Esg, ai dati di oggi manca l'imprevedibilità dell'innovazione

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
28.5.2021
Tempo di lettura: 3'
Le previsioni si poggiano su dati di nostra conoscenza in un determinato momento e non tengono conto dell’innovazione e delle tecnologie che arriveranno in futuro: così anche per i temi Esg
Alla transizione climatica Alla fine del 1800, l'uomo fu posto davanti a un ostacolo, allora considerato insormontabile, circa lo sviluppo urbano: il liquame dei cavalli. Un articolo del 1894 pubblicato sul The Times, ad esempio, prevedeva che tali rifiuti avrebbero sommerso le strade di Londra di 9 piedi (circa 2,7 metri) entro 50 anni. La natura del problema risiedeva nella difficoltà di smaltimento del liquame dalle strade: tanti più cavalli sarebbero stati necessari per tale compito, tanti più rifiuti si sarebbero creati. Così nel 1898 i più illustri urbanisti del tempo si riunirono a New York per trovare una soluzione a tale problema, in una conferenza della durata supposta di dieci giorni; dopo soli tre, gli esperti lasciarono la città privi di alcuna proposta.

“Tuttavia, un fatto sfuggiva agli urbanisti: le previsioni si poggiano su dati di nostra conoscenza in un determinato momento e non tengono conto dell'innovazione e delle tecnologie che arriveranno in futuro”, spiega Cristina Mazzurana, Managing director financial intermediaries di Capital Group nel corso dell'intervento Dai combustibili fossili alle energie rinnovabili: le implicazioni per l'investimento a lungo termine tenutosi il 25 maggio a Consulentia21. “Grazie a innovatori come Gottlieb Daimler e Henry Ford, le nostre città furono salvate dai liquami con l'arrivo dei trasporti. Oggi, forse, sono proprio questi ultimi a rappresentare il principale ostacolo allo sviluppo della società. I nostri esperti dovranno quindi ricercare una soluzione per sostituire i veicoli in circolazione con nuovi modelli che non producano anidride carbonica e gas serra, al fine di contenere il più possibile i danni legati al cambiamento climatico”.

Tutte le attività producono gas serra


“È ormai appurato che i cambiamenti climatici sono causati dalle emissioni di gas serra”, continua Mazzurana. Una volta che i raggi solari raggiungono terra vengono infatti riflessi in raggi infrarossi a onde lunghe che, bloccati dalla coltre di gas serra, accumulano calore tra la superficie terrestre e l'atmosfera. Delle 51 tonnellate di gas serra che ogni anno vengono emesse, spiega Bill Gates nel suo ultimo libro How to Avoid a Climate Disaster, solo il 25% deriva dalla produzione di energia elettrica. Il restante 75%, spiega il fondatore di Microsoft, è causato da una molteplicità di attività: tutto produce gas serra. Tuttavia, “quel 25% ha nella maggior parte dei casi già implementato delle strategie volte a contenere il cambiamento climatico: come fare, con il restante 75%?”

L'Esg è una questione di lungo periodo


Secondo la Iea, l'International energy agency, per arrivare a un livello di emissioni nette pari a zero in termini di gas serra l'uomo dovrebbe produrre 145 mila terawatt di energia da fonti rinnovabili. “A questa enorme quantità di energia corrispondono investimenti per 1500-1800 miliardi di dollari all'anno per tre decenni”, spiega Mazzurana. “Per investitori come noi, ma per tutto il genere umano, è un'opportunità incredibile. Tuttavia, delle società che proveranno a cavalcare questa onda verde, alcune avranno successo, altre no: è necessario individuare quelle aziende che hanno le strategie più sostenibili nel lungo periodo”.

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