio, “Amazon Web Services ha riportato un fatturato di circa 45 mila miliardi di dollari, mentre Microsoft ha registrato una crescita del 50%. Insieme, le due aziende potrebbero contare su un giro d'affari superiore agli 80 miliardi di dollari, con previsioni di crescita oltre i 500 miliardi nel futuro”, spiega Robson. Un dato significativo, se si considera che ogni anno la spesa totale delle imprese per l'informatica supera i 1000 miliardi di dollari. “Non vedo attualmente nuovi potenziali concorrenti in questo settore. È quasi impossibile entrare, perché si andrebbe incontro a un'emorragia di denaro”, continua l'esperto. Terzo posto nel podio per Google, “che potrebbe però rafforzare la propria posizione sfruttando i significativi investimenti effettuati nelle competenze di IA per offrire servizi cloud arricchiti di strumenti di intelligenza artificiale, secondo un modello di IA come servizio”.

Investire nelle migliori aziende della tecnologia


Cloud computing a parte, sono numerosi gli ambiti che l'intelligenza artificiale potrebbe rivoluzionare in futuro. “La sfida per gli investitori sarà sempre la stessa: capire quali aziende hanno i migliori vantaggi competitivi e sono meglio posizionate per beneficiare delle dinamiche in atto nei rispettivi settori”, puntualizza Robson.
Di una disciplinata analisi fondamentale e ricerca beneficia Threadneedle (Lux) Global Technology Fund, un fondo azionario a gestione attiva ad alta convinzione che dal 2010 investe in società dalle valutazioni interessanti e dal potenziale di crescita sostenibile nel settore tecnologico. Così “gli investitori hanno la possibilità di accedere a un portafoglio concentrato di migliori idee di società tecnologiche e legate al settore tecnologico operanti su scala mondiale, cercando di trarre vantaggio da quelle aziende incomprese e trascurate dagli analisti per beneficiare dei trend prima che questi vengano compresi a pieno dal mercato”, spiega il gestore del fondo Paul Wick.
Il team di gestione, con sede nella Silicon Valley, punta su un approccio slegato dalla replicazione di un indice, scovando “quelle società di medie dimensioni che tendono ad avere prospettive di crescita a lungo termine più rapide e hanno maggiori probabilità di essere acquisite”, continua Wick. “Infine, prestiamo attenzione alle valutazioni e ci chiediamo sempre se una data azienda abbia alcuni requisiti, come quello della proprietà intellettuale e della gestione del talento ingegneristico, che la porteranno ad avere successo e ad avere alta redditività nel lungo periodo”.

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