La ricchezza oltre i mercati: patrimonio a prova di futuro

Tra volatilità e nuovi scenari globali, la ricchezza si costruisce con visione, protezione e capacità di guardare oltre i mercati

La ricchezza non si misura più solo nella capacità di cogliere le opportunità dei mercati, ma anche in quella di proteggerla, governarla e trasmetterla nel tempo. In un contesto complesso e in rapida evoluzione, Francesco Rubino, Head of Wealth Management Network di UniCredit in Italia, racconta il nuovo ruolo del wealth management tra pianificazione patrimoniale, next generation e intelligenza artificiale.

Dopo sette anni alla guida di Cordusio Fiduciaria, ha assunto il ruolo di responsabile del network Wealth Management di UniCredit in Italia. Quali sono le sue impressioni alla luce di un contesto di mercato particolarmente complesso? 

Mi inserisco in una struttura solida, ricca di competenze ed energia, con un team guidato da visione e ambizione di crescita. Il contesto di mercato è complesso, ma è questo a rendere la sfida ancora più stimolante e coerente con il mio percorso. Guidare il network Wealth Management di UniCredit in Italia per me significa andare oltre la gestione degli investimenti: è una responsabilità concreta, quella di dare solidità e direzione al patrimonio dei nostri clienti, nel percorso evolutivo da Unlocked a “Unlimited”. 

Tensioni geopolitiche, dazi e crisi energetica rendono difficile ogni scelta di investimento. Come cambia il dialogo con i clienti? 

Il contesto attuale rafforza il bisogno da parte degli investitori di proteggere in modo più consapevole il proprio patrimonio. In questo scenario, la gestione patrimoniale non può più limitarsi alla domanda “dove o in cosa investire oggi”. La vera sfida per famiglie, imprenditori e investitori evoluti è costruire un sistema patrimoniale solido nel tempo, capace di proteggere il benessere familiare e di tradurre gli obiettivi di vita in scelte finanziarie coerenti. Questo non significa ignorare l’andamento dei mercati, ma riconoscere che la creazione di valore non dipende solo da essi. Nasce, piuttosto, dalla capacità di governare in modo integrato l’intero ecosistema patrimoniale: dagli investimenti finanziari agli asset immobiliari, dalle partecipazioni aziendali ai passaggi generazionali, fino agli aspetti fiscali e alla protezione personale e familiare. 

Come si trasferisce questo approccio nel vostro modello di servizio? 

Il nostro impegno è superare la logica della performance di breve periodo del portafoglio e puntare alla solidità complessiva del patrimonio dei nostri clienti, accompagnandoli in un percorso strutturato fondato su 4 pilastri: asset allocation strategica costruita a partire dagli obiettivi reali del cliente; diversificazione intelligente tra mercati tradizionali, private markets e strategie alternative; protezione e governance del patrimonio in tutte le sue componenti e una relazione dedicata, con un banker supportato da specialisti finanziari ed esperti di wealth planning e corporate advisory. 

Il risultato è un patrimonio non solo investito, ma organizzato, protetto e orientato verso ciò che conta davvero. 

Un patrimonio che si proietta al futuro impone un dialogo tra generazioni diverse. Come lavorate su questo? 

La tendenza è chiarissima: la Next Generation chiede di essere coinvolta prima e in modo più consapevole nelle decisioni di investimento e protezione del patrimonio. Non si limita più a ereditare, ma desidera comprendere, partecipare e portare una propria visione. È una generazione particolarmente sensibile ai temi della sostenibilità e dell’impatto sociale e attenta alla diversificazione. Questo sta spingendo le famiglie ad aprire il dialogo con maggiore anticipo. Il nostro ruolo oggi è quello di facilitare questa transizione, offrendo strumenti e percorsi che favoriscano continuità, consapevolezza e responsabilità tra le generazioni. 

Guardando alle trasformazioni in atto, quale sarà la sfida più grande per costruire un patrimonio davvero pronto per il futuro? 

La sfida principale sarà integrare la tecnologia e, in particolare, l’intelligenza artificiale, senza perdere la capacità di visione strategica e di governo del proprio patrimonio. L’AI è già integrata nei nostri processi e rappresenta un alleato prezioso: consente analisi più evolute dei portafogli, aiuta ad anticipare scenari e supporta decisioni più informate. Ma la vera solidità patrimoniale non nasce solo dalla tecnologia. Nasce dall’equilibrio tra innovazione e consapevolezza: comprendere i rischi, costruire strategie diversificate e mantenere una governance familiare chiara e partecipata. In questo senso, il patrimonio del futuro non sarà solo più “intelligente”, ma anche più umano e capace di evolvere e creare valore nel tempo, anche attraverso più generazioni. 

Articolo a cura di Francesco Rubino, Head of Wealth Management Network di UniCredit in Italia, tratto dal n° 89 del Magazine di We Wealth. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.

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